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Foto: Tiziano Photography, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Castello
Reggia di Venaria Reale
Reggia nel comune italiano di Venaria Reale (TO)
Venaria Reale (TO), Piemonte
In breve
- Tipo
- Castello
- Architetto
- Amedeo di Castellamonte
- Committente
- Carlo Emanuele II di Savoia
- Tutela
- Parte di un patrimonio mondiale dell'umanità
- Patrimonio UNESCO
- Residenze sabaude
- Coordinate
- 45°08′09″ N, 7°37′25″ E
- Indirizzo
- Piazza della Repubblica, 4 - Venaria Reale
Storia e descrizione
La reggia di Venaria Reale (in piemontese ël Castel ëd la Venerìa) è una delle residenze sabaude parte del sito seriale UNESCO iscritto alla Lista del Patrimonio dell'umanità dal 1997.
La reggia di Venaria fu progettata dall'architetto Amedeo di Castellamonte. A commissionarla fu il duca Carlo Emanuele II che intendeva farne la base per le battute di caccia nella brughiera torinese. Successivamente ingrandita con innumerevoli corpi edilizi ed edifici dove lavorò anche il più importante architetto di casa Savoia Filippo Juvarra.
Lo stesso nome in lingua latina della reggia, Venatio Regia, viene fatto derivare dal termine reggia venatoria.
La scelta del sito, ai piedi delle Valli di Lanzo, fu favorita dalla vicinanza degli estesi boschi detti del Gran Paese, ricchissimi di selvaggina: un territorio che si estende per un centinaio di chilometri fino alle montagne alpine, giungendo a sud e a est in prossimità del capoluogo.
Storia
Probabilmente l'idea di creare una reggia a Venaria nacque da Carlo Emanuele II di Savoia dall'esempio del Castello di Mirafiori (o di Miraflores), luogo destinato alla moglie del duca Carlo Emanuele I, Caterina Michela d'Asburgo situato nel quartiere che da quella reggia avrebbe poi preso proprio il nome Mirafiori.
Carlo Emanuele II, volendo anch'egli creare una reggia che si legasse al proprio nome e a quello della consorte, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, comprò i due piccoli villaggi di Altessano Superiore ed Inferiore dalla famiglia di origine milanese Birago, che qui aveva dato vita a importanti piantagioni. Il luogo venne in seguito ribattezzato "la Venaria" perché destinato agli svaghi venatori.
I lavori vennero progettati dal 1658 ed affidati all'architetto Amedeo di Castellamonte. La costruzione cominciò nel 1659 e vennero completati, in ordine: la scuderia e la torre dell'orologio (1660), la Reggia di Diana (1663), Loggia e Teatro nel giardino superiore (1666), la piazza frontestante il palazzo (1667), le facciate gemelle delle chiese nella piazza del borgo (1669), la citroneria a fontana d'Ercole, il viale della Fontana d'Ercole (1671), il tempio di Diana (1673), i postici della via centrale del borgo (1679).
Dopo che il 1º ottobre 1693 i francesi (in guerra contro i Savoia nella guerra della Grande Alleanza) distrussero alcune costruzioni, Vittorio Amedeo II commissionò un ulteriore intervento sulla reggia, che venne ristrutturata ed ampliata sotto la direzione di Michelangelo Garove. Vennero completati il padiglione sud-ovest (1702),il padiglione sud-est (1703-1713) e l'inizio della manica della Galleria Grande, che rimarrà incompiuta con la morte di Garove nel 1713. Inoltre, Garove rimodellò i giardini, demolendo il Tempio di Diana (1700), tracciando l'Allea Reale e prolungando il viale (1702), demolendo la citronieria seicentesca (1703), tracciando il Giardino Inglese (1710), realizzando gli Appartamenti verdi e demolendo la Loggia a Teatro seicentesca (1711). Inoltre, ulteriori danni vennero inflitti durante l'assedio del 1706, quando i francesi di Louis d'Aubusson de la Feuillade vi presero dimora, danneggiando molte strutture destinate, in quel periodo, ai soldati. …
Il complesso
Accedendo dall'entrata principale si viene accolti nella corte d'onore, nel centro della quale sorgeva una fontana detta del cervo, la facciata principale in intonaco con cornucopie conchiglie e frutti risulta sulla parte destra come "sfregiata" da una cesura di mattoni a vista che delimitano la parte seicentesca da quella settecentesca, successiva all'intervento del primo architetto di corte Amedeo di Castellamonte.
La parte sinistra del complesso presenta l'intervento del secondo architetto di corte Michelangelo Garove 1699-1713 in sintesi la realizzazione di due torrioni con tetti detti alla "Mansart" ricoperti di Scandole, mattonelle pentagonali multicolori in ceramica, uniti da una Gran Galleria erroneamente indicata a metà del XX secolo, come quella di Diana. Il pittore Giacomo Casella eseguì col cognato Giovanni Andrea Casella la decorazione pittorica della sala dei templi di Diana: Britomarte consegna un tempio a Diana, degli anni 1660-1663.
