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Museo
Filatoio Rosso di Caraglio
Edificio storico situato a Caraglio, paese della provincia di Cuneo
In breve
- Tipo
- Museo
- Superficie
- 3604 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°25′30″ N, 7°25′40″ E
- Indirizzo
- Via Matteotti, 40, 12023 Caraglio
Storia e descrizione
Il Filatoio Rosso di Caraglio è un edificio storico situato alla periferia di Caraglio, paese della provincia di Cuneo.
Costruito tra il 1676 e il 1678 per iniziativa del conte Giovanni Girolamo Galleani, fu uno dei primi impianti di produzione della seta del Ducato di Savoia e di tutta Europa. Ospitava tutta la filiera produttiva del filato, dalla coltivazione nelle campagne circostanti dei gelsi per l'allevamento dei bachi da seta alla lavorazione e alla realizzazione del prodotto finito, diventando il capostipite, insieme al coevo impianto di Venaria, di un sistema di filande sorte in Piemonte nei decenni successivi.
Dopo anni di abbandono e di degrado, nel 1999 è stato acquisito dal Comune di Caraglio e, in seguito a un lungo restauro, nell'anno successivo è stato completamente recuperato per ospitare il Museo del Setificio Piemontese ed eventi culturali di riferimento per il territorio.
È considerato uno degli insediamenti industriali conservati più antichi d'Europa.
Storia
Il complesso del filatoio nacque dall'intraprendenza del conte Giovanni Girolamo Galleani che, trasferitosi da Bologna nel Ducato di Savoia nel 1676, importò appositi macchinari tessili con il desiderio di costruire un «palazzo per farne un filatore da seta». La costruzione interessò un ampio lotto e venne completata in soli due anni, realizzando un complesso di edifici turriti circondato da mura di cinta e con due ampie corti interne, dove trovavano posto anche gli appartamenti padronali della famiglia Galleani.
La scelta di insediare uno stabilimento produttivo sul territorio di Caraglio fu motivata da tre elementi fondamentali: la materia prima, ovvero la possibilità di coltivare gelseti nelle vaste campagne circostanti, il fattore umano, rappresentato da maestranze qualificate, e la preziosa presenza dell'acqua, individuata nella sorgente Cèlleri a poca distanza, che consentì la realizzazione «con grande spesa e su autorizzazione ducale» dell'apposito canale retrostante per alimentare i mulini interni allo stabilimento, senza tuttavia privare di risorse idriche le campagne circostanti, che potevano utilizzare l'acqua reflua. …
Caratteristiche
Il complesso edilizio si erge per tre piani ed è costituito da un simmetrico insieme di volumi, caratterizzati da sobri prospetti intonacati a tinte chiare, scanditi da cornici marcapiano e affacciati su due ampi cortili interni. Delle originarie sei torri circolari perimetrali, che ospitano un vano scale ciascuna, ne sono rimaste cinque, poiché una venne centrata da un ordigno aereo durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale, quando l'intero edificio era adibito a caserma militare.
Il corpo di facciata è arricchito dalla coppia di torri con loggia e una balaustra sommitale sormontata da anfore, dettaglio che denota la derivazione nobile del committente originario e fa presumere che l'autore del progetto potesse provenire dalla corte ducale, senza escludere il contributo dell'architetto Amedeo di Castellamonte, che Giovanni Girolamo Galleani conobbe durante la coeva realizzazione del setificio di Venaria Reale, il primo stabilimento tessile del Ducato di Savoia voluto dal duca Carlo Emanuele II.
Il primo piano del volume laterale destro dell'edificio ospitava originariamente gli uffici dell'amministrazione e gli appartamenti padronali, abbelliti da stucchi e marmorino graffito; l'ala sinistra ospitava invece i locali adibiti alla produzione, con i macchinari per la lavorazione della seta, ovvero le postazioni per la «trattura», le linee con gli «incannatoi», le macchine per la «binatura» e i cinque «torcitoi idraulici»; al piano terra vi erano i cinque mulini ad acqua che azionavano tutti i sistemi di trasmissione atti a far funzionare i macchinari dell'opificio. Ulteriori locali tecnici, come la falegnameria e i magazzini, erano collocati nella parte retrostante dell'edificio, disposti attorno alla seconda corte interna.
All'esterno sorgono alcuni edifici complementari, tra cui una cappella, a testimonianza di quanto l'aspetto religioso fosse parte integrante della vita lavorativa delle maestranze. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Filatoio Rosso di Caraglio».
Linea del tempo
- 2000Apertura
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Domande frequenti
Dove si trova Filatoio Rosso di Caraglio?
Filatoio Rosso di Caraglio si trova nel comune di Caraglio, in provincia di Cuneo (Piemonte), all'indirizzo Via Matteotti, 40, 12023 Caraglio. Coordinate: 44.42507, 7.42772.
Quali sono gli orari di Filatoio Rosso di Caraglio?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da giovedì a sabato: 14:30–19:00; Domenica: 10:00–19:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Cosa vedere vicino a Filatoio Rosso di Caraglio?
Nei dintorni si trovano: Villa Vacchetta (a 1 km), Ecomuseo Terra del Castelmagno (a 9,7 km), Museo Casa Galimberti (a 10,3 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 3 foto
- FilatoioCaraglio01 — Enryonthecloud, Public domain
- Caraglio - Filatoio Rosso di Caraglio - 2025-09-24 11-50-10 001 — TeKappa, CC BY-SA 4.0
- FilatoioCaraglio03 — Enryonthecloud, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze