Museo dell'abbazia di Borgo san Dalmazzo
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Foto: Giosuè Cassine, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Museo dell'abbazia di Borgo san Dalmazzo

Museo italiano a Borgo San Dalmazzo

Borgo San Dalmazzo (CN), Piemonte

Indicazioni

In breve

Superficie
200 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
44°19′46″ N, 7°29′19″ E
Indirizzo
Via Ospedale, 2, 12011 Borgo San Dalmazzo

Storia e descrizione

Il museo dell'abbazia di Borgo San Dalmazzo, inaugurato nel 2005, ripercorre le principali tappe della storia del monastero e del complesso abbaziale cui è adiacente. Il percorso museale conduce inoltre il visitatore in un viaggio nella storia della città dalle antiche origini romane al XVIII secolo. Il complesso è stato progettato in modo da integrare il percorso museale a quello archeologico e al museo parrocchiale annesso.

Storia

Il museo nasce nel novembre 2005 per iniziativa dell'allora parroco pro tempore don Giovanni Quaranta e della dottoressa Egle Micheletto della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie. Il progetto architettonico e di allestimento è stato diretto dall'architetto Alessandro Scapolla. La gestione del museo è affidata alla parrocchia di San Dalmazzo, mentre l'Associazione Culturale Pedo Dalmatia, che svolge le sue attività attraverso il contributo di volontari, cura l'accompagnamento dei visitatori.

Dalla sua apertura ad oggi ha registrato un totale di 17025 visitatori, con una media di 1215 all'anno. Collezione

Il percorso museale

Nel museo si è accolti da una copia fedele dell'originale busto-reliquiario di San Dalmazzo.

Il busto, realizzato in lamina d'argento, risale al 1594 ed è custodito nella cappella alta della chiesa.

La prima sala propone ai visitatori le principali fasi delle origini e dello sviluppo dell'insediamento abbaziale dalla necropoli romana all'attuale edificio, nonché del culto del santo, con alcune sue tipiche rappresentazioni in vesti di guerriero, di monaco e di vescovo: egli in realtà non ricoprì mai ruoli simili, le immagini avevano semplicemente la funzione di esaltare la sua figura.

Al centro della sala trova posto un plastico tridimensionale che mostra l'effettiva imponenza della chiesa abbaziale del XII secolo, mentre i pannelli alle pareti ne mostrano l'evoluzione e le ristrutturazioni nel corso del tempo.

Nella seconda sala l'attenzione è rivolta ai ritrovamenti archeologici rinvenuti nel centro storico cittadino e nell'area della chiesa. Si tratta di oggetti di uso quotidiano e di ambito funerario, databili in prevalenza tra il II e il III secolo d.C., in antichità situati all'interno delle tombe a incinerazione della necropoli su cui, appunto, è sorto il complesso abbaziale.

Tra i reperti risalta il cippo funerario che ricorda uno degli addetti delle stazioni doganali della Quadregesima Galliarum, che raccoglieva la tassa che doveva essere pagata per tutte le merci in transito nel borgo. Inoltre, malgrado la pessima conservazione, è messo in mostra il ritratto di un personaggio maschile, probabilmente dedicato ad un benefattore che aveva destinato alla città una notevole somma di denaro, il cui nome ci è però sconosciuto.

La terza sala propone una serie di decorazioni marmoree risalenti all'epoca longobarda e romanica; tre sono le vetrine che mettono in risalto quelle di maggior rilievo: nella prima si osservano alcuni frammenti superstiti decorati con una rete di cerchi annodati tra loro appartenenti ad un pluteo, altri ad un pilastrino, un capitello e ad un architrave; la seconda riunisce numerosi resti di un'imponente recinzione presbiteriale, sviluppata per circa dieci metri in lunghezza e munita di tre accessi archivoltati per consentire la circolazione dei fedeli intorno alla tomba del santo e lo svolgimento della liturgia; infine nella terza prendono posto alcune testimonianze del ciclo decorativo in stucco della chiesa edificata nei primi anni del XII secolo.

Il percorso archeologico

Dal museo si accede successivamente all'area archeologica. Una prima scala conduce i visitatori all'antica cripta meridionale romanica, ove sono presenti tracce della pavimentazione policroma in stucco e cocciopesto, databili al XII secolo, che ricopre in parte l'abside semicircolare della chiesa paleocristiana. Si percorre in seguito il corridoio realizzato in epoca settecentesca, durante la costruzione della Villa abbaziale, il quale riporta l'attenzione su una copertura in vetro, al di sotto della quale alcune tombe delle più significative del XI-XIII secolo testimoniano l'importanza del cimitero in passato circostante la chiesa; al di sotto del porticato addossato al fianco meridionale si possono ammirare due tombe ad incinerazione di età romana, la prima a camera sotterranea in muratura con nicchie laterali, la seconda a cassetta di laterizi. Si rientra nella chiesa attraverso la cappella definita tradizionalmente "Cappella Angioina", decorata nel Quattrocento da un pregevole ciclo affrescato, quindi si accede nella cripta romanica, un luogo evocativo che rappresenta il cuore dell’edificio sacro. Superata la cripta il percorso attraversa alcuni locali un tempo riservati ai monaci.

Il museo parrocchiale

Alcuni gradini permettono di raggiungere il museo parrocchiale, costituito da un primo ambiente in cui è esposto un ricco corredo di reliquiari e paramenti sacri realizzati tra XVII e XVIII secolo, repertorio di oggetti che mostrano chiaramente la ricchezza che caratterizzava la parrocchia una volta che l’abbazia venne abbandonata. Successivamente si accede alla Cappella superiore, eretta alla fine del XVII secolo in corrispondenza del presbiterio della parrocchia e, si pensa, un tempo sede della Confraternita di San Dalmazzo. Essa è decorata con stucchi dorati e pitture raffiguranti alcuni momenti fondamentali della vita del santo (morte, trasporto, gloria) e che hanno coinvolto particolarmente la comunità del borgo; ospita inoltre il prezioso busto reliquiario argenteo tardo-cinquecentesco e permette di godere di una vista sull'attuale navata centrale della chiesa parrocchiale barocca.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo dell'abbazia di Borgo san Dalmazzo».

Linea del tempo

  1. 2005Apertura

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

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Come arrivare

Borgo San DalmazzoTreno, la più vicina
400 m in linea d’aria
Museo dell'abbazia di Borgo san DalmazzoVia Ospedale, 2, 12011 Borgo San Dalmazzo
Aeroporto di Cuneo-Levaldigi26,4 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

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Domande frequenti

Dove si trova Museo dell'abbazia di Borgo san Dalmazzo?

Museo dell'abbazia di Borgo san Dalmazzo si trova nel comune di Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo (Piemonte), all'indirizzo Via Ospedale, 2, 12011 Borgo San Dalmazzo. Coordinate: 44.32957, 7.48849.

Quali sono gli orari di Museo dell'abbazia di Borgo san Dalmazzo?

Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Sabato e domenica: 15:00–18:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.

Cosa vedere vicino a Museo dell'abbazia di Borgo san Dalmazzo?

Nei dintorni si trovano: Abbazia di San Dalmazzo da Pedona (a 100 m), Museo Casa Galimberti (a 8,2 km), Museo diocesano San Sebastiano (a 8,6 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 3 foto
  1. SALA DUE — Giosuè Cassine, CC BY-SA 4.0
  2. Plastico dell'abbazia Borgo San Dalmazzo — Giosuè Cassine, CC BY-SA 4.0
  3. Sala tre — Giosuè Cassine, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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