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Foto: Enrico Pighetti, CC BY 2.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Borgo
- Altitudine
- 680 m s.l.m.
- Superficie
- 78.020.000 m²
- Coordinate
- 43°06′28″ N, 13°19′00″ E
Storia e descrizione
San Ginesio è un comune italiano di 3 047 abitanti della provincia di Macerata nelle Marche.
Origine del nome
La prima citazione conosciuta del nome è "castrum Sancti Genesij", risalente al 995. È probabile che il luogo precedentemente denominato "Avia" (da "a-via" proveniente dal paganesimo) o "Esculanum" mutasse nel toponimo San Ginesio dopo il passaggio dei Franchi di Carlo Magno. Storicamente sono stati accreditati anche altri nomi, come "Castrum" o "Castra" (col significato di "castello fortificato" per via dell'altura), "Cupra Montana" (per il culto della dea Cupra), "Gineta" (per il culto della dea Gineta) e "Caput Castri" o "Oppidum" (col significato di "castello fortificato").
Il santo patrono del borgo non è Genesio di Arles, né il Genesio di Brescello, come scritto da Gaetano Moroni, ma Genesio di Roma, mimo fatto martirizzare nel 303 dall'imperatore Diocleziano per essersi rifiutato di rappresentare in scena, in modo burlesco, il battesimo sacramento dei Cristiani. Per questa ragione il santo è diventato il patrono della gente di teatro. Nel 1601 papa Clemente VIII concesse a San Ginesio la reliquia del santo consistente in un braccio sinistro; ma siccome il martire Ginesio e il martire Eleuterio erano stati sepolti insieme, per evitare confusioni, le "sante braccia sinistre" inviate furono due. Da allora le reliquie sono conservate nella maggiore chiesa del luogo, denominata col nome di Collegiata.
Prima della nascita della Repubblica, che ne ufficializza la scrittura attraverso il decreto del Presidente della Repubblica del 1952, il nome del comune non era sempre diviso come lo conosciamo oggi, ovvero San Ginesio, ma spesso si poteva trovare scritto unito, quindi Sanginesio. Ad esempio, troviamo "San Ginesio" nel Dizionario di Gaetano Moroni (1846), mentre "Sanginesio" nel primo volume sull'Italia Centrale della Guida d'Italia del Touring Club Italiano (1924).
Storia
La storia di San Ginesio inizia intorno al I millennio a.C., quando i Senoni si stanziarono nel territorio. Con l'arrivo dei romani i galli Senoni vennero sconfitti e conquistati, più precisamente dal III secolo a.C al I secolo d.C. San Ginesio si presenta con pianta urbanistica a croce, circondato da un imponente giro di mura castellane dove sono ancora visibili i rompi-tratta e tutte le strutture difensive dell'epoca, dal camminamento di ronda, alle feritoie per arcieri e ai torrioni. Con la caduta dell'Impero Romano, i Goti e i Longobardi, questi ultimi spodestati da Carlo Magno, distrussero gli insediamenti di pianura, costringendo gli abitanti ad arroccarsi e a rifugiarsi nelle colline più interne, dove i nobili erano soliti recarsi per le loro battute di caccia. Con l'arrivo dei Normanni nel X secolo, la borghesia prese la decisione di costruire una fortificazione sul colle più alto per dominare il passaggio a valle da un luogo adatto: così nacque San Ginesio
Gestito a mo' di Repubblica, con le costituzioni egidiane del XIV secolo, scritte dal cardinale Egidio Albornoz, il Comune divenne territorio dello Stato pontificio e venne governato dai Da Varano di Camerino dal 1355 fino al 1434. Fu proprio in questo periodo che nacque la grande sfida con la Marca Fermana e Fermo, che sfociò il 30 novembre 1377 anche in una battaglia, la battaglia della Fornarina. L'indebolimento della casata dei Da Varano favorì la discesa del condottiero milanese Francesco Sforza che nel 1434 assoggettò un gran numero di territori della Chiesa, che furono poi liberati nel 1443 dall'altro Capitano di Ventura Niccolò Piccinino, al soldo del papato. Fu solo nel 1445 che San Ginesio riconobbe pacificamente la sua appartenenza al dominio pontificio. Tra il 1450 e l'elezione al soglio pontificio di papa Pio II trecento ginesini vennero esiliati, accusati di complottare contro il Papa, trovando riparo a Siena. Il loro comportamento in questa città fu così lodevole e irreprensibile che i suoi governanti inviarono ambasciatori senesi a San Ginesio per difendere la loro causa presso la magistratura ginesina, ottenendone il perdono e il permesso di rientrare in patria. Accompagnati da esponenti della città di Siena, gli esuli si presentarono alla "Porta Picena" recando in dono un crocifisso ligneo in segno di pace e, in segno di concordia, gli Statuti senesi sui quali adeguare il nuovo ordinamento municipale che, redatto sul modello senese, papa Pio II approvò nel 1458. …
Monumenti e luoghi d'interesse
San Ginesio è quasi interamente costruito in pietra arenaria, proveniente proprio dai vicini Monti Sibillini. Gli edifici presentano elementi dell'architettura nordeuropea, arrivati nel paese in epoca medievale con delle maestranze provenienti dalla Germania, esempio è Pietro ed Enrico Alemanno, e dai Paesi Bassi.
La Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta è la chiesa principale ed è situata in piazza Alberico Gentili. Una prima struttura venne costruita nel XI secolo su una cappella paleocristiana dedicata a Genesio di Roma, santo patrono del paese, ma dopo l'inizio dell'espansione territoriale verso est dell'abitato, l'amministrazione pubblica decretò la costruzione di una nuova chiesa che potesse contenere molta gente. L'edificio subì numerose modifiche e restauri, a partire dal 1294 ad opera di Angelo Bussi, fino al più importante, ovvero quello riguardante l’abbellimento della parte superiore del frontespizio della facciata, commissionato nel 1421 ad Enrico Alemanno. L'intervento è indicato come una rara testimonianza marchigiana dello stile gotico fiorito.
L'interno, diviso in tre navate, conserva la cripta originale del periodo paleocristiano, nove cappelle disposte lungo i lati, sei poste nel lato destro e tre poste nel lato sinistro. Sono varie le opere presenti: molte sono opera del ginesino Domenico Malpiedi, anche se sono presenti tele ed affreschi di altri artisti, come Pietro Alemanno, Cristoforo Roncalli, Federico Zuccari, Adolfo De Carolis, Simone De Magistris e pittori della scuola del Perugino. Altri artisti ginesini contribuirono all'abbellimento dell’interno, come Stefano Folchetti e Guglielmo Ciarlantini.
L'8 settembre 2017 la chiesa venne inserita nel "Primo piano di interventi sui beni del patrimonio artistico e culturale", approvato dall'allora Commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani, il giorno prima della fine dell'incarico. La struttura presenta numerosi danni, sia interni che esterni, dovuti soprattutto alla planimetria e alla dimensione strutturale. Il terremoto ha causato un parziale crollo del soffitto interno e della muratura. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «San Ginesio».
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Domande frequenti
Dove si trova San Ginesio?
San Ginesio si trova nel comune di San Ginesio, in provincia di Macerata (Marche). Coordinate: 43.10784, 13.31667.
Cosa vedere vicino a San Ginesio?
Nei dintorni si trovano: Mura di San Ginesio (a 100 m), Teatro Giacomo Leopardi (a 200 m), Museo e pinacoteca Scipione Gentili (a 300 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- San Ginesio — Enrico Pighetti, CC BY 2.0
- Atti di una lite tra Sarnano e S. Ginesio, 1365 — Lauvena, CC BY-SA 4.0
- Cantiere scuole superiori San Ginesio — Campus27, CC BY-SA 4.0
- Collage terremoto - San Ginesio — Campus27, CC BY-SA 4.0
- Istituto professionale San Ginesio — Campus27, CC BY-SA 4.0
- Ostello comunale San Ginesio — Campus27, CC BY-SA 4.0
- Palazzo comunale San Ginesio — Campus27, CC BY-SA 4.0
- Palazzo patto San Ginesio — Campus27, CC BY-SA 4.0
- Panorama da San Ginesio - vista sud-ovest — Valentina Petrocchi, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
