Foto: Astrolabio90, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°53′23″ N, 8°53′23″ E
- Indirizzo
- Via Pietro Prestini, 5
Storia e descrizione
Il Museo Civico dei Fossili di Besano, inaugurato nel 1981, si trova a Besano, cittadina in provincia di Varese, nel nord della Lombardia. Esso è specializzato in paleontologia, ed ospita una collezione di fossili ritrovati nell'area circostante, nominata dall'UNESCO "patrimonio dell'umanità". Chiuso nel 1992 per lavori di ristrutturazione, è stato riaperto al pubblico il 17 giugno 2000. È famoso principalmente per il fossile del besanosauro.
La storia del museo
Già nel 1878 il Museo di Milano organizzava una campagna di scavo degli scisti di Besano; lo sfruttamento industriale degli scisti contribuì non poco alla scoperta di molti fossili che andarono a costituire una collezione sempre più importante al Museo di Milano.
Alla fine della guerra le miniere furono chiuse, ma ciò non impedì a ricercatori privati di continuare l'estrazione di fossili. Tale dispersione di materiale scientifico così prezioso indusse i cittadini e l'amministrazione comunale di Besano a promuovere un'azione di tutela di tale patrimonio e una valorizzazione a livello popolare.
Nel corso degli Anni Settanta partì un'azione di recupero dalle collezioni private del materiale proveniente dagli scisti di Besano, promossa dal Centro Studi e con l'appoggio dell'Amministrazione Comunale di Besano. Questo materiale andò a comporre nel 1973 un primo nucleo espositivo all'interno di una vecchia casa di Besano e, poco tempo dopo, si poté avviare uno scavo scientifico sistematico.
Nel 1975 il Museo di Milano diede inizio ad una serie di scavi ed ottenne l'approvazione per l'apertura di alcune cave nelle zone fossilifere in località di Rio Ponticelli, e successivamente nel 1985 venne inaugurato il nuovo scavo di Sasso Caldo.
La storia del giacimento
Gli scisti bituminosi nei dintorni di Besano, presso le pendici del Monte Pravello, del Monte Orsa e nell'area del Monte San Giorgio, inizialmente venivano sfruttati dagli abitanti del territorio con l'intento di ricavarne un olio che bruciava facilmente.
Nel XIX secolo, più precisamente nel corso degli anni '30, si pensò però di sfruttare questo giacimento per l'estrazione di un gas per l'illuminazione di Milano. Il progetto non portò gli effetti sperati ma in compenso servì ad attirare l'attenzione degli studiosi sui fossili contenuti negli scisti.
Nel 1854 Emilio Cornalia descrisse e figurò per la prima volta un fossile di Besano, un piccolo rettile notosauro che battezzò Pachypleura edwardsii.
Nel 1863 Antonio Stoppani promosse uno scavo per la ricerca di fossili negli scisti di Besano: i risultati furono entusiasmanti tanto che 15 anni dopo fu effettuato un nuovo scavo finanziato dal Museo di Storia Naturale di Milano e diretto da Emilio Cornalia.
La collezione di fossili di Besano, portati alla luce nel corso di tutto l' ‘800 fino alla seconda guerra mondiale e custoditi presso il Museo di Storia Naturale di Milano, fu quasi completamente distrutta a causa di bombardamenti durante il corso dell'ultima guerra mondiale.
A partire dal 1924 l'Università di Zurigo iniziò al Monte San Giorgio una serie di scavi negli scisti bituminosi della formazione di Besano e in alcuni livelli del sovrastante Calcare di Meride. In Italia un primo scavo fu aperto in località Rio Ponticelli nel 1975. Nel 1985 si aprì un nuovo scavo in località Besano-Sasso Caldo.
Il territorio
Le rocce fossilifere dei dintorni di Besano appartengono al Triassico, il primo periodo dell'Era Mesozoica.
Nel periodo Triassico comparvero i primi mammiferi, i dinosauri, i rettili volanti e i rettili marini come gli ittiosauri, i placodonti e i notosauri.
Nella letteratura geologica italiana gli scisti bituminosi sono noti come Scisti Ittiolitici o Scisti Bituminosi di Besano. La Formazione di Besano presenta uno spessore medio di circa 12-15 metri e consiste in un'alternanza di oltre 200 strati dolomitici e strati di scisti bituminosi. I livelli bituminosi sono costituiti da una notevole quantità di idrocarburi, provenienti dalla decomposizione di antichi organismi viventi, sia animali che vegetali.
Nel corso dell'800 si è a lungo dibattuto sull'età della formazione di Besano. Poiché non si conoscevano ancora i metodi di datazione assoluta, l'età si calcolava utilizzando i fossili: così la storia della terra è stata divisa in ere, periodi, piani e unità ancora più piccole. Conoscendo la successione delle diverse specie fossili nel tempo, si è arrivati a stabilire una cronologia relativa: grazie ai diversi fossili in essa contenuti la formazione di Besano è stata datata all'Era Mesozoica, periodo Triassico medio. L'analisi degli isotopi radioattivi contenuti nelle ceneri vulcaniche, provenienti dai vulcani attivi circostanti nel triassico, ha fornito un'età compresa tra 238 e 242 milioni di anni.
Le rocce più antiche che affiorano a Besano sono costituite dal cosiddetto “granofiro di Cuasso al Monte”, roccia molto utilizzata come pietra ornamentale o da costruzione. Questo tipo di roccia risale all'Era Paleozoica (periodo Permiano, oltre 250 milioni di anni fa).
Nel Triassico medio si formò in quest'area un bacino marino il cui fondale era privo di vita a causa della mancanza di ossigeno. L'antico fango del fondale, ormai divenuto roccia, racchiude i fossili perfettamente conservati. È necessario però un attento lavoro di scavo e una lunga preparazione in laboratorio.
Nel Triassico medio la regione alpina era occupata da una grande estensione di mare caldo, con fondali piatti costituiti da fanghiglia carbonatica. La regione era costellata di isolotti e vulcani, e qua e là esistevano delle zone di mare più profondo. …
I fossili
Negli scisti bituminosi sono talvolta abbondanti i resti fossili di piante terrestri, che costituiscono una sicura testimonianza dell'esistenza di terre emerse in prossimità dell'antico mare di Besano. I vegetali degli Scisti Bituminosi sono conifere primitive simili alle attuali araucarie, attribuite al genere Voltzia, tipico del periodo Triassico. Negli strati più alti sono stati rinvenuti anche resti di fusti e foglie carbonizzati di piante non ancora determinate.
Rarissimi sono invece i resti di conifere ginkgoali: è stata rinvenuta una sola foglia fossile di queste piante. Si tratta di una pianta a alto fusto, scoperta in Cina all'inizio del XX secolo e molto diffusa attualmente come pianta coltivata in tutto il mondo.
Un altro tipo di vegetali talvolta non infrequente nei livelli bituminosi è costituito dalle alghe della famiglia delle Dasycladaceae, dalla caratteristica forma a bastoncello. Sono alghe che possiedono uno scheletro calcareo, e svolgevano nel Triassico lo stesso ruolo che svolgono oggi i coralli nel costruire le grandi scogliere.
L'importanza dei resti vegetali all'interno di un giacimento testimonia la vicinanza della terraferma, essenziale quando si cerca di ricostruire un paleoambiente.
Altrettanto abbondanti sono gli invertebrati marini, come molluschi, lamellibranchi e cefalopodi, molto importanti per la ricostruzione della stratigrafia del giacimento e la sua datazione.
Gli invertebrati si rinvengono quasi esclusivamente nei livelli di dolomia.
I lamellibranchi più numerosi appartengono a diverse specie (ben 12) del genere Daonella. I lamellibranchi attuali vivono sui fondali o fissandosi a un substrato. Non potendo questi organismi vivere al fondo del mare asfittico di Besano, si è ipotizzato che potessero vivere attaccati a tronchi galleggianti.
Un'altra ipotesi è che vivessero sui bassi fondali attorno al bacino di Besano, dove di tanto in tanto venivano trasportati assieme al fango calcareo.
I cefalopodi sono presenti con specie di diversi gruppi (o ordini). I più numerosi sono le ammoniti.
Lo studio della distribuzione stratigrafica delle diverse specie ha permesso una precisa datazione del giacimento al limite dei piani Anisico e Ladinico, e la sua correlazione con altri terreni fossiliferi dell'arco alpino. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo civico dei fossili di Besano».
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Domande frequenti
Dove si trova Museo civico dei fossili di Besano?
Museo civico dei fossili di Besano si trova nel comune di Besano, in provincia di Varese (Lombardia), all'indirizzo Via Pietro Prestini, 5. Coordinate: 45.88975, 8.88976.
Cosa vedere vicino a Museo civico dei fossili di Besano?
Nei dintorni si trovano: Castello di Cuasso (a 1,7 km), Villa Cicogna Mozzoni (a 2,1 km), Museo Enrico Butti (a 2,7 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 5 foto
- Sala1BesanoCivicMuseum — Astrolabio90, CC BY-SA 4.0
- Sala besanosauro besano — Astrolabio90, CC BY-SA 4.0
- Sala Besanosaurus — Astrolabio90, CC BY-SA 4.0
- Fossile di Tanystropheus — Astrolabio90, CC BY-SA 4.0
- NeusticosaurusBesano1 — Astrolabio90, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze