Necropoli etrusca della Galassina di Castelvetro
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Foto: Paolo Terzi, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Necropoli etrusca della Galassina di Castelvetro

Necropoli dell'Etruria padana

Castelvetro di Modena (MO), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Coordinate
44°30′23″ N, 10°56′40″ E

Storia e descrizione

La Necropoli etrusca della Galassina di Castelvetro, la cui fase cronologica più documentata si colloca nel V secolo a.C., è una necropoli riferibile all’abitato etrusco che sorgeva sull’altura oggi occupata dal centro storico e dal castello di Castelvetro, sulle prime colline dell’Appennino Modenese. La necropoli occupava, verso nord, le pendici della collina prospiciente l’abitato, dal quale era separata da un piccolo corso d’acqua.

La scoperta della necropoli (1841)

La scoperta dei primi reperti etruschi nel podere Galassina avvenne nel 1841 in seguito a scavi per lavori agricoli. La notizia del rinvenimento giunse velocemente a Celestino Cavedoni, il più importante archeologo in quel periodo operante sul territorio del Ducato di Modena e Reggio Emilia, che fu quindi il primo a pubblicare notizie sulla necropoli e sulle quattro tombe scoperte in quell’anno.

Per interessamento di Cavedoni, i reperti più significativi scoperti nel 1841 vennero acquistati da Francesco IV d'Austria-Este per le collezioni ducali, oggi esposte presso la Galleria Estense di Modena, mentre altri materiali ritenuti meno interessanti andarono perduti.

La ripresa degli scavi (1879-1880)

Ad un certo punto nel 1841 gli scavi si bloccarono. Gli scavi nella necropoli della Galassina ripresero solo alcuni decenni più tardi, negli anni 1879-1880, per iniziativa del proprietario del terreno che coinvolse l’archeologo Arsenio Crespellani, Ispettore degli Scavi e dei Musei per la Provincia di Modena. Nel 1879-1880 vennero scoperte complessivamente 33 tombe, di cui soltanto 4 o 5 risultarono non violate e restituirono una quantità di oggetti corrispondente ai corredi funebri originari.

Diversamente dagli scavi del 1841, i reperti di questa campagna di scavo furono conservati in maggior numero e i corredi distinti più correttamente. I reperti furono poi acquistati dal Museo civico di Modena, grazie alla mediazione di Arsenio Crespellani.

Indagini successive condotte sulla necropoli dalla Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna in collaborazione col Museo Civico di Modena fra il 1961 e il 2008 non aggiunsero dati significativi a quanto già noto.

La struttura della necropoli

La documentazione planimetrica degli scavi alla Galassina, pur non consentendo una localizzazione precisa delle sepolture, riflette la probabile influenza delle coeve necropoli etrusche bolognesi nella sistemazione degli spazi e nella monumentalizzazione del sepolcreto, caratterizzato da allineamenti e raggruppamenti di tombe, indicate da stele in pietra a forma di ferro di cavallo, e dalla ipotetica presenza di una strada sepolcrale.

Gli scavi del 1879-1880, meglio documentati, hanno permesso di riconoscere, tra le poche tombe non violate in antico, due tipologie sepolcrali: sepolture ad inumazione in fossa segnalate da stele in pietra, tombe a cremazione in fossa coperta da tumuli di ciottoli. Le quattro tombe del 1841 sono tutte cremazioni, con ceneri dei defunti e corredo deposti in un caso (tomba I) entro una cista in bronzo, negli altri casi (tombe II, III, IV) entro cinerari in ceramica.

I corredi funerari

Uno dei corredi più importanti della necropoli della Galassina è quello pertinente alla tomba I rinvenuta nel 1841, dalla quale provengono, oltre a un raffinato specchio in bronzo con decorazione figurata incisa, altri preziosi oggetti di bronzo quali una cista (recipiente cilindrico), un bacile, un manico di strigile (strumento per detergere il corpo) e una fibula (spilla). Sono anche presenti oggetti in pasta vitrea: frammenti di un balsamario (vasetto per profumi) e un pendente raffigurante una testa maschile. La tomba risale all’ultimo quarto del V secolo a.C.

I reperti sono attualmente esposti presso la Galleria Estense di Modena. Presso il Museo Civico di Modena, nella sezione dedicata alla necropoli della Galassina, sono esposte le repliche in bronzo dello specchio e della cista.

Tra i corredi rinvenuti nel corso degli scavi 1879-1880 sono particolarmente significativi quelli delle tombe 1 e 2.

Nella tomba 1, databile al 460-450 a.C., è presente un ricco corredo di vasellame da banchetto, tra cui spiccano vasi in ceramica attica a figure rosse: un cratere (grande vaso per il vino) e una kylix (coppa), insieme ad oggetti in bronzo: una situla (secchio), un kyathos (vasetto attingitoio) e una coppia di simpula (mestoli attingitoi). Sono anche presenti un candelabro in bronzo e un alabastron (vasetto per profumi) in vetro blu con decorazioni in giallo e azzurro.

Nella tomba 2, risalente alla stessa epoca della precedente, è presente una grande situla in bronzo utilizzata come cinerario, assieme a un ricco corredo da banchetto simile a quello della tomba 1, con ceramica attica a figure rosse - una kylix e uno skyphos (coppa profonda) - e vari oggetti in bronzo: una situla, un kyathos, una coppia di simpula e un candelabro sormontato da una cimasa con kriophoros (portatore di ariete). Completano il corredo alcune fibule ad arco serpeggiante, un alabastron in pasta vitrea di colore marrone con decorazioni in bianco, oltre a varie pedine da gioco in pasta vitrea di diversi colori e due dadi in osso (di cui uno perduto).

Questi reperti sono esposti presso il Museo civico di Modena.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Necropoli etrusca della Galassina di Castelvetro».

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Domande frequenti

Dove si trova Necropoli etrusca della Galassina di Castelvetro?

Necropoli etrusca della Galassina di Castelvetro si trova nel comune di Castelvetro di Modena, in provincia di Modena (Emilia-Romagna). Coordinate: 44.50642, 10.94436.

Cosa vedere vicino a Necropoli etrusca della Galassina di Castelvetro?

Nei dintorni si trovano: Castello di Levizzano Rangone (a 3,5 km), Museo del vino e della società rurale "Rosso Graspa" (a 3,5 km), Villa Martuzzi (a 5 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 2 foto
  1. Necropoli della Galassina (MO), allestimento vetrina presso il Museo Civico di Modena — Paolo Terzi, CC BY-SA 3.0
  2. Candelabro della Galassina, Museo Civico di Modena, cimasa figurata vista dall'alto — Paolo Terzi, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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