Palazzo Te
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Foto: Sailko, CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico, 1536

Palazzo Te

Palazzo a Mantova

Mantova (MN), Lombardia

Indicazioni

In breve

Epoca
Rinascimento, 1536
Stile
Architettura manierista
Architetto
Giulio Romano
Proprietario
Federico II di Mantova
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
45°08′51″ N, 10°47′12″ E
Indirizzo
viale Te, 13

Storia e descrizione

Palazzo Te è una villa manierista collocata nell'area meridionale della città di Mantova. Costruito tra il 1524 e il 1534 su commissione del marchese di Mantova Federico II Gonzaga, è l'opera più celebre dell'architetto e pittore italiano Giulio Romano. Il complesso è sede del museo civico e dal 1990 del Centro internazionale d'arte e di cultura di Palazzo Te che organizza mostre d'arte antica e moderna e di architettura.

Origine del nome

Verso la metà del XV secolo Mantova era divisa dal canale Rio in due grandi isole circondate dai laghi formati dal fiume; una terza piccola isola, chiamata sin dal Medioevo Tejeto e abbreviata in Te, era collegata con un ponte alle mura situate nella parte meridionale della città.

Due sono le ipotesi relative all'etimologia del termine teieto o tejeto (anche se prive di riscontri accertati): esso potrebbe derivare da tiglieto (bosco di tigli), oppure essere collegato a tegia, dal latino attegia, che significa capanna.

Storia

Il primo incontro tra Giulio Romano e il marchese Federico II Gonzaga avviene nel 1524, come narrato da Vasari, ed è in questo momento che il marchese commissionò la costruzione di un nuovo edificio suburbano, separato dalla residenza familiare del palazzo Ducale, dove il marchese avrebbe potuto dedicarsi ai suoi passatempi preferiti, lontano dalla corte e dall'ingombrante presenza della madre Isabella d'Este. Le prime testimonianze in merito alla presenza di Palazzo Te si hanno nel 1526, quando viene citato un edificio in costruzione che sorge vicino alla città, tra i laghi, sulla direttrice della chiesa e del palazzo di San Sebastiano.

La zona risultava paludosa e lacustre, ma i Gonzaga la fecero bonificare e Francesco II la scelse come luogo di addestramento dei suoi pregiati e amati cavalli. Morto il padre e divenuto signore di Mantova, Federico II, suo figlio, decise di trasformare l'isoletta nel luogo dello svago, del riposo e dei festosi ricevimenti assieme agli ospiti più illustri e dove poter sottrarsi ai doveri istituzionali assieme alla sua amante Isabella Boschetti.

Abituato com'era stato sin da bambino all'agio e alla raffinatezza delle ville romane, trovò ottimo realizzatore della sua idea di "isola felice" l'architetto pittore Giulio Romano e alcuni suoi collaboratori, tra cui Raffaellino del Colle, con cui aveva lavorato a Roma al seguito di Raffaello. Alternando gli elementi architettonici a quelli naturali che la zona offriva, decorando sublimemente stanze e facciate, l'architetto espresse tutta la sua fantasia e bravura nella costruzione di palazzo Te.

Altri pittori collaborarono agli ambienti del palazzo, tra questi: Raffaele Albarini, Giorgio Anselmi, Francesco Primaticcio, Fermo Ghisoni, Giovan Francesco Penni, Gerolamo Staffieri, Benedetto Pagni, Rinaldo Mantovano, Giovan Battista Mantovano, Anselmo Guazzi, Agostino da Mozzanica, Andrea Conti e Biagio Conti.

In occasione della visita dell'imperatore Carlo V, Giulio Romano ebbe l’incarico di riunire il palazzo col castello mediante una nuova serie di sale, gallerie, scaloni, logge e cortili. …

Descrizione

Il palazzo è un edificio a pianta quadrata con al centro un grande cortile quadrato anch'esso, un tempo decorato con un labirinto, con quattro entrate sui quattro lati (Giulio Romano si ispira nell'impianto alla descrizione vitruviana della casa di abitazione: la domus romana con quattro entrate, ciascuna su uno dei quattro lati). Il piano nobile è leggermente elevato rispetto al terreno, questo per salvaguardarlo dalle piene del Mincio.

