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Foto: Cezar Suceveanu, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1970
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 41°53′38″ N, 12°29′02″ E
- Indirizzo
- Via di San Pietro in Carcere, fianco sinistro del Vittoriano, Rioni di Roma Campitelli
Storia e descrizione
Il Museo centrale del Risorgimento al Vittoriano di Roma è uno spazio espositivo realizzato nel 1935 e aperto al pubblico nel 1970. È dedicato all'epoca risorgimentale. Ha sede negli spazi monumentali al di sotto del portico e dei due propilei. L'ingresso è posto sulla sinistra del Vittoriano, attraverso una scalinata posta su Via San Pietro in Carcere. Fa parte del complesso anche l'Ala Fori Imperiali (precedentemente Ala Brasini), un edificio situato a sinistra del Vittoriano, sul retro della basilica dell'Ara Coeli. È amministrato dall'Istituto per la storia del Risorgimento italiano.
Il Museo Centrale del Risorgimento al Vittoriano illustra un periodo di storia italiana compreso tra la fine del XVIII secolo e la prima guerra mondiale, che viene descritto attraverso l'esposizione di cimeli, dipinti, sculture, documenti (lettere, diari e manoscritti), disegni, incisioni, armi e stampe. All'interno del museo è anche presente il Sacrario delle Bandiere.
Storia
La prima intenzione di fondare un museo del Risorgimento a Roma si ebbe nel 1906 in concomitanza con l'istituzione della Società nazionale del Risorgimento. Quest'ultima, a partire dal 1908, iniziò a pubblicare un periodico a tiratura nazionale dal titolo Il Risorgimento. Nel 1935, durante l'epoca fascista, l'Istituto per la storia del Risorgimento italiano prese il posto della disciolta Società nazionale del Risorgimento. Contestualmente fu realizzato il Museo centrale del Risorgimento al Vittoriano, che venne completato nel 1935.
Nonostante il proposito di aprire il Museo centrale del Risorgimento al Vittoriano restò vivo per decenni, lo spazio espositivo fu inaugurato e aperto al pubblico solo il 2 ottobre 1970 in occasione della commemorazione del centenario del plebiscito che decretò l'annessione del Lazio al Regno d'Italia. Il museo fu chiuso già nel 1979 per inagibilità a causa di un allagamento dovuto alla rottura di un tubo.
Fu riaperto, dopo quasi due decenni di lavori, grazie all'interesse e all'impegno dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano - l'istituto da cui dipende il museo - il cui presidente è stato lo storico Giuseppe Talamo. La riapertura, che fu graduale, venne completata nel 1997 ad opera del direttore Alberto Maria Arpino.
Le esposizioni
Sulla scalinata d'ingresso sono esposte delle incisioni che illustrano alcuni episodi significativi che hanno contribuito alla nascita del Risorgimento, dal seme gettato dalla Rivoluzione francese alle imprese napoleoniche; L'ambiente museale è composto da due grandi sale, al di sotto dei propilei, e da una lunga galleria di collegamento al di sotto del portico. Al museo è possibile accedere anche attraverso una porta che si apre sulla sinistra del Piazzale del Bollettino. Si entra dalla prima sala, posta sulla sinistra del monumento, si percorre la galleria e si visita la seconda sala, e infine si esce dalla scalinata posta al di sotto del propileo destro del Vittoriano, fino a giungere all'Atrio della Libertà. Uscendo dal museo, sul pianerottolo, scendendo verso l'Atrio della Libertà, sulla sinistra troviamo l'accesso alla Sala Zanardelli, spazio espositivo su due livelli che sarà ribattezzato Gallerie della Costituzione. Scendendo lungo le scalinate interne dall'Atrio della Libertà si giunge alle Gallerie Sacconi, oggi ribattezzate Gallerie dell'Unità.
il percorso vuole ricordare le tappe principali della storia nazionale compresa tra la riforma degli stati antecedenti al Risorgimento alla fine della prima guerra mondiale. Lungo le pareti del museo vi sono alcune incisioni marmoree che riportano alcuni brani di testi enunciati da personalità di spicco, che meglio testimoniano e descrivono questa parte di storia d'Italia.
La prima sezione contiene reperti legati alle figure principali del Risorgimento italiano: Camillo Benso, conte di Cavour, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi. Questa area tematica è affiancata da sezioni parallele che illustrano cronologicamente le varie fasi risorgimentali: dall'epoca napoleonica (1796-1814) alla Restaurazione (1814), dai moti del 1848 alla Repubblica Romana del 1849, dalla spedizione dei Mille (1860) alla presa di Roma (1870). …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo centrale del Risorgimento».
Linea del tempo
- 1970Fondazione e apertura
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Museo centrale del Risorgimento?
Museo centrale del Risorgimento si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio), all'indirizzo Via di San Pietro in Carcere, fianco sinistro del Vittoriano, Rioni di Roma Campitelli. Coordinate: 41.89390, 12.48392.
A quando risale Museo centrale del Risorgimento?
La datazione indicata da Wikidata è: 1970.
Cosa vedere vicino a Museo centrale del Risorgimento?
Nei dintorni si trovano: Porta Fontinalis (a 0 m), Basilica Argentaria (a 0 m), Clivus Argentarius (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Museo Centrale del Risorgimento din Roma — Cezar Suceveanu, CC BY-SA 4.0
- 2016 Museo Centrale dil Risorgimento — Jordiferrer, CC BY-SA 4.0
- Museo Centrale del Risorgimento - panoramio — Bohao Zhao, CC BY 3.0
- Museo Centrale del Risorgimento — Kaga tau, CC BY-SA 4.0
- Roma - Museo centrale del Risorgimento - 2024-09-24 14-49-18 001 — Perla Marvorid, CC BY-SA 4.0
- Roma - Museo centrale del Risorgimento - 2024-09-27 13-51-19 001 — BeshevI, CC BY-SA 4.0
- Roma - Museo centrale del Risorgimento - 2024-09-27 13-51-35 001 — BeshevI, CC BY-SA 4.0
- Museo del Risorgimento07 — Tepold, CC BY-SA 4.0
- M risorgimento - busti P1040033 — Lalupa, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze