Foto: Sailko, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa
Palazzo e museo statale nel sestiere di Castello a Venezia
- Nel Venezia e la sua laguna, patrimonio UNESCO
In breve
- Stile
- Architettura rinascimentale
- Proprietario
- Giovanni Grimani
- Proprietario
- Antonio Grimani
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°26′13″ N, 12°20′33″ E
- Indirizzo
- Ramo Grimani, 4858, 30122 Venezia
Storia e descrizione
Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa è un antico palazzo nobiliare, divenuto museo statale, ubicato a Venezia nel sestiere di Castello, vicino al campo di Santa Maria Formosa. Si può raggiungere via terra da Ruga Giuffa, mentre dal canale di San Severo si ha l'ingresso d'acqua, molto usato anticamente.
Dal dicembre 2008 il Ministero della Cultura lo ha gestito tramite la Direzione regionale Musei Veneto. Da maggio 2024 è entrato a far parte dei Musei nazionali archeologici di Venezia e della Laguna, assieme a: Museo archeologico nazionale di Venezia, Museo archeologico nazionale del Lazzaretto vecchio e Parco archeologico di Altino.
Storia
Di proprietà della famiglia Grimani del ramo di Santa Maria Formosa fino al 1865, dopo vari passaggi di proprietà nel 1981 venne acquisito, in grave stato di degrado, dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali della città di Venezia e divenne patrimonio dello Stato. Aperto al pubblico il 20 dicembre 2008, dopo un lungo restauro, è un museo appartenente al Polo Museale Veneto.
L'edificio, il cui nucleo più antico fu eretto in epoca medievale alla confluenza dei canali di San Severo e di Santa Maria Formosa, fu acquistato da Antonio Grimani, divenuto doge nel 1521, e passò in eredità nel terzo decennio del XVI secolo ai nipoti Vettore Grimani, procuratore de supra per la Repubblica di Venezia, e Giovanni Grimani, Patriarca di Aquileia, che ristrutturarono la vecchia fabbrica ispirandosi a modelli architettonici desunti dalla classicità. I due fratelli vollero conferire forme “moderne”, cioè ispirate all'antichità classica, all'edificio e lo fecero decorare con cicli ad affresco e stucco di grande impatto. Nel 1558, alla morte di Vettore, Giovanni, divenuto l'unico possessore dell'immobile, promosse un ampliamento dello stesso con la collaborazione di molti artisti tra cui Federico Zuccari, artefice della decorazione dello scalone monumentale, e Camillo Mantovano, attivo in vari ambienti. Il patriarca Giovanni Grimani, raffinato collezionista, allestì la sua raccolta di antichità, comprendente sculture, marmi, vasi, bronzetti e gemme, nelle sale del palazzo. Nel 1587 decise di donare la raccolta di sculture e di gemme alla Serenissima: dopo la sua morte le prime vennero sistemate nell'antisala della Biblioteca Marciana, divenendo il nucleo fondante del Museo Archeologico Nazionale di Venezia.
Descrizione
Il lungo restauro ha restituito alla visione dei visitatori gli ambienti, tra i quali: il Camerino di Callisto, con stucchi di Giovanni da Udine, il Camerino di Apollo, con affreschi di Francesco Salviati e Giovanni da Udine, la Sala del doge Antonio, decorata con stucchi e marmi policromi, la Sala a Fogliami di Camillo Mantovano, dal soffitto interamente ricoperto con alberi da frutto, fiori e animali, e la Tribuna che ospitava più di cento pezzi della collezione archeologica. Vi è esposto il gruppo con il Ratto di Ganimede, sospeso al centro della volta decorata da lacunari.
A Federico Zuccari si deve con ogni probabilità anche la decorazione in stucco con il mostro grottesco dalle fauci spalancate visibile nella Sala del Camino. Altre opere esposte nel museo si richiamano agli interessi collezionistici della famiglia Grimani. Nella Sala di Psiche si può ammirare la tela con l'Offerta dei doni a Psiche, copia antica dell'originale di Francesco Salviati, già collocata al centro del soffitto ligneo smembrato a metà dell'Ottocento.
Il secondo piano nobile, privo delle decorazioni che si vedono al primo, ospita mostre temporanee ed eventi culturali.
Il palazzo è, per la storia dell'arte e dell'architettura di Venezia, un elemento unico e prezioso. La sua peculiare forma architettonica, le decorazioni ricche di enigmi e di diverse chiavi di lettura, nonché la storia delle vicende della famiglia Grimani di Santa Maria Formosa, sono ancora oggi appassionato argomento di studio e ricerca.
Percorso museale
Da Ruga Giuffa, attraverso una piccola calle (Ramo Grimani), si accede al palazzo attraverso un portale marmoreo che introduce il visitatore nell'ampio cortile creatosi a seguito di un'imponente ristrutturazione conclusasi negli anni Sessanta del Cinquecento. La fabbrica medievale originaria, con pianta ad L, fu ristrutturata e ampliata in più fasi, già a partire dagli anni Trenta del Cinquecento, dai fratelli Vettore e Giovanni Grimani secondo uno stile ispirato alle antiche domus romane e al clima culturale del Rinascimento. Le logge che si realizzarono furono adornate di statue classiche analogamente alle sale del piano nobile. La loggia che precede l'ingresso del museo era interamente affrescata con motivi vegetali e completata dai meravigliosi cesti in stucco che si possono ancora ammirare.
Tra il 1563 e il 1565 la volta a botte dello scalone che conduce al portego o salone passante del piano nobile fu sontuosamente decorata da Federico Zuccari, giovane artista di cultura romana, con affreschi allegorici che rimandano alle virtù del suo committente, completati da grottesche e rilievi a stucco con creature mitologiche. Questi ultimi riproducono alcuni cammei antichi della collezione di Giovanni Grimani. Nell'insieme, lo scalone poteva competere per magnificenza solo con la Scala d'Oro di Palazzo Ducale e con quella della Libreria Marciana.
Questa sala deve il suo nome agli arazzi impreziositi da filati d'oro che un tempo ne ricoprivano le pareti. Qui si possono ammirare tre pezzi della collezione di antichità di Giovanni Grimani, donata nel 1587 allo Statuario Pubblico della Serenissima (oggi Museo Archeologico Nazionale): una testa di Atena e una statuetta di "camillo" La statua in gesso raffigurante il Gruppo del Laocoonte è un rarissimo calco settecentesco della notissima scultura del I secolo a.C. Il cardinale Domenico Grimani aveva ricevuto in dono da Jacopo Sansovino un bronzetto raffigurante il gruppo, come ci dice il Vasari. Il gruppo scultoreo originale, ritrovato a Roma nel 1506 presso le Terme di Tito, è conservato ai Musei Vaticani. Rinvenuto privo del braccio destro, il pezzo mancante fu ritrovato all'inizio del XX secolo dal noto archeologo Ludwig Pollak presso un rigattiere. …
Mostre di lunga durata
Il 7 maggio 2019 è stata inaugurata la mostra "DOMUS GRIMANI 1594 – 2019", che celebra il temporaneo rientro di molti capolavori di arte greca, romana e rinascimentale, appartenuti alla collezione di Giovanni Grimani e la loro ricollocazione nelle stanze dove si trovavano fino alla morte del patriarca.
Il percorso espositivo si sviluppa nell'infilata di sale (Camaron d'Oro, Sala a Fogliami, Antitribuna) che conducono alla Tribuna, attraverso l'unico originale ingresso della stessa.
Oltre alle sculture provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Venezia vi sono esposti anche alcuni arredi del '500 provenienti da altri musei veneziani e da collezioni private, con l'intento di ricreare una dimora aristocratica del XVI secolo: tra le opere più notevoli, un arazzo di manifattura medicea su disegno di Francesco Salviati, due stipi lignei, bronzetti di Jacopo Sansovino e Tiziano Aspetti, due alari in bronzo di Girolamo Campagna e un tavolo intarsiato con marmi antichi e lapislazzuli appartenuto alla famiglia Grimani.
Attraverso un attento studio delle fonti storiche – tra cui il testamento di Giovanni Grimani, descrizioni storiche dell’epoca e fotografie di fine ‘800 recentemente scoperte negli archivi della National Gallery di Washington – i curatori Daniele Ferrara, direttore della Direzione regionale Musei Veneto e Toto Bergamo Rossi, direttore di Venetian Heritage, hanno potuto ricollocare all'interno della sala venti sculture, tra cui il gruppo Dioniso appoggiato a un satiro di epoca romana imperiale nella nicchia della parete frontale. Altre undici sculture sono state invece collocate nelle sale attigue: sei nel vestibolo, una nel Camerino di Callisto e quattro nella Sala di Psiche.
Contemporaneamente al riallestimento della Sala del Doge, il Museo di Palazzo Grimani ospita una mostra, curata da Mario Codognato, di nuovi e recenti lavori dell’artista tedesco Georg Baselitz. Nato nel 1938, è uno tra gli artisti più significativi della sua generazione. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa».
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa?
Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa si trova nel comune di Venezia, in provincia di Venezia (Veneto), all'indirizzo Ramo Grimani, 4858, 30122 Venezia. Coordinate: 45.43707, 12.34245.
Quali sono gli orari di Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da martedì a domenica: 10:00–18:30; Lunedì: Chiuso; 1 gennaio: Chiuso; 1 maggio: Chiuso; 25 dicembre: Chiuso. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Cosa vedere vicino a Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Zorzi Bon (a 100 m), Palazzo Malipiero Trevisan (a 100 m), Palazzo Vitturi (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Palazzo grimani di s.m. formosa, ingresso attr. al sanmichelio con tre busti romani — Sailko, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Grimani di San Luca Aug 2020 1 — Kasa Fue, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze