Pietrapertosa
  • Borghi più belli d’Italia
Foto originale1 di 6 foto

Foto: Vito G., CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Borgo

Pietrapertosa

Comune italiano

Pietrapertosa (PZ), Basilicata

Indicazioni

In breve

Tipo
Borgo
Altitudine
1088 m s.l.m.
Superficie
67.700.000 m²
Coordinate
40°31′00″ N, 16°04′00″ E

Storia e descrizione

Pietrapertosa è un comune italiano di 838 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata. Posto all'altitudine media di 1088 m s.l.m., è il comune più alto della regione.

Il suo territorio comunale, insieme ai territori dei paesi limitrofi, forma il parco regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. Fa parte del club I borghi più belli d'Italia, che comprende quasi 200 località situate lungo tutta la penisola. Nel 2019, la CNN ha inserito Pietrapertosa tra "20 borghi più belli d'Italia".

Storia

L'antico nome della città, ovvero "Pietraperciata" (che significa pietra forata) era stato dato per via della presenza del foro in una grande rupe, visibile dalla città. La data di costruzione della città è incerta, le teorie più accreditate danno nell'VIII secolo a.C. la sua fondazione ad opera dei Pelasgi, mentre stavano attraversando l'Italia meridionale. I Pelasgi costruirono le loro dimore nella parte bassa del paese, al fine di proteggersi da eventuali attacchi nemici e innalzarono fortificazioni sulle rocce.

Ai Pelasgi si sostituirono i Greci, giunti dalla costa ionica, i quali si spinsero verso l'interno portando le loro merci e i loro manufatti. Tracce della presenza ellenica sono testimoniate dalla forma ad anfiteatro di Pietrapertosa e nel nome di alcune località come "La costa di Diana". Successivamente nel territorio si stanziarono i Romani, che resero Pietrapertosa il loro Oppidum costruendovi una fortezza, ove attualmente si erge la chiesa di San Francesco.

Durante le invasioni barbariche fu occupata dai Goti e poi dai Longobardi, che inclusero Pietrapertosa nel gastaldato di Acerenza. Passò in seguito sotto la dominazione bizantina da parte del signore saraceno Bomar. Fu proprio sotto la dominanza dei Saraceni che Pietrapertosa vide la costruzione delle sue parti più caratteristiche. La discesa Normanna-Sveva, vide il paese diventare uno dei più importanti centri strategici della Lucania data la sua posizione dominante della collina sottostante, partecipò alla rivolta ghibellina contro il Papa nel 1268.

In epoca angioina divenne feudo di Guglielmo Tournespè nel 1269, per poi passare sotto altri feudatari come Pietro de Burbura (1278) e Giovanni Borbone (1280). Con l'arrivo degli aragonesi, Pietrapertosa divenne possedimento dei Gozzuti, dei Grappini e dei Diazcarlon, conti di Alife. Nel XVI secolo, passò ai Carafa, agli Aprano, ai Campolongo, ai De Leonardis, ai Suardi, ai Iubero ed infine ai Sifola di Trani. …

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa Madre di San Giacomo Maggiore

È stata costruita durante il Basso Medioevo, nel 1400 circa. L'originario impianto romanico si è conservato integro, soprattutto nell'aspetto massiccio delle strutture murarie che, con i restauri più recenti, sono state riportate allo stato di pietra a vista, in modo da restituire alla chiesa l'antica solennità medievale. Inoltre, numerosi altri elementi caratterizzano lo stile romanico puro, rimasto inalterato nel tempo: la imponente mole del campanile, scandito da cinque ordini di cornici marcapiano aggettanti, e attraversato alla base da un grande arcone sotto cui passa la via Vittorio Emanuele che costeggia la chiesa; la planimetria interna costituita da due sole navate (la terza è stata eliminata con i rimaneggiamenti susseguitisi nel tempo), separate da un ordine di cinque grandi archi; il presbiterio con rialzo; una fonte battesimale interamente in pietra, recuperata nel 1940 a seguito di lavori di scavo per consolidamento, e sistemata sul piccolo sagrato antistate l'entrata principale. All'interno, di notevole pregio artistico ed interesse storico, sono collocati: i quattro affreschi nei pennacchi tra le quattro arcate che sostengono il tetto del presbiterio; un coro ligneo del XVI secolo; una cripta sotterranea; un confessionale in legno del XVIII secolo.

Convento di San Francesco

Fondato nel 1474 dai Frati Minori Osservanti locali; al suo interno è conservato il dipinto Apparizione del Bambino a S. Antonio da Padova realizzato nel 1631 da Giovanni De Gregorio (detto il Pietrafesa), l'Immacolata del 1628 di Filiberto Guma e numerosi affreschi di Giovanni Luce.

Cappella di San Cataldo: Situata su un'altura, sotto il Castello Normanno - Svevo, quasi all'ingresso dell'abitato. È una piccola chiesa (forse la più antica del paese), eretta probabilmente nel XII secolo, in onore del Santo, la cui venerazione era molto diffusa all'epoca per l'opera di rievangelizzazione di queste regioni dopo la fine della dominazione saracena. San Cataldo era invocato nel Meridione d'Italia anche contro le epidemie. La chiesa è stata ristrutturata ed ampliata all'inizio del '900 ad opera dei maestri scalpellini locali. Anche in questa chiesa sono frequenti i richiami allo stile romanico. …

Cultura

Pietrapertosa è stata location dei film Un paese quasi perfetto (2016) di Massimo Gaudioso e Moschettieri del re - La penultima missione (2018) di Giovanni Veronesi.

Nel 2018 appare nello spot dei giochi olimpici di Tokyo 2020, realizzato dalla Toyota.

Pietrapertosa, insieme a Castelmezzano, ospita un'attrazione turistico-sportiva denominata Volo dell'angelo che unisce i due paesi per mezzo di due cavi d'acciaio su cui è possibile scivolare a 120 km orari ad un'altezza di circa 400 m.

Pietrapertosa è citata nel romanzo L'istituto di Stephen King, indicata come la sede italiana di un'organizzazione governativa dedita allo sfruttamento della telepatia e telecinesi.

La cucina locale è molto semplice e piuttosto rustica, ma saporita. Sono molto utilizzati gli insaccati di maiale freschi, secchi, sotto vuoto, sott'olio o sotto sugna. Tipica la pasta fresca nelle svariate forme, qualità e tipo di impasto: orecchiette, cavatelli, ferretti, manate, lagane, pasta grattata. Piatti tipici sono anche il capretto o l'agnello arrostito alla brace, la pastorale, la rafanata e la cuccìa. Dolci tipici sono il sanguinaccio, i cauzuncill (piccoli panzerotti farciti con crema di castagne), le sfogliate con il sanguinaccio e con la ricotta, le scrippelle, le fazzemole e i v'scuott, i biscotti di Sant’Antonio, i offerti a tutta la popolazione in occasione della festa del maggio.

Continua a leggere su Wikipedia

Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Pietrapertosa».

Foto

Come arrivare

Campomaggiore–PietrapertosaTreno, la più vicina
4,2 km in linea d’aria
Pietrapertosa

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

Mappa in caricamento…

Nei dintorni

Vedi sulla mappa

Altri borghi in Basilicata

  • Gratis 1ª domenica
  • Borghi più belli
Borgo

Venosa

Venosa (PZ)

  • Borghi più belli
Borgo

Maratea

Maratea (PZ)

  • Borghi più belli
Borgo

Miglionico

Miglionico (MT)

  • Borghi più belli
Borgo

Acerenza

Acerenza (PZ)

Tutti: borghi in Basilicata

Cosa vedere a Pietrapertosa: 3 luoghi storici

Domande frequenti

Dove si trova Pietrapertosa?

Pietrapertosa si trova nel comune di Pietrapertosa, in provincia di Potenza (Basilicata). Coordinate: 40.51667, 16.06667.

Cosa vedere vicino a Pietrapertosa?

Nei dintorni si trovano: Castelmezzano (a 2,3 km), Croccia-Cognato (a 7,6 km), Museo dei culti arborei (a 8,3 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 6 foto
  1. Pietrapertosa — Vito G., CC BY 2.0
  2. +pietrapertosa01 — Alessio020302, CC BY-SA 4.0
  3. 4 IMG 6362 il sud è un sentimento Pietrapertosa — Felicianogiorgio, CC BY-SA 4.0
  4. Arco nel castello di Pietrapertosa — Ferdinando Traversa, CC BY-SA 4.0
  5. All'ombra delle Dolomiti — Cinzia Astorino, CC BY-SA 4.0
  6. Antichi segni nella roccia — Roxyfoxie, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

Hai visto un dato sbagliato? Correggilo su OpenStreetMap