Palazzo di Bonifacio VIII
Foto originale1 di 9 foto

Foto: Marcello Nucciarelli, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico

Palazzo di Bonifacio VIII

Palazzo papale di Anagni

Anagni (FR), Lazio

Indicazioni

In breve

Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
41°44′34″ N, 13°09′38″ E
Indirizzo
Via Vittorio Emanuele, 238

Storia e descrizione

Il Palazzo del Museo “Bonifacio VIII" è in realtà il Palazzo di Papa Gregorio IX che a partire dagli anni Cinquanta del Novecento ha iniziato a ospitare il museo dedicato al papa Caetani. Esso è uno degli edifici di Anagni che venne acquistato da Pietro II Caetani, nel quale fu allestito un museo dedicato al papa Bonifacio VIII, il quale possedeva un altro palazzo in città oggi conosciuto come Palazzo Traietto. Infatti, fino alla metà del Novecento questo edificio era chiamato Palazzo di Gregorio IX in quanto di proprietà dell’altro papa anagnino, Ugolino di Anagni e successivamente passato ai propri eredi. Oggi fa parte della Casa Madre delle Suore Cistercensi della Carità.

A Giuseppe Marchetti Longhi, topografo e archeologo, si deve la valorizzazione del complesso che lo ha legato impropriamente all'ultimo papa anagnino: nel 1950 costituì il nucleo di una mostra permanente, dedicata a Bonifacio VIII e al Giubileo del 1300. L'esposizione, ampliatasi a partire dal 1953 con la raccolta di reperti archeologici e documenti storici, venne battezzata "Museo bonifaciano e del Lazio meridionale", costituendo la prima realtà museale in Anagni ad essere aperta al pubblico.

Storia

Sebbene rechi nella denominazione l’attribuzione di proprietà a papa Bonifacio VIII, il Palazzo divenne dei Caetani, la famiglia del pontefice, solo nel 1297, quando Bonifacio era ormai stato elevato al soglio pontificio da tre anni. L'edificio fu acquistato da Pietro Caetani - nipote del papa, figlio del fratello Roffredo, conte di Caserta - nell'ambito di una serie di acquisizioni di case e terreni intorno alla Cattedrale di Anagni da parte della potente casata.

Le fonti riportano con certezza l'esistenza di un edificio risalente agli inizi del Duecento; l'analisi stratigrafica delle murature, però, permette di ipotizzare la presenza di strutture ancor più antiche (vd. Architettura).

Certamente fu la dimora di Ugolino Conti, papa Gregorio IX, definita "maius" per la rilevanza del complesso. La sua costruzione interessò un terreno di proprietà del padre del pontefice, Mattia, e dovette essere completata entro il primo quarto del XIII secolo, periodo di generale intensa attività edilizia in tutta Anagni. Nel momento della sua elezione a pontefice nel 1227, l’ormai papa assegnò alla nipote Maria, figlia del fratello Adinolfo, la propria eredità, e dunque anche il Palazzo, riservando per sé e per i suoi familiari la possibilità di abitarlo.

In questa cornice, Gregorio IX e l’imperatore Federico II di Svevia si incontrarono il primo settembre del 1230, in seguito alla Pace di San Germano e al ritiro della scomunica pendente sul capo del sovrano da parte del pontefice: i due "sedettero insieme a mensa, con splendido concorso di principi e maggiorenti lì invitati", a sottolineare la riconciliazione tra le due autorità. Federico non dovette dimenticare quella visita: in una epistola del 1239, in seguito a una nuova rottura con Gregorio IX, rimproverò al pontefice di aver dimenticato la povertà di Pietro come dimostrava proprio la residenza di Anagni, essendosi fatto costruire una reggia sfarzosa.

Dopo la morte di Maria, il Palazzo venne ereditato dal figlio Mattia, ricordato dalle fonti in occasione di un nuovo incontro politico tra Papato ed Impero: nel 1254 Innocenzo IV - eletto proprio ad Anagni nel 1243 - ricevette gli ambasciatori del Regno di Sicilia, alla presenza dei cardinali e del popolo, in palatio domini Matthiae. …

Architettura

Risulta difficile delineare con certezza la sequenza di interventi che portarono il palazzo ad assumere la forma attuale. La ricercatrice Rossana Ferrettiritiene l’edificio attribuibile completamente alla volontà di Bonifacio VIII. Giovanni Carbonara individua invece ben quindici interventi differenti, nove dei quali databili tra il X-XI e XV secolo: nel corso della prima metà del XIII secolo, l’unione di due dimore della fine del XII secolo comportò la realizzazione di un palazzetto romanico, con una torre adiacente; la struttura venne poi modificata secondo il gusto gotico nella seconda metà del secolo, e ampliato con sostruzioni costituite da imponenti archi su altissimi pilastri.

Per la studiosa Teresa Rinaldi le fasi costruttive sarebbero invece sette. Tra la fine del XII secolo e gli inizi del successivo, una linea fortificata altomedievale con due torri venne inglobata nel corpo di fabbrica principale, comportando la costruzione di una struttura ad archi trasversali e solai lignei; l'impiego in essa di unità di misura francesi ha portato la Rinaldi a ipotizzare la presenza di manodopera di provenienza o influenza francese, probabilmente mediante l’ordine cistercense. Non molto distante, a Fossanova, proprio dei monaci cistercensi proveniente da oltralpe stavano lavorando all'erezione di un'abbazia, consacrata nel 1208 da papa Innocenzo III. Tale ipotesi potrebbe supportare la presunta proprietà innocenziana della prima struttura. Al successivo pontificato di Gregorio IX sarebbero invece da attribuire l’edificazione dell’ala meridionale e dei due piani sulle fortificazioni preesistenti, e la sopraelevazione dell’ala settentrionale. Ai Caetani, infine, si dovrebbe l’ampliamento dell’ala orientale.

Dal punto di vista strutturale, il palazzo non subì successivamente altre modifiche importanti, se non come visto nella destinazione d’uso, in seguito all'acquisizione degli spazi, nel Settecento, da parte delle Suore Cistercensi della Carità, che provvidero a restaurarne i solai e gli ambienti. …

Collezioni

Le collezioni del museo sono riferibili a due aree tematiche, denominate "Dimora Mirabile" e "Opera Pulchra": epigrafi, mosaici, documenti, pannelli ed elementi decorativi raccontano le preesistenze e poi l'evoluzione architettonica del Palazzo di Bonifacio VIII; ritratti, tele, oggetti di uso quotidiano, beni liturgici ed iscrizioni narrano l'istituzione e la storia della Congregazione religiosa che ancora lo abita.

Il Museo bonifaciano e del Lazio meridionale è stato allestito da Giuseppe Marchetti Longhi per conto dell'Istituto di Storia e Arte del Lazio meridionale (ISALM) in circa un ventennio (1950-1973) nelle sale al secondo piano del Palazzo; è una mostra permanente con finalità di esposizione di memorie e cimeli, e di rievocazione e ricostruzione storica sintetica di tutte le vicende legate al Lazio meridionale. Con il museo l'Istituto voleva accompagnare la ricostruzione materiale edilizia ed economica del secondo dopoguerra dando impulso alla valorizzazione culturale e turistica del territorio.

Il nucleo originario della mostra è costituito dai materiali preparati per l'esposizione del 1950 tenutasi a Palazzo Venezia a Roma, quindi trasferita ad Anagni in coincidenza del Giubileo Universale di papa Pio XII. In esso confluirono poi fotografie, planimetrie, mappe, riproduzioni pittoriche, calchi, plastici, copie di documenti e reperti archeologici. Nelle intenzioni di Marchetti Longhi dovevano illustrare la storia regionale in tre grandi sezioni: quella antica, dalla preistoria fino all'epoca classica; quella medievale, con particolare interesse ai pontificati di Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII; quella rinascimentale e moderna, con riferimento ai costumi e alle leggende locali.

Il palazzo ospita opere d'arte contemporanea: in particolare, espone alcuni bronzi di Tommaso Gismondi e terrecotte di Antonio Menenti, entrambi artisti di Anagni, che nelle loro opere rispecchiano una riflessione sul senso e l'importanza dei pontificati dei papi anagnini.

Continua a leggere su Wikipedia

Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo di Bonifacio VIII».

Linea del tempo

  1. 1953Apertura

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

Foto

Come arrivare

SgurgolaTreno, la più vicina
6,3 km in linea d’aria
Palazzo di Bonifacio VIIIVia Vittorio Emanuele, 238

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

Mappa in caricamento…

Nei dintorni

Vedi sulla mappa

Altri ville e palazzi storici nel Lazio

Villa / Palazzo storico, anni 1450

Palazzo Venezia

Roma (RM)

Orari disponibiliAccessibile

Tutti: ville e palazzi storici nel Lazio

Cosa vedere a Anagni: 18 luoghi storici

Domande frequenti

Dove si trova Palazzo di Bonifacio VIII?

Palazzo di Bonifacio VIII si trova nel comune di Anagni, in provincia di Frosinone (Lazio), all'indirizzo Via Vittorio Emanuele, 238. Coordinate: 41.74270, 13.16054.

Cosa vedere vicino a Palazzo di Bonifacio VIII?

Nei dintorni si trovano: Palazzo della Ragione (a 200 m), Castrum Porciani (a 4,6 km), Fontana Ranuccio (a 5 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Palazzo di Bonifacio VIII ad Anagni (FR) — Marcello Nucciarelli, CC BY-SA 4.0
  2. Palazzo di Bonifacio VIII - Anagni 01 — Diego Baglieri, CC BY-SA 4.0
  3. Palazzo Bonifacio VIII — Marco imaco, CC BY-SA 4.0
  4. Palazzo di Bonifacio VIII 09 — Saverio.G, CC BY-SA 4.0
  5. Traditio legis lapidario Palazzo Bonifacio VIII — Saverio.G, CC BY-SA 3.0
  6. Anagni Palazzo Papale — Settembre2014, CC BY-SA 3.0
  7. Palazzo Bonifacio — Aldo fiorenza, CC BY-SA 4.0
  8. Palazzo dei papi, Anagni — Livioandronico2013, CC BY-SA 3.0
  9. Carlo d'angiò ad Anagni — Livioandronico2013, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

Hai visto un dato sbagliato? Correggilo su OpenStreetMap