Foto: GIORGIA PAVAN, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Palazzo Boldrin
Palazzo storico di Lendinara costruito nella prima metà del XVI secolo da Vincenzo Malmignati
In breve
- Stile
- Rinascimento ferrarese
- Coordinate
- 45°05′00″ N, 11°35′47″ E
- Indirizzo
- Via Giovanni Battista Conti, 28, Lendinara (RO)
Storia e descrizione
Palazzo Boldrin, noto anche come Palazzo Malmignati-Conti-Boldrin e sede della Cittadella della Cultura, è un palazzo storico di Lendinara, costruito nella prima metà del XVI secolo da Vincenzo Malmignati sulla sinistra dell'Adigetto, nell'attuale via G.B. Conti e di fronte alla chiesa di San Biagio. L'edificio, in stile ferrarese, conserva il prospetto originario cinquecentesco e passò nel tempo dalle famiglie Malmignati ai Conti e infine ai Boldrin. Dal 1943 ospita la Biblioteca comunale, successivamente intitolata a don Gaetano Baccari, e accoglie inoltre l'Archivio storico comunale e il Museo del Risorgimento.
Storia
Il palazzo fu edificato nella prima metà del XVI secolo da Vincenzo Malmignati, cavaliere della Serenissima e figura attiva nelle istituzioni locali. Nel 1543 Malmignati chiese al Consiglio cittadino l'autorizzazione a sistemare il vicolo sul quale sorgeva il nuovo palazzo. La richiesta fu accolta nel mese di marzo dello stesso anno. A est del palazzo fu annesso un ulteriore corpo di fabbrica, sottoposto nel tempo a diversi interventi, mentre sul retro si estendeva un giardino cintato.
Nella prima metà del Cinquecento Vincenzo Malmignati e lo zio Lorenzo trasferirono le loro residenze nel borgo di San Biagio, facendo costruire due palazzi sulle rive opposte dell'Adigetto; uno di essi era il palazzo, che passò successivamente dalla famiglia Malmignati alla famiglia Conti. Nella seconda metà del Seicento Marino Conti promosse la riedificazione del corpo edilizio legato alla famiglia Conti. I Conti fecero costruire accanto al palazzo cinquecentesco un "palazzo gemello" verso la metà del Seicento, poi ristrutturato nel 1772 e armonizzato con il primo mediante un cornicione continuo a mensoloni. Il complesso fu abitato anche dal poeta Giovan Battista Conti. Nel corso del Settecento fu interessato da ulteriori interventi. Nel 1873 l'edificio fu acquistato da Pietro Marchiori, sindaco di Lendinara. Successivamente il complesso pervenne alla famiglia Boldrin.
Nel 1941, in seguito al lascito di Brunetto Boldrin, il palazzo fu destinato a un ente morale con finalità assistenziali e di divulgazione della cultura. L'ente fu riconosciuto con decreto del 3 giugno 1955. Nel 1943 la Biblioteca comunale fu trasferita nell'edificio da Palazzo Perolari. Il 22 ottobre 2016 aprì al pubblico il Museo del Risorgimento, collocato nelle sale del sottotetto.
I primi lavori di restauro di Palazzo Boldrin documentati dallo studio di Andrea Baccaglini furono eseguiti nel 1959. Nel 1962 fu restaurato il solaio della sala centrale del pianterreno, che presentava un leggero abbassamento. Tra il 1969 e il 1970 furono riparati il tetto e il piano superiore della palazzina all'angolo tra via Garibaldi e vicolo Dolfini, collegata al complesso. …
Descrizione
Il prospetto principale, di stile ferrarese, conserva l'impianto originario distribuito su due ordini. Il registro inferiore è caratterizzato da un alto zoccolo e da un portale centinato, sormontato dallo stemma di famiglia. Al pianterreno era presente lo stemma dei Malmignati, collocato tra quattro finestre; le aperture che oggi affiancano il portale furono aggiunte successivamente. L'ordine superiore è delimitato da un cornicione dentellato e da una cornice marcapiano ed è caratterizzato da una loggia in marmo con poggiolo a balaustra. La loggia reca due stemmi di famiglia sui pennacchi e l'incisione del nome del committente Vincenzo Malmignati sull'architrave. La parte originaria del piano superiore presenta inoltre un poggiolo centrale che raggiunge il cornicione-davanzale, con finestre architravate disposte simmetricamente ai lati della trifora centrale, decorata dagli stemmi della famiglia Malmignati e da un fastigio orizzontale in rilievo sul quale è inciso il nome di Vincenzo Malmignati.
In epoche successive furono aggiunte sei aperture ai lati del portale al pianterreno. Al piano nobile quattro finestre architravate, con cornice lavorata e frontone triangolare, affiancano la loggia centrale. Il fronte presenta inoltre angolari a bugnato, due stemmi nobiliari e comignoli a bulbo. Un altro prospetto presenta al pianterreno un portale centinato al quale corrisponde, nel registro superiore, una bifora con poggiolo a balaustra. Sulla facciata era inoltre affrescata un'immagine dell'Annunciata.
L'intero prospetto principale era decorato da affreschi cinquecenteschi di scuola veronese, attribuiti a Giovanni Battista Zelotti, allievo del Veronese; le pitture sono oggi in gran parte scialbate. Dai lacerti superstiti e dalle testimonianze settecentesche sono riconoscibili quattro figure femminili allegoriche delle stagioni e un fregio superiore con putti e animali. Nel 1795 Pietro Brandolese, descrivendo le pitture del palazzo di Vincenzo Malmignati, ne ricordò la decorazione e i frammenti ancora visibili. …
Biblioteca
Il palazzo ospita la Biblioteca comunale dal 1943. Al piano terra si trovano la Sala Prestiti, la Sala ragazzi, la Sala della storia locale, la Sala delle Donazioni Frizziero e Martini e la postazione dell'Ufficio di informazione e accoglienza turistica. Dal salone centrale si accede al Giardino della Lettura. Al primo piano si trovano il Salone per le Conferenze, le due Sale del Libro Antico, la Sala della Città, che conserva l'Archivio storico comunale, la Sala dell'archivio Giuseppe Marchiori e la Sala dell'archivio Malmignati.
Nel XVII secolo furono poste le basi dalle quali si sviluppò successivamente la Biblioteca comunale di Lendinara. Lodovico Cattaneo fondò nel 1617 una società letteraria denominata Accademia degli Aggirati. Undici anni dopo l'accademia fu rinnovata grazie al poeta G. Malmignati e al maestro A. Faccioli, assumendo il nome di Accademia degli Incomposti. Più di trent'anni dopo Taddeo Cattaneo rinnovò nuovamente l'Accademia di Lendinara, suddividendola in tre sezioni: i Composti, dedicati alle materie sacre, morali e scientifiche; gli Incomposti, destinati alle attività ludiche; e gli Animosi. Verso la fine del Seicento il clima culturale lendinarese fu ulteriormente favorito dalla diffusione della stampa e dall'apertura di una tipografia che produceva libretti di carattere religioso e occasionale, mentre l'attività tipografica locale conobbe un nuovo sviluppo attorno al 1900.
Don Gaetano Baccari, oltre all'attività sacerdotale ed educativa, coltivò un particolare interesse per la biblioteconomia e la cultura. Tentò di rinnovare l'Accademia lendinarese, senza tuttavia riuscire a darle una direzione stabile, e iniziò quindi a raccogliere una consistente collezione libraria destinata alla pubblica utilità. Il 23 agosto 1787 la Rappresentanza comunale accolse il progetto di Baccari per la fondazione di una libreria pubblica e gli assegnò annualmente venti ducati per l'acquisto di nuovi testi; l'atto è considerato l'atto di fondazione della Biblioteca civica di Lendinara. Fin dall'inizio il Comune sostenne le spese per l'affitto dei locali nei quali Baccari conservava i libri. La raccolta fu ospitata in diverse abitazioni in attesa di una sede definitiva. …
Museo del Risorgimento
La proposta museale nacque nel primo decennio del Duemila nell'ambito della trasformazione del complesso nella Cittadella della Cultura, con particolare attenzione alle figure di Alberto Mario e Jessie White. Il Museo del Risorgimento aprì ufficialmente al pubblico il 22 ottobre 2016 ed è ospitato nelle sale del sottotetto di Palazzo Boldrin. L'esposizione raccoglie documenti e cimeli dell'età risorgimentale attraverso le vicende biografiche di Alberto Mario e Jessie White. Il percorso comprende inoltre una sezione dedicata all'archivio fotografico della famiglia Marchiori, con negativi originali su vetro, stampe d'epoca e strumenti fotografici. La visita si conclude con una sezione dedicata al giornalista e diplomatico lendinarese Adolfo Rossi, legata in particolare al tema dell'emigrazione italiana.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Boldrin».
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Come arrivare
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- Gratis 1ª domenica
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Boldrin?
Palazzo Boldrin si trova nel comune di Lendinara, in provincia di Rovigo (Veneto), all'indirizzo Via Giovanni Battista Conti, 28, Lendinara (RO). Coordinate: 45.08340, 11.59630.
Cosa vedere vicino a Palazzo Boldrin?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Malmignati (a 100 m), Castel Trivellin (a 200 m), Torre Maistra del Castello Estense (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Palazzo Boldrin al termine della restaurazione nel 2015 — GIORGIA PAVAN, CC BY-SA 4.0
- Giardino sul retro di Palazzo Boldrin — GIORGIA PAVAN, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Boldrin (Lendinara) 01 — Roberto Ciciliato (threecharlie), CC BY-SA 4.0
- Palazzo Boldrin, dettaglio portale (Lendinara) 03 — Roberto Ciciliato (threecharlie), CC BY-SA 4.0
- Palazzo Boldrin, lapide Giovanni Battista Conti (Lendinara) 01 — Roberto Ciciliato (threecharlie), CC BY-SA 4.0
- Palazzo Boldrin, segnale turistico (Lendinara) — Roberto Ciciliato (threecharlie), CC BY-SA 4.0
- Busto di Alberto Mario e Giuseppe Garibaldi — GIORGIA PAVAN, CC BY-SA 4.0
- Panno per salme — GIORGIA PAVAN, CC BY-SA 4.0
- Sala archivio marchiori — Assunta Vitale, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
