Palazzo Pretorio
Foto originale1 di 3 foto

Foto: Cremasco, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico

Palazzo Pretorio

Palazzo di Crema

Crema (CR), Lombardia

Indicazioni

In breve

Stile
Rinascimento
Coordinate
45°21′48″ N, 9°41′13″ E

Storia e descrizione

Il Palazzo Pretorio è un edificio pubblico di Crema, antica residenza dei podestà veneti durante il dominio sotto la Repubblica di Venezia.

Storia

Alcuni storici ed alcuni elementi architettonici farebbero propendere per un'antica origine, forse fin dal 1286, ma l'attuale conformazione è frutto di una costruzione avvenuta tra il 1553 ed il 1555 in luogo delle demolite «case vecchie». Vi lavorò in quegli anni anche Vincenzo Civerchio che dipinse la perduta Battaglia di Ombriano, la rotta delle truppe sforzesche cacciate da Renzo da Ceri nel 1514 che determinò la fine dell'assedio del 1514.

A palazzo Pretorio vi risiedeva il podestà nominato dal Senato veneto (che a Crema aveva anche la funzione di Capitano) ed il cui mandato durava sedici mesi. Fu il podestà Marc'Antonio Faliero a chiamare a palazzo Gian Giacomo Barbelli nel 1633 per dipingere una sala interna, si tratta di un'altra delle opere andate perdute. Giusto in quest'anno vi fu rimossa la corda, usata quale pena corporale, e trasferita all'arco del Torrazzo.

Subì alcune trasformazioni nel corso nel XVII secolo e, particolarmente, nel XVIII secolo quando sulla facciata verso via Frecavalli furono aggiunte nuove aperture e arricchiti gli archi con elementi marmorei.

Il 13 aprile 1768 lo scoppio di polvere da sparo sul luogo di produzione tra porta Ombriano e porta Ripalta provocò numerosi morti e molti edifici subirono ingenti danni, tra questi anche il palazzo Pretorio,.

Nel 1801 furono demolite le carceri realizzandovi al loro posto il sottopasso.

L'edificio fu interessato da ingenti restauri negli sessanta del XX secolo subendo alcune trasformazioni interne, tra le quali l'allestimento della Sala dei Ricevimenti ad uso di conferenze stampa, convegni e celebrazione dei riti civili e l'allestimento della Sala del Consiglio direttamente comunicante con l'Aula degli Ostaggi del Palazzo comunale. Inoltre, fu ricavato nel sottoportico una terza corsia pedonale - all'epoca la piazza era aperta al traffico motorizzato - demolendo i locali dell'Ufficio igiene, già sede in passato del Corpo di Guardia.

Caratteristiche

Il palazzo è collocato sull'area settentrionale di Piazza Duomo a fianco della torre Pretoria di origine medievale.

Presenta una facciata di stile cinquecentesco in armonia con il resto della piazza ed arricchita nel 1634 da un portale solenne in marmo Botticino di gusto classicheggiante e con simboli di guerra. Il cartiglio riporta una dedica di riconoscenza al podestà Marcantonio Falier che ne finanziò la realizzazione:

Il portale è in linea con un maestoso scalone che un tempo permetteva l'accesso alle sale Consiliare e Moceniga dal nome del podestà veneto Luigi Mocenigo, il cui mandato a Crema durò dal mese di maggio 1590 al mese di agosto 1591.

Oggi al primo piano vi si ritrovano due sale: la Sala del Consiglio con appesi dieci ritratti di podestà veneti, dei quali sette sono attribuibili a Gian Giacomo Barbelli; la Sala dei Ricevimenti con soffitto a cassettoni cinquecentesco, quella un tempo affrescata da Carlo Urbino ed i cui dipinti sono andati perduti.

Lo scalone avvolge con due rampe un chiostrino e relativo cortiletto con archi, lesene con capitello in cotto, balaustre, il tutto coronato da un cornicione classico. Vi si ritrovano due statue in finto marmo rappresentanti le virtù.

Da un'idea dell'ingegner Felice Francioli nel 1876 venne istituito nel sottoportico il famedio dedicato ai cittadini benemeriti; inizialmente protetto da un cancello, la collocazione fu modificata dopo il secondo conflitto mondiale.

I cittadini rappresentati sono:

Stefano Pavesi (Casaletto Vaprio, 1779 - Crema, 1850), fu valente musicista e compositore. Opera realizzata dallo scultore Micoli nel 1862;

Giovanni Maria Cavalleri (San Michele, 1807 - Monza, 1874), religioso barnabita, fisico e astronomo. Opera realizzata dallo scultore Corbellini nel 1876;

Carlo Donati De' Conti (Crema, 1804 - 1875), ingegnere esperto di idraulica e cartografia. Opera realizzata dallo scultore Corbellini nel 1876;

Giuseppe Benzi (Crema, 1820 - 1857), musicista e compositore, maestro di cappella del Duomo di Crema;

Pietro Donati (Crema, 1832 - 1883), avvocato, fu promotore dell'istituzione di scuole e della biblioteca; fu deputato nella X, XII e XIV legislatura del Regno d'Italia. Opera realizzata dallo scultore Barzaghi nel 1887; …

Continua a leggere su Wikipedia

Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Pretorio».

Foto

Come arrivare

CremaTreno, la più vicina
700 m in linea d’aria
Palazzo Pretorio
Aeroporto di Milano-Linate33,7 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

Mappa in caricamento…

Nei dintorni

Vedi sulla mappa

Altri ville e palazzi storici in Lombardia

Villa / Palazzo storico, 1536

Palazzo Te

Mantova (MN)

Orari disponibiliAccessibile
Villa / Palazzo storico, 1780

Reggia di Monza

Monza (MB)

Orari disponibili
Villa / Palazzo storico, 1600

Villa Carlotta

Tremezzina (CO)

Orari disponibili

Tutti: ville e palazzi storici in Lombardia

Cosa vedere a Crema: 43 luoghi storici

Domande frequenti

Dove si trova Palazzo Pretorio?

Palazzo Pretorio si trova nel comune di Crema, in provincia di Cremona (Lombardia). Coordinate: 45.36344, 9.68692.

Cosa vedere vicino a Palazzo Pretorio?

Nei dintorni si trovano: Palazzo vescovile (a 0 m), Torre Pretoria (a 0 m), Arco del Torrazzo (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 3 foto
  1. Palazzo-pretorio-2017 — Cremasco, CC BY-SA 4.0
  2. Crema - Palazzo Pretorio - Monumento Stefano Pavesi — Syrio, CC BY-SA 4.0
  3. TorrePretoriaCrema — Michele Scandelli, Public domain

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

Hai visto un dato sbagliato? Correggilo su OpenStreetMap