Foto: Peter1936F, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico, 1542
Palazzo Sacchetti
Palazzo storico di Roma
- Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
In breve
- Epoca
- Rinascimento, 1542
- Stile
- Rinascimento italiano
- Architetti
- Antonio da Sangallo il Giovane, Nanni di Baccio Bigio, Annibale Lippi
- Committente
- Antonio da Sangallo il Giovane
- Committente
- Ottavio Acquaviva d'Aragona
- Committente
- Giovanni Ricci
- Coordinate
- 41°53′55″ N, 12°27′57″ E
- Indirizzo
- Via Giulia 52
Storia e descrizione
Palazzo Sacchetti (già Palazzo Ricci) è un palazzo tardo rinascimentale di Roma, importante per ragioni storiche e artistiche.
L'edificio è stato progettato e posseduto da Antonio da Sangallo il Giovane e completato da Nanni di Baccio Bigio o da suo figlio Annibale Lippi. Dopo il Sangallo, il palazzo appartenne tra l'altro ai Ricci, ai Ceoli e ai Sacchetti, importanti famiglie della nobiltà romana. Tra le opere d'arte che ne decorano l'interno, il ciclo di affreschi delle Storie di David di Francesco Salviati rappresenta un'importante opera del Manierismo. Il palazzo ospitava anche centinaia di dipinti che sarebbero diventati il nucleo della Pinacoteca Capitolina.
Palazzo Sacchetti è considerato il più importante palazzo di via Giulia.
Ubicazione
Il palazzo si trova a Roma, nel Rione Ponte, al n. 66 di Via Giulia, nel lato occidentale della parte settentrionale della strada. A sudest si affaccia su Vicolo del Cefalo, a nordovest su Vicolo Orbitelli, mentre a sudovest, con il lato che un tempo si specchiava nel Tevere, si affaccia sul Lungotevere dei Sangallo.
Storia
Antonio da Sangallo il Giovane fabbricò su edifici e terreni che gli erano stati venduti nel 1542 dal Capitolo Vaticano questo palazzo, che era una delle tre proprietà dell’architetto su Via Giulia. Sulla facciata principale dell'edificio spicca ancora lo stemma – oggi scalpellato - del Papa e suo committente principale, Paolo III Farnese (r. 1534-1549), insieme all'iscrizione:
alludendo forse alla generosità del papa verso di lui. Sulla stessa facciata è ancora visibile la lapide murata ab antiquo che attesta la proprietà dell’architetto:
L'attribuzione del palazzo ad Antonio è confermata anche da diversi disegni e schizzi di mano dell'artista della sua casa a San Biagio conservati nella Galleria degli Uffizi e da Giorgio Vasari, il quale scrive che il Sangallo
All'edificio l'architetto, che soleva definire "palazzo perfetto", dedicò gli ultimi anni della sua vita soprattutto per la progettazione fino al 1545. Il progetto originale del Sangallo prevedeva due piani più l’attico, ciascuno con cinque finestre.
Dopo la morte di Antonio nel 1546, il 23 luglio 1552 il figlio Orazio cedette la proprietà al cardinale Giovanni Ricci di Montepulciano per la somma di 3 145 scudi romani. Il cardinale fece liberare il palazzo dalla tassa sul censo (il fatto è ricordato su di una targa su vicolo del cefalo) e lo fece completare, unendovi case adiacenti acquistate da lui stesso. Autore dei lavori fu probabilmente Nanni di Baccio Bigio, o secondo un'altra ipotesi (basata sulla parentela stilistica fra il palazzo e la villa suburbana - la futura Villa Medici - che il cardinale si fece costruire in quegli stessi anni) suo figlio Annibale Lippi. In questa occasione la facciata del palazzo su Via Giulia venne estesa aggiungendo due finestre, mentre il portone venne allargato e spostato a destra. Fra il 1552 e il 1554 il cardinale fece inoltre decorare il piano nobile da Francesco Salviati e altri artisti.
Difficoltà economiche lo costrinsero nel 1557 a una vendita fittizia del palazzo per 25 000 scudi all’amico Tommaso Marino di Terranova, un ricchissimo finanziere genovese il quale nello stesso periodo fece costruire a Milano il palazzo omonimo, che gli consentì di abitarvi e che lo rivendette al nipote Giulio Ricci nel 1568. …
Architettura
Le facciate principali del palazzo danno su Via Giulia e Vicolo del Cefalo, dove si affacciano 9 finestre. Entrambe le facciate sono in laterizio con finestre in travertino, mentre il portale su via Giulia è in marmo, ed è sormontato da un balcone contornato da delicati balaustrini in bronzo.
Al piano terreno, il quale è attribuito al Sangallo, si aprono 6 finestre del tipo "inginocchiato". Ciascuna di esse, chiusa da un'inferriata, ha un architrave e cornice, e una soglia sporgente sorretta da due mensoloni. Tra ogni coppia di questi si apre una finestrella che dà luce alle cantine.
Il primo piano possiede una fila di 7 finestre con cornice e mensoloni; fra queste, quella centrale è stata allungata per adattarla al balcone. Sopra una delle finestre c’è lo stemma scalpellato di Paolo III.
Ciascuna finestra al primo piano è sormontata da una finestrella di forma all'incirca quadrata.
Il secondo piano possiede anch'esso sette finestre, ma più semplici rispetto a quelle del primo piano. Un cornicione a mensola conclude l’edificio.
Vicino all’angolo sinistro della facciata su Via Giulia è presente una fontanella incassata in una nicchia fiancheggiata da cariatidi. Al suo interno ci sono un amorino con due delfini e lo stemma dei Ceuli scalpellato. Il motivo della fontanella si ispira alle armi di casa Ceuli.
Il cortile è ad arcate su pilastri (quelle laterali sono tamponate), e termina con un fregio dorico adorno delle armi e dello stemma dei Ceuli. Al centro del cortile c'è un ninfeo adornato da stucchi. Sulla sinistra è presente una sporgenza causata dalla cappella aggiunta dagli Acquaviva, probabilmente eseguita da Agostino Ciampelli su disegno di Pietro da Cortona. Lo stemma dei Sacchetti è stato aggiunto posteriormente.
Nel lato verso il lungotevere il palazzo si conclude con una loggia un tempo prospiciente il fiume, costruita dai Ceuli e modificata dai Sacchetti, adornata da una colossale testa di marmo (forse Giunone) e da due mascheroni. La loggia è il fondale di un giardino di agrumi.
Interni e Decorazione
Nell’androne è murato un rilievo romano del III secolo, raffigurante un episodio del regno di Settimio Severo. Al di sopra di questo è posta una Madonna col bambino del 1400 di scuola fiorentina.
Nel primo piano, importante è il salone delle udienze del cardinal Ricci, detto salone dei Mappamondi da due globi - uno terrestre e uno celeste - opera di Vincenzo Coronelli li' posti: la presenza del baldacchino testimonia delle frequenti visite papali. Esso è decorato da affreschi di Francesco Salviati e aiuti, eseguiti nel 1553-1554 e raffiguranti Storie di Davide (le descrizioni partono dalla parete a destra di chi guarda le finestre in senso orario).
Su vicolo del Cefalo si affacciano 4 stanze adorne di stucchi e affreschi, mentre un gruppo di artisti manieristi francesi e italiani, comprendenti Maitre Ponce, Girolamo da Faenza detto il Fantino, Marco Marcucci di Faenza, Giovanni Antonio Veneziano, Marco Duval detto il sordo (Marco Francese), Stefano Pieri (Stefano da Firenze), Nicolò da Bruyn, e G. A. Napolitano decorarono fra il 1553 e il 1556 altre stanze verso il giardino con grottesche, scene dell'Antico Testamento e mitologiche.
La Galleria, adattata a sala da pranzo e ricevimenti, è situata verso il Tevere e decorata con dipinti raffiguranti soggetti biblici di Pietro da Cortona.
Notevole è anche la sala da pranzo fatta edificare dal cardinale Ricci nel 1573, decorata con affreschi alle pareti del salernitano Giacomo Rocca, raffiguranti coppie di Sibille e Profeti sul modello della Cappella Sistina. Essa è inoltre adornata da due affreschi di Pietro da Cortona raffiguranti La Sacra Famiglia e Adamo ed Eva.
Il soffitto della sala da pranzo venne eseguito nel 1573 dall'intagliatore Ambrogio Bonazzini, il quale scolpì più tardi quello dell’Oratorio del Gonfalone.
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Sacchetti?
Palazzo Sacchetti si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio), all'indirizzo Via Giulia 52. Coordinate: 41.89861, 12.46583.
A quando risale Palazzo Sacchetti?
La datazione indicata da Wikidata è: 1542.
Cosa vedere vicino a Palazzo Sacchetti?
Nei dintorni si trovano: Palazzo dei Tribunali (a 100 m), Museo criminologico MUCRI (a 100 m), Palazzo del Banco di Santo Spirito (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Palazzo Sacchetti Via Giulia (Rom) — Peter1936F, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Sacchetti Brunnen — Peter1936F, CC BY-SA 4.0
- Palazzo sacchetti — Daniela Weiland, CC BY-SA 3.0 de
- Particolare della facciata di Palazzo Sacchetti, ca. 1970 - Archivio Accademia delle Scienze Torino, Millon 48 13 116 — Henry A. Millon, Public domain
- Philippe Casanova, Palazzo-Sacchetti, Salone dei Mappamondi — Polidoro da Caravaggio, CC BY-SA 4.0
- Ponte - lungotevere Sangallo - Palazzo Sacchetti 00831 — Lalupa, CC BY-SA 3.0
- Ponte - via Giulia palazzo Sacchetti - domus Antonii Sangalli architecti 1160658 — Lalupa, CC BY-SA 4.0
- Via Giulia Palazzo Sacchetti Brunnen — Peter1936F, CC BY-SA 4.0
- Via Giulia Palazzo Sacchetti Zensus 1555 — Peter1936F, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze