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Foto: CC BY-SA 2.5 · Wikimedia Commons
Castello
Castello Reale di Racconigi
Castello nel comune italiano di Racconigi (CN)
In breve
- Tipo
- Castello
- Architetto
- Guarino Guarini
- Tutela
- Parte di un patrimonio mondiale dell'umanità
- Patrimonio UNESCO
- Residenze sabaude
- Coordinate
- 44°46′10″ N, 7°40′33″ E
- Indirizzo
- Piazza Carlo Alberto, 12035 Racconigi
Storia e descrizione
Il castello reale di Racconigi (in piemontese ël castel ëd Racunìs) è situato a Racconigi, in provincia di Cuneo, 34 chilometri a sud del Palazzo Reale di Torino.
Nel corso della sua quasi millenaria storia ha visto numerosi rimaneggiamenti e divenne di proprietà dei Savoia a partire dalla seconda metà del XIV secolo. In seguito fu residenza ufficiale del ramo dei Savoia-Carignano e successivamente fu eletto sede delle «Reali Villeggiature» della famiglia reale dei re di Sardegna (e poi d'Italia) nei mesi estivi e autunnali.
Divenuto un polo culturale e museale altamente frequentato, il castello fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte e dal 1997 è parte del sito seriale residenze sabaude compreso nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.
Nel 2016 ha fatto registrare 127 368 visitatori.
Storia
Le prime notizie di una fortificazione presente a Racconigi risalgono all'XI secolo, epoca in cui il territorio era parte della Marca di Torino e dove Bernardino di Susa edificò o riadattò un'antica casaforte, sui resti di un precedente monastero.
Nel 1091, alla morte della marchesa Adelaide di Susa, i territori furono occupati dal nipote Bonifacio del Vasto e il feudo di Racconigi entrò quindi a far parte dei possedimenti dei marchesi di Saluzzo.
Successivamente, il nipote di Bonifacio del Vasto Manfredo II di Saluzzo ampliò la struttura esistente facendo innalzare un primo castello a pianta quadrata con cortile interno, destinandolo a difesa strategica per i territori del marchesato.
Nel 1372 il marchese Federico II di Saluzzo cedette in pegno il castello ai conti Falletti, ma dopo alcuni anni esso ritornò di proprietà dei Marchesi di Saluzzo. Infine, nella seconda metà del XIV secolo, un figlio illegittimo di Ludovico, ultimo principe di Savoia-Acaia, ottenne il feudo e il castello di Racconigi, dando inizio alla linea dinastica dei Savoia-Racconigi, estintasi nel 1605.
Nel 1620 il duca Carlo Emanuele I di Savoia ne fece dono a suo figlio Tommaso Francesco di Savoia, capostipite della dinastia Savoia-Carignano. A quel tempo la struttura appariva come un classico castello medievale: una massiccia fortezza in mattoni nudi a pianta quadrata, con quattro grandi torri angolari, il fossato, il ponte levatoio e un alto mastio laterale. …
Interni
Il castello custodisce ambienti realizzati nel Settecento, altri neoclassici, fino a comprendere sale di gusto déco risalenti alla prima metà del Novecento. Accuratamente restaurati, essi mantengono le decorazioni e gli allestimenti originali conservati nel corso dei secoli.
Tra di essi i più rilevanti sono, in ordine cronologico: il salone d'Ercole, la sala di Diana, l'appartamento cinese, la sala da pranzo, la sala da ricevimento, il gabinetto etrusco, la biblioteca di Carlo Alberto, il gabinetto di Apollo, e la cappella reale, dedicata alla Madonna della Neve. Al secondo piano nobile, invece, trovano luogo gli appartamenti rimodernati nei primi tre decenni del Novecento e comprendenti la camera da letto della regina Elena, il bagno di Umberto II e il salotto della musica di Maria José.
Dedicato al mito di Ercole, questo ambiente è frutto dell'intervento del 1757 ad opera dell'architetto Giovanni Battista Borra. Il salone, in stile neoclassico, corrisponde all'antico cortile interno della struttura medievale precedente e fungeva come atrio per accogliere gli ospiti, ma, data la capienza e l'ottima acustica, veniva utilizzato anche come sala da ballo, posizionando l'orchestra sulla «Loggia dei Musici», che sormonta le tre coppie di colonne ioniche, e l'accesso all'attigua Sala di Diana. Nella porzione inferiore le pareti ospitano sei nicchie con frontone, che contengono altrettante sculture di Giuseppe Bolina rappresentanti le fatiche di Ercole; nel registro superiore sono presenti altri stucchi del Bolina e del Lombardi, che raffigurano scene di caccia con animali e armi. La volta della cupola, invece, è dipinta a trompe-l'œil e raffigura una realistica copertura a lacunari. …
Esterni
Il castello si affaccia a nord verso un imponente parco alla francese di circa 170 ettari, delimitati da un muro di cinta lungo in totale 6 km. Alla fine del Seicento il parco appariva secondo il rigore geometrico conferitogli dall'architetto francese André Le Nôtre, medesimo autore dei giardini della reggia di Versailles.
Circa un secolo dopo, su volere della principessa Giuseppina di Lorena-Armagnac, il parco vide una trasformazione ad opera di Giacomo Pregliasco, che ne riprogettò una parte, offrendo nuovi percorsi immersi in una natura rigogliosa ed apparentemente selvaggia.
Il completamento del parco in stile romantico, come appare oggi, lo si deve a Carlo Alberto, che nel 1836 affidò i lavori al paesaggista prussiano Xavier Kurten. Questi si dedicò alla risistemazione del lago, dei viali e dei corsi d'acqua e, con l'aggiunta di ponticelli, colline e nuovi filari d'alberi, ne fece un tipico parco del XIX secolo.
Al Kurten successero nella direzione del parco i fratelli Roda: Marcellino dal 1843 al 1859 e Pietro Giuseppe dal 1860 al 1870. Sotto la loro conduzione il parco reale acquistò fama a livello europeo per la vasta produzione di fiori rari e piante da frutto esotiche che i due fratelli coltivavano nei giardini a fiori e a frutta e nella nuova serra riscaldata voluta da Carlo Alberto.
Tra l'Ottocento e il Novecento il parco fu utilizzato prevalentemente come riserva di caccia e tenuta agricola, tanto da riservarne alcune piccole porzioni a coltivazioni di mais e cereali. Tuttavia, dal secondo conflitto mondiale in avanti si verificò una certa carenza di manutenzione e un progressivo stato di abbandono.
Dalla riapertura del castello il 24 maggio 1993 in poi, anche il parco è stato oggetto di una serie di attenti interventi di recupero, volti a riportarlo all'aspetto conferitogli da Kurten nell'Ottocento. Nuovamente visitabile, il parco offre una grande varietà di specie vegetali e di animali protetti, una rete di viali e sentieri dallo sviluppo complessivo di 25 km, bacini d'acqua (tra cui il lago di 18 ettari di superficie), grandi aiuole fiorite e, come il castello, è abituale luogo di attività ed eventi culturali.
Nel 2010 il parco è stato scelto tra i primi dieci finalisti e poi decretato vincitore nel concorso I parchi più belli di Italia 2010; …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castello Reale di Racconigi».
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Domande frequenti
Dove si trova Castello Reale di Racconigi?
Castello Reale di Racconigi si trova nel comune di Racconigi, in provincia di Cuneo (Piemonte), all'indirizzo Piazza Carlo Alberto, 12035 Racconigi. Coordinate: 44.76939, 7.67597.
Quali sono gli orari di Castello Reale di Racconigi?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da martedì a domenica: 9:00–18:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Cosa vedere vicino a Castello Reale di Racconigi?
Nei dintorni si trovano: Abbazia di Santa Maria (a 5,4 km), Santuario della Beata Vergine delle Grazie (a 6,8 km), Chiesa e convento di Sant'Anna (a 8,2 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 8 foto
- Castello di Racconigi — CC BY-SA 2.5
- 12035 Racconigi, Province of Cuneo, Italy - panoramio (1) — Angros47, CC BY-SA 3.0
- Albero Genealogico dei Savoia — Dalbesio, Adolfo (1857-1914), Public domain
- Francesco Gonin.Elemosina di Maria Teresa.La lunetta dipintа.Tela,pittura a tempera.1855 — Francesco Gonin, Public domain
- Francesco Gonin.Maria Adelaide benedice la famiglia reale.La lunetta dipintа.Tela,pittura a tempera.1855 — Francesco Gonin, Public domain
- Francesco Gonin.Trofeo d’armi e armature.La lunetta dipintа.Tela,pittura a tempera.1855 — Francesco Gonin, Public domain
- Francesco Gonin.Trofeo d’armi.La lunetta dipintа.Tela,pittura a tempera.1855 — Francesco Gonin, Public domain
- Francesco Gonin.А apoteosi di Maria Teresa e Maria Adelaide di Savoia.La lunetta dipintа.Tela,pittura a tempera.1855 — Francesco Gonin, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