Negli interni si trovavano stucchi, statue, dipinti, (secondo il Castellamonte, oltre quattromila quadri), realizzati da valenti artisti, tra cui Vittorio Amedeo Cignaroli, Pietro Domenico Olivero e Bernardino Quadri. Sulle pareti si stagliano raffigurazioni di selvaggina che istituiscono un rimando alla funzione venatoria della struttura. Le decorazioni a stucco spesso sono dovute all'arte dello stuccatore Pietro Somazzi, in ambienti trasformati in epoca successiva, oppure in sale all'interno della reggia di Diana e nei vani di raccordo con il padiglione eretto da Michelangelo Garove, dove si assiste ad un vero e proprio trionfo di abilità esecutiva. Nel 1718 Pietro Filippo Somazzi ottenne l'esecuzione degli stucchi della galleria, attenendosi al disegno dell'architetto Filippo Juvarra.
A illustrare il complesso della reggia, esiste un modello estremamente accurato realizzato da Carlo Costantini. …
La chiesa di Sant'Uberto
Alla morte di Michelangelo Garove avvenuta nel 1713 seguì nel 1716 la ricostruzione per opera di Filippo Juvarra, della Gran Galleria e parallelamente la costruzione della chiesa di Sant'Uberto (1716-1729), incastonata tra i palazzi tanto da non permetterne la costruzione della cupola, che venne affrescata come trompe-l'œil all'interno, la scuderia e la citroniera (1722-1728), oltre che un rimaneggiamento in stile francese delle facciate.
Gli ultimi lavori furono realizzati tra la seconda metà del Settecento e l'inizio dell'Ottocento (scuderie e maneggio, scala della reggia di Diana, galleria di Sant'Uberto) dopodiché la reggia fu quasi dimenticata a favore della Palazzina di caccia di Stupinigi (1729), più conforme ai nuovi gusti delle corti europee.
Mostre
Sin dalla sua inaugurazione, la Reggia di Venaria ha sviluppato una vivace attività espositiva.
In occasione dell'evento "Esperienza Italia 150", ideato per commemorare il 150º anniversario dell'Unità d'Italia, la Reggia di Venaria Reale è stata il fulcro di una serie di iniziative e mostre tematiche svoltesi a partire dal 17 Marzo 2011 fino a fine anno, come la mostra "La Bella Italia", curata da Antonio Paolucci all'interno delle Scuderie Juvarriane.
Nel 2014 vennero esposte nella Sala delle Arti armature italiane, tedesche, indiane, giapponesi e della tradizione islamica tra Cinquecento e Ottocento provenienti dalla collezione del Museo Stibbert di Firenze e qui affiancate all'analoga collezione dell'Armeria Reale di Torino.
Nel 2017 gli storici Silvia Ghisotti ed Andrea Merlotti vi hanno realizzato la mostra "Dalle Regge d'Italia. Tesori e simboli della regalità italiana", dedicata alla storia delle regge italiane fra 1860 e 1920. Tale mostra è stata organizzata con l'aiuto dei principali palazzi reali italiani, dal Quirinale alla Reggia di Caserta.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Reggia di Venaria Reale».
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Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Domande frequenti
Dove si trova Reggia di Venaria Reale?
Reggia di Venaria Reale si trova nel comune di Venaria Reale, in provincia di Torino (Piemonte), all'indirizzo Piazza della Repubblica, 4 - Venaria Reale. Coordinate: 45.13583, 7.62352.
Quali sono gli orari di Reggia di Venaria Reale?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Lunedì: Chiuso; Da martedì a domenica: 10:00–17:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Cosa vedere vicino a Reggia di Venaria Reale?
Nei dintorni si trovano: Archivio Storico TIM (a 4,6 km), Castello dei Laghi (a 4,8 km), Teatro Cardinal Massaia (a 5,1 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Reggia di Venaria Reale (Italy) — Tiziano Photography, CC BY-SA 3.0
- La Reggia della Venaria Reale — Valerio Manassero, CC BY-SA 3.0
- Reggia di venaria quattroterzi — Luca Boldrini, CC BY 2.0
- Reggia di Venaria Reale - Belvedere e Padiglione Garove — User:Fredericks, Public domain
- Reggia di Venaria Reale - Corpo centrale dal Parco Basso — Public domain
- Reggia di Venaria Reale - Corpo centrale e vasca del Parco Basso — Public domain
- Reggia di Venaria Reale - Corpo centrale — Public domain
- Reggia di Venaria Reale - Particolare facciata della Reggia di Diana — Public domain
- Reggia di Venaria Reale 01 — FrDr, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze