Foto: Gius195, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Museo
Museo civico e archivio storico di Santa Maria Capua Vetere
Museo italiano
In breve
- Tipo
- Museo
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 41°04′41″ N, 14°15′57″ E
- Indirizzo
- Viale Andrea Angiulli, 81055 Santa Maria Capua Vetere
Storia e descrizione
Il Museo civico e archivio storico di Santa Maria Capua Vetere, in breve Museo civico, sorge nell'ex Convento degli Alcantarini di Santa Maria Capua Vetere in Via Angiulli. Esso è complementare al Museo archeologico dell'antica Capua cercando di ricostruire il racconto di Santa Maria Capua Vetere, dalla gloriosa città antica di Capua ai giorni d'oggi. I due musei, uniti alle altre attrazioni storico-culturali della città (Anfiteatro Campano, il raro tempio dedicato al dio Mitra e gli altri siti cittadini), rappresentano l'eredità eccezionale di questa città. L'Archivio invece occupa quella che fu la palazzina-comando del Carcere Minorile, alloggio dei direttore e del suo vice. Anche se appartenente al complesso demaniale, non fa parte dell'antica struttura del Convento degli Alcantarini.
Storia
Il Museo fu istituito con deliberazione consiliare dell'8 novembre 1870 ed ebbe come prima sede lo Storico municipio di Santa Maria Capua Vetere. Come primo direttore del Museo fu nominato il 27 maggio 1873 il cav. Giacomo Gallozzi.
Nel 1961, dopo la partecipazione alla Mostra “Il Risorgimento in Terra di Lavoro” organizzata nella Reggia di Caserta in occasione del 100º Anniversario dell'Unità d'Italia, i reperti furono riallestiti in una sala del Teatro Garibaldi. La raccolta museale, variamente smembrata, lasciò tale edificio nel 1990 per approdare, dopo diverse peripezie, nel 1999 in una porzione dismessa del carcere minorile "Angiulli", andando ad occupare il primo piano della palazzina che fu alloggio del direttore della struttura carceraria. Da qui la storia del museo si lega con quella del complesso monumentale del convento di San Bonaventura.
Il convento di San Bonaventura, attuale sede del museo, fu realizzato su volontà dei cittadini di Santa Maria Maggiore, vecchio nome di Santa Maria Capua Vetere, di dare una dimora ai frati francescani dell'ordine degli Alcantarini che svolgevano la loro missione nella città. La struttura, che aveva al suo interno una Chiesa a tre navate, fu realizzata su progetto dell'architetto napoletano Francesco Antonio Picchiatti tra il 1677 e il 1684 sui ruderi di una cappella protocristiana dedicata a S. Marco confessore. Durante i lavori di realizzazione vennero a mancare i fondi e pertanto fu richiesto un contributo all'allora viceré di Napoli, il marchese di Los Veles, il quale accettò di contribuire con una donazione di mille ducati chiedendo però che il convento fosse dedicato a San Bonaventura a cui era devoto. Oltre al contributo fece realizzare anche, ad opera del pittore napoletano Luca Giordano, un quadro da apporre sull'altare maggiore che ancora oggi è possibile ammirare e che rappresenta la "visione di San Bonaventura". Il convento fu inaugurato nel 1684. …
Il Museo
La collezione del museo prova a svilupparsi in maniera omogenea in rispetto agli oggetti che la compongono. Senza ombra di dubbio la sezione che riguarda il Risorgimento è la più ampia e esaustiva del Museo. Ad ogni modo, le sale provano a raccontare le altre facce di questa piccola città immersa nella storia. La mostra sulla Ferrovia Alifana è un chiaro esempio della voglia di esplorare queste altre componenti. Il resto della collezione è composta dalle generose donazioni di privati cittadini e di enti comunali (degne di nota sono le opere di varia natura e i mobili antichi provenienti dall'Istituto Cappabianca e dal palazzo comunale. I privati cittadini però costituiscono la grande e insostituibile fonte per un museo civico che prova a ricostruire i momenti della propria città. In questo contesto si possono ancora più apprezzare le donazioni del prof. Di Gennaro (che costituisce l'interessante sezione mineralogica del Museo), dell'Amm. Eugenio Sicurezza, la famiglia Jovinelli e quelle di Fulvio Palmieri. La collezione comprende anche le opere di pittori nati a Santa Maria Capua Vetere (Antonio Sicurezza e Zacarias Cerezo, quest'ultimo donatore di una collezione di acquarelli molto delicata e viva).
Aula scolastica d'epoca: ospita la ricostruzione di una classe di scuola elementare dei principi del secolo ed espone fotografie di scolaresche di vari Istituti
Aula reperti scolastici
Sala Ferrovia Alifana': ospita la Mostra dedicata alla Ferrovia Alifana
Sala minerali: ospita la collezione di minerali e fossili donata dal prof. Antonio Di Gennaro
Sala Sicurezza: ospita la donazione dell'Amm. Eugenio Sicurezza dedicata al padre, il maestro Antonio Sicurezza.
Sala Zacarias Cerezo e Nicola Salzillo: ospita la donazione Zaccarias Cerezo formata da 36 acquerelli e la mostra permanente dedicata a Nicola Salzillo.
Sala cartoline antiche: ospita la raccolta di cartoline d'epoca acquistata da Fulvio Palmeiri …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo civico e archivio storico di Santa Maria Capua Vetere».
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Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Museo civico e archivio storico di Santa Maria Capua Vetere?
Museo civico e archivio storico di Santa Maria Capua Vetere si trova nel comune di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta (Campania), all'indirizzo Viale Andrea Angiulli, 81055 Santa Maria Capua Vetere. Coordinate: 41.07806, 14.26583.
Cosa vedere vicino a Museo civico e archivio storico di Santa Maria Capua Vetere?
Nei dintorni si trovano: Mausoleo delle Carceri Vecchie (a 500 m), Museo delle carrozze (a 500 m), Palazzo Melzi (a 800 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 3 foto
- Museo civico e archivio storico di Santa Maria Capua Vetere 3 — Gius195, CC BY-SA 4.0
- Museo civico e archivio storico di Santa Maria Capua Vetere 1 — Gius195, CC BY-SA 4.0
- Angiulli Santa Maria Capua Vetere — Gius195, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze