- UNESCO
- Gratis 1ª domenica
Foto: Paolomacina, CC0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Palazzo degli Stemmi
Palazzo storico di Torino
In breve
- Coordinate
- 45°04′05″ N, 7°41′26″ E
Storia e descrizione
Il Palazzo degli Stemmi o Ospizio di Carità è un palazzo storico di Torino costruito tra il 1683 e il 1697 in stile barocco piemontese dall'architetto Amedeo di Castellamonte in via Po, nell'isola (isolato) di san Maurizio, quartiere Centro.
È vincolato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio.
Storia
La Peste del 1630, unita ad una forte carestia, aveva decimato la popolazione torinese e creato una moltitudine di poveri e mendicanti. Carlo Emanuele II, eletto re nel 1663, si trovò ad affrontare gravi problemi di bilancio e decise di fondare un Ospedale per dare ricovero ai più indigenti. Il luogo dell'ospedale (o Ospizio) cambiò più volte nel corso degli anni, a causa del sempre crescente numero degli ospitati, fino a quando il figlio di Carlo Emanuele II, Vittorio Amedeo II, decise di proseguire l'attività meritoria del padre dandogli una collocazione più definitiva. Utilizzando l'espansione cittadina affidata all'architetto di corte Amedeo di Castellamonte, che doveva collegare la città al fiume Po attraverso una nuova arteria (l'attuale via Po), riservò a questo progetto un’area dell’isola di San Maurizio dove sorgeva un vecchio edificio che fino allora era utilizzato per il servizio di posta con cavalli.
La seicentesca facciata porticata ideata dal Castellamonte unificò ben undici edificazioni preesistenti, cresciute intorno al nucleo di una «vigna» patrizia costruita precedentemente al tracciamento di via Po e in quell'occasione ristrutturata con l'eccezione di due ampie sale cinquecentesche.
Con i regi editti del 6 agosto 1716 e del 19 maggio 1717, Vittorio Amedeo II, coadiuvato dal gesuita André Guevarre, poneva le organizzazioni religiose a capo dell'assistenza ai bisognosi e istituzionalizzava la carità individuale sotto il controllo statale, vietando di fatto ogni forma di accattonaggio molesto. Per rendere il più possibile conosciuta tale novità normativa, arrivò ad organizzare il 7 aprile del 1717 una cena gratuita nella centrale Piazza Castello, allorché 800 poveri ed indigenti vennero serviti dei paggi di corte. Da quel momento in poi, chi necessitava di aiuto era obbligato a rivolgersi all'Ospizio.
Il palazzo arrivò ad ospitare fino a duemila indigenti, coricati in due o tre per letto, sani e malati.
Durante il periodo napoleonico, i francesi sfrattarono gli ospiti del Regio Ospizio di Carità, ma un nobile torinese, il conte Giuseppe Adami di Bergolo, decise di intervenire e di occuparsi personalmente del mantenimento di tutti e 450 gli indigenti sfrattati. …
Descrizione
Palazzo degli Stemmi è un edificio a corte chiusa di 5 piani fuori terra, con una superficie utile di 18.000 m2.
nello stesso stemma, sopra: San Martino marchesi di Parella; sotto: Provana conti di Collegno
Il cortile del palazzo ha un porticato con colonne complesse, decorazioni in stucco e una statua di Minerva.
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo degli Stemmi».
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri ville e palazzi storici in Piemonte
- UNESCO
- UNESCO
- UNESCO
- UNESCO
- UNESCO
- Gratis 1ª domenica
Domande frequenti
Dove si trova Palazzo degli Stemmi?
Palazzo degli Stemmi si trova nel comune di Torino, in provincia di Torino (Piemonte). Coordinate: 45.06818, 7.69047.
Cosa vedere vicino a Palazzo degli Stemmi?
Nei dintorni si trovano: Convento San Francesco da Paola (a 100 m), Museo della radio e della televisione di Torino (a 100 m), Pinacoteca dell’Accademia Albertina di belle arti (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 1 foto
- Palazzo degli Stemmi Torino — Paolomacina, CC0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
