Foto: FabioRomanoni, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Abbazia / Monastero

Monastero di Santa Cristina

Monastero di Santa Cristina e Bissone

Santa Cristina e Bissone (PV), Lombardia

Indicazioni

In breve

Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
45°09′25″ N, 9°23′45″ E

Storia e descrizione

Il monastero di Santa Cristina è un'ex complesso religioso risalente all'età longobarda posto lungo la via Francigena a Santa Cristina nel Pavese.

Storia

Il monastero benedettino, inizialmente dedicato a Sant’Anastasio, fu fondato da re Liutprando nella prima metà dell’VIII secolo a non molta distanza dal palazzo Reale fatto erigere dal sovrano a Corteolona. Nel 768, Ansa, moglie del re Desiderio, donò all’ente beni nel territorio di Menaggio e nel Comasco. Nell’814, l’abate Pietro ottenne da Carlo Magno l’immunità dalla giurisdizione ordinaria, impedendo così ai pubblici funzionari di imporre tributi fiscali nei territori spettanti al monastero), concessione riconfermata da Ludovico il Pio nell’822 e poi da Lotario nell’833, tramite un diploma emanato proprio nel palazzo di Corteolona. A partire proprio dal IX secolo l’ente, che nel frattempo cominciò a essere denominato di Santa Cristina, conobbe una fase di grande sviluppo, ottenendo donazioni e privilegi, in particolare da Ludovico il Pio, tanto che possedeva terre e diritti signorili nei comitati di Pavia, Milano, Lodi, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Tortona, Varese e Como e, inoltre, deteneva una grande corte a Chignolo Po, che divenne una della più importanti e prospere della Lombardia. Almeno dall’879, il monastero fu fortificato con torri e con una cinta muraria, entro la quale, come ricordato da una lettera di re Carlomanno, potevano trovare ristoro e rifugio i pellegrini che percorrevano la via Francigena, che passava nei pressi del complesso monastico. Testimonianza dell'importanza e della ricchezza del monastero durante l'alto medioevo è un inventario, detto polittico, redatto nella seconda metà del X secolo, nel quale sono elencate tutte le possessioni e i diritti goduti dall'ente. Nel 990 il monastero ospitò l'arcivescovo di Canterbury Sigerico e, nel 1030, l'abate di Cluny Guglielmo da Volpiano. Durante le lotte tra l’imperatore Federico I e i comuni della Lega Lombarda, l’ente si rivolse al sovrano per tutelare i propri diritti e beni e, nel 1155, mediante un diploma, ottenne la riconferma di tutte le possessioni e dei rispettivi diritti feudali goduti. Tuttavia, nel 1162, l’indipendenza del monastero fu compressa dalla scelta di papa Alessandro III di porre l’ente sotto la giurisdizione dell’arcivescovo di Milano. …

Descrizione

Del grande complesso monastico (detto anche in modo improprio castello, per via delle evidenti opere difensive) si conservano tre corpi di fabbrica, disposti a “U”, nella parte meridionale del paese, sul terrazzo alluvionale che degrada verso il Po. L’impianto degli edifici dovrebbe risalire al XII secolo, anche se essi subirono profondi rimaneggiamenti nei secoli XIV e XVII. Si conservano l’abitazione dell’abate, le celle dei monaci, alcune parti rustiche del cenobio e due torri a pianta quadrata (probabilmente abbassate in età moderna). Una delle due torri, posta l’ingresso del complesso, conserva una bifora realizzata inglobando colonnine e capitelli risalenti ai secoli VIII e IX, mentre la seconda è arricchita da una grande bifora decorata con modanature in cotto gotiche datate al XIV secolo e conserva tracce di merlature. La chiesa, abbattuta nel XIX secolo, si trovava nel lato settentrionale del complesso, di essi sopravvivono (inseriti negli altri edifici) alcuni archi a sesto acuto in cotto (probabilmente trecenteschi), una finestra e un rosone, entrambi tamponati, e alcuni frammenti di una meridiana. L’area non è stata oggetto di indagini archeologiche, tuttavia nel corso di alcuni interventi edilizi, furono rinvenute numerose ossa umane, forse riferibili al cimitero monastico, e i resti di alcuni pilastri a sezione quadrata della chiesa.

Continua a leggere su Wikipedia

Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Monastero di Santa Cristina».

Come arrivare

Santa Cristina e BissoneTreno, la più vicina
600 m in linea d’aria
Monastero di Santa Cristina
Aeroporto di Milano-Linate33,4 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

Mappa in caricamento…

Nei dintorni

Vedi sulla mappa

Altri abbazie e monasteri in Lombardia

  • Gratis 1ª domenica
Abbazia / Monastero, 1396

Certosa di Pavia

Certosa di Pavia (PV)

Tutti: abbazie e monasteri in Lombardia

Cosa vedere a Santa Cristina e Bissone: 4 luoghi storici

Domande frequenti

Dove si trova Monastero di Santa Cristina?

Monastero di Santa Cristina si trova nel comune di Santa Cristina e Bissone, in provincia di Pavia (Lombardia). Coordinate: 45.15694, 9.39583.

Cosa vedere vicino a Monastero di Santa Cristina?

Nei dintorni si trovano: Castello di Belgioioso (a 6,5 km), Castello di Arena Po (a 7,1 km), Castello di San Colombano (a 7,6 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 1 foto
  1. Santa Cristina bifora monastero — FabioRomanoni, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

Hai visto un dato sbagliato? Correggilo su OpenStreetMap