Il palazzo ha proporzioni insolite: si presenta come un largo e basso blocco, a un piano solo, la cui altezza è circa un quarto della larghezza. Secondo gli esperti questa struttura è dovuta all'ispirazione della villa antica, dove bisognava valorizzare le vedute orizzontali, i giardini e le fonti d'acqua.

Il complesso è simmetrico secondo un asse longitudinale.

Sul lato principale dell'asse (a nord-ovest) l'apertura di ingresso è un vestibolo quadrato, con quattro colonne che lo dividono in tre navate. La volta della navata centrale è a botte e le due laterali mostrano un soffitto piano (alla maniera dell'atrium descritto da Vitruvio e che tanto ebbe successo nei palazzi italiani del Cinquecento), in questo modo assume una conformazione a serliana estrusa.

L'entrata principale (a sud - est) verso la città e il giardino è una loggia, la cosiddetta Loggia Grande, all'esterno composta da tre grandi arcate su colonne binate a comporre una successione di serliane che si specchiano nelle piccole peschiere antistanti. La balconata continua al secondo registro, sulla parte alta della facciata era in origine una loggia; questo lato del palazzo fu infatti ampiamente rimaneggiato alla fine del '700, quando fu aggiunto anche il frontone triangolare che sormonta le grandi serliane centrali.

Le facciate esterne sono su due livelli (registri), uniti da paraste lisce doriche di ordine gigante. Gli intercolumni variano secondo un ritmo complesso.

Tutta la superficie esterna è trattata a bugnato (comprese le cornici delle finestre e delle porte) più marcato al primo registro:

Il primo registro bugnato, ha finestre rettangolari incorniciate da conci sporgenti (bugne rustiche).

Il secondo registro ha un bugnato più liscio e regolare, con finestre quadrate senza cornice …

Museo civico

Le occupazioni spagnole, francesi e austriache e le varie guerre fecero sì che nel corso degli anni il palazzo venisse utilizzato come caserma e i giardini come accampamenti per le truppe depauperando le sale e distruggendo alcune sculture (sulle pareti della sala dei Giganti rimangono visibili i graffiti e le incisioni con nomi e date di un passato poco glorioso per il monumento).

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Te».

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Eventi e persone da Wikidata (CC0).

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Come arrivare

MantovaTreno, la più vicina
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Palazzo Teviale Te, 13
Escursioni in barca7,2 km
Aeroporto Valerio Catullo di Verona-Villafranca28,8 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

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Domande frequenti

Dove si trova Palazzo Te?

Palazzo Te si trova nel comune di Mantova, in provincia di Mantova (Lombardia), all'indirizzo viale Te, 13. Coordinate: 45.14755, 10.78658.

Quali sono gli orari di Palazzo Te?

Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Lunedì: 13:00–18:30; Da martedì a domenica: 9:00–18:30; 25 dicembre: Chiuso. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.

Quanto costa l'ingresso a Palazzo Te?

L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.

Palazzo Te è accessibile ai disabili?

Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.

A quando risale Palazzo Te?

La datazione indicata da Wikidata è: 1536.

Cosa vedere vicino a Palazzo Te?

Nei dintorni si trovano: Museo civico di Palazzo Te (a 200 m), Museo della città di palazzo San Sebastiano (a 300 m), Casa del Mantegna (a 400 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 8 foto
  1. Palazzo te, loggia di david 03 — Sailko, CC BY 3.0
  2. Anselmo Guazzi e Agostino da Mozzanica 'Orfeo ed Euridice di fronte a Plutone e Proserpina' - Mantova — Capricornis crispus, CC BY-SA 4.0
  3. Baccio Baldini 'I figli del pianeta Venere' - Mantova — Capricornis crispus, CC BY-SA 4.0
  4. Cesare Ripa 'Venvstà' - Mantova — Capricornis crispus, CC BY-SA 4.0
  5. Francesco Primaticcio 'Il carro del Sole e il carro della Luna' - Mantova — Capricornis crispus, CC BY-SA 4.0
  6. Giulio Romano e aiuti 'Ariete, costellazione della Nave. I navigatori' - Mantova — Capricornis crispus, CC BY-SA 4.0
  7. Giulio Romano e aiuti 'Psiche scopre Amore' - Mantova — Capricornis crispus, CC BY-SA 4.0
  8. Il R. Palazzo del T. fuori Mantova — De Vegni, Leonardo (Incisore), CC BY 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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