Foto: Vanseraf at Italian Wikipedia, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Coordinate
- 46°05′36″ N, 9°33′11″ E
- Indirizzo
- strada provinciale 7 - 23013 Cosio Valtellino (SO), Italia
Storia e descrizione
Il Mulino del Dosso sorge in Val Gerola sul torrente Rio, fiume spartiacque tra i comuni di Rasura e Cosio Valtellino, in provincia di Sondrio.
Oggi è la sede del museo etnografico Vanseraf, fondato da Serafino Vaninetti nel comune di Rasura.
Si presume sia stato costruito verso la fine del XVIII secolo con l'avvento di una nuova tecnica per la macinazione costituita da un particolare congegno in legno spinto ad acqua.
Il mulino disponeva di due palmenti ed ebbe modo di fornire, per quasi due secoli, agli abitanti della valle sia la farina bianca per il pane che le farine da polenta.
Nel 1997 il caseggiato abbandonato rischiava di franare definitivamente nel Rio Fiume, è stato per questo restaurato. Il Molino del Dosso, ora perfettamente funzionante, è stato riconosciuto quale Museo in fase di allestimento dalla provincia di Sondrio e annoverato nel giro museale dello stesso ente.
L'antico rudere, costruito in pietra, è divenuto opera di una certa importanza socio-culturale.
Restauro
Restauro iniziato nel 1997, con finanziamento privato di Serafino Vaninetti, ha acquistato capacità produttiva di farina già dal 1999.
Il Mulino del Dosso fu di proprietà della famiglia Pezzini fino al 1997, dopo una fase di progettazione nello stesso anno iniziò il restauro. Un primo esame concluse che sia il tetto che i muri perimetrali erano da considerare perduti. L'acqua piovana caduta per anni aveva danneggiato irrimediabilmente le travi in legno che sostenevano le mole. Un secondo esame più approfondito portò alla luce la parte del castello che sosteneva le macine. Il castello costruito in pietra e lavorato a scalpello, era schiacciato al suolo ma conservava la sua forma e valenza sia strutturale che architettonica.
La ruota in legno dentellata, risparmiata dall'acqua, era recuperabile e le macine erano rimaste miracolosamente in bilico senza aver danneggiato la ruota.
Furono queste rilevanze che diedero senso al restauro, perché il mulino, seppure nel suo quasi completo decadimento manteneva tutte le caratteristiche di costruzione del primo ottocento.
I meccanismi anche se in parte irrecuperabili dimostravano la bravura e la pazienza dei loro antichi costruttori.
Giovanni Pezzini costruì il mulino nella prima metà dell'Ottocento, ben conoscendo l'azione dell'umidità sul legno, inserì quattro sostegni del castello in pietra.
L'albero a pale è in larice, un legno particolarmente resistente e capace di adattarsi al terreno.
Un'iscrizione sul muro dice che storicamente il molino di Giacomo Pezzini fu costruito e restaurato da nel 1836.
Nel 1786 fu abolita la tassa sulle licenze e vennero quindi riavviati i vecchi impianti fermi ed altri vennero costruiti, e questa attività rifiorì.
Nel 1868 fu introdotta la tassa sul macinato (poi abolita nel 1884) che mise ancora una volta i mugnai in difficoltà, tuttora i mulini in funzione sono molto rari.
Componenti del Mulino ad acqua
Per componenti del mulino ad acqua si intendono: le parti meccaniche; i cicli (le procedure) per la macinatura; le misture di granaglie e le mole.
6. La farina nel cassone è pronta per essere insaccata.
Reperti molinari arcaici
Macina rotatoria manuale, formata da una macina superiore che ruota sipnta a mano sopra una inferiore cava. Il grano veniva versato nel foro della macina posto nella parte superiore.
Mulino casalingo antico (la Pila).
"La Pila" è un grosso masso con un grande incavo dove ospitare granaglie e frutti, in maniera del tutto simile al mortaio, i cereali e le castagne riposte venivano frantumate. Testimonianza anticchissima la cui l'origine è da collocare ai tempi antecedenti all'avvento dei mulini idraulici. In Valgerola di pile se ne possono trovare una decina di diverso formato.
Utilizzata per la squamatura dell'orzo. Nella foto la Pila del XV secolo si distinguono due colonne in pietra collegate da supporti a squadra in legno forato; in tali supporti scorrono i percussori.
È possibile movimentare la pila con un albero a pale con infisso cavicchi spinto dalla forza idraulica; ad ogni giro i cavicchi permettono di alzare gli stantuffi.
La pila familiare veniva utilizzata anche per la flagellazione delle carni armando gli stantuffi con ferri inseriti in una bussola; carne utilizzata per gli insaccati.
Rinvenuto negli scavi effettuati in località Cösta a Sacco, frazione del comune di Cosio Valtellino (SO) è stato restaurato ed è in funzione all'interno del Mulino del Dosso. Risale al V-VI secolo dell'era cristiana, il movimento come facilmente intuibile era impresso tramite l'asta orizzontale innestata nell'albero centrale solidale con la ruota in pietra verticale.
Sul basamento in pietra venivano posti: olive, uva, castagne, canapa. …
Ricette con la farina Buna
Nelle vallate alpine alla base dell'alimentazione troviamo i cereali come la segale, l'orzo, il miglio e il frutto della castagna.
II granoturco è arrivato con la scoperta delle Americhe, in Valtellina ancora
più tardi solo nel primo scorcio dell'Ottocento.
La farina gialla sostituì tutte le altre farine come base per le polente.
In varie zone era d'uso tostare i chicchi di granoturco prima che fossero macinati conseguendo una speciale farina di particolare gusto, detta anche "farina buna" per la preparazione di piatti ad alto potere nutritivo.
Alcune ricette:
Zabaione di farina buna: in una tazza di latte freddo (oppure vino e zucchero), si aggiungono 4 cucchiai di "farina buna" e si mescola il tutto.
La polentina: si versa "la farina buna " nell'acqua calda (oppure latte o vino) fino a raggiungere una certa densità dell'impasto, si condisce in ultimo con il burro.
Poltiglia n'scudela: nel laveggio in ebollizione aggiungere sale, burro e "farina buna a sufficienza per dar luogo ad una certa densità nell'impatto. Questo impasto veniva consumato dentro una scodella di legno.
Farina buna al latte bollito: mescolare la farina buna al latte portato in ebollizione aggiungendo sale e burro.
Il risultato è una crema molto nutriente adatta per i bambini.
Mac: aggiungere alla "farina buna" ragole, mirtilli o castagne cotte.
Polenta seca: ricetta simile alla polenta normale con la differenza di usare "farina Buna",
richiede una cottura più lenta, si serve ai commensali con il contorno di panna o latte: adatta per la colazione.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Mulino del Dosso».
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- 1998Apertura
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Domande frequenti
Dove si trova Mulino del Dosso?
Mulino del Dosso si trova nel comune di Rasura, in provincia di Sondrio (Lombardia), all'indirizzo strada provinciale 7 - 23013 Cosio Valtellino (SO), Italia. Coordinate: 46.09333, 9.55315.
Cosa vedere vicino a Mulino del Dosso?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Malacrida (a 4,3 km), Castello di Domofole (a 7 km), Museo etnografico comunale di Premana (a 11,2 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 3 foto
- Mulino del dosso ruote — Vanseraf at Italian Wikipedia, CC BY-SA 3.0
- Mulino del dosso edificio — Serafino Vaninetti, CC BY-SA 3.0
- La pila — Serafino Vaninetti, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze