- UNESCO
Foto: Adam91, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero, 1688
Monastero delle Clarisse
Edificio religioso di Cerreto Sannita
Cerreto Sannita (BN), Campania
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Età moderna, 1688
- Stile
- Architettura barocca
- Coordinate
- 41°17′13″ N, 14°33′49″ E
Storia e descrizione
L'ex monastero delle Clarisse di Cerreto Sannita è un antico luogo di culto fondato nel 1369 da Francesca Sanframondi, collaterale e ciambellana della regina Giovanna I di Napoli nonché parente di Giovanni III Sanframondi, conte di Cerreto Sannita. Ricostruito dopo il terremoto del 5 giugno 1688, il monastero ha ospitato l'ordine delle Clarisse urbaniste dal XIV secolo al XX secolo quando è divenuto di proprietà delle Suore di Carità di Nostra Signora del Buono e Perpetuo Soccorso che vi hanno istituito un convitto, una scuola materna, un liceo linguistico, una scuola ed un istituto magistrale, intitolando il plesso a papa Leone XIII. La chiesa annessa al monastero è uno splendido esempio di architettura barocca. Rimasta intatta nel corso dei secoli conserva nel pronao un pavimento in ceramica cerretese del XVIII secolo.
I verbali dei diversi processi avvenuti durante gli anni fra i vescovi e le monache, conservati nell'archivio della Curia vescovile, forniscono numerose informazioni circa la vita delle clarisse all'interno del monastero ed i loro rapporti con l'esterno.
Storia
Il monastero delle Clarisse urbaniste di Cerreto Sannita venne fondato da Francesca Sanframondi, vedova di Pietro de Cadenet, collaterale e ciambellana della regina Giovanna I di Napoli. Secondo Nicola Rotondi Francesca era figlia di Giovanni III, conte di Cerreto dal 1285 al 1319, mentre secondo Dante Marocco essa era sorella di Giovanni e figlia di Leonardo Sanframondi.
Il 3 gennaio 1369 fu emanata la lettera apostolica di fondazione del monastero, inviata al vescovo del tempo monsignor Giacomo da Cerreto e che Rotondi così traduce:
Il monastero però divenne pienamente funzionante solo alcuni mesi dopo dato che quando la fondatrice Francesca Sanframondi stilò testamento il 10 febbraio 1369, alla presenza della regina Giovanna I, essa dispose di essere sepolta temporaneamente nella cappella di San Giovanni Evangelista nella chiesa di Sant'Antonio in Cerreto, nel frattempo che fosse stato portato a termine l'edificio.
Inoltre, non è certo se Sanframondi trascorse gli ultimi anni della sua vita nel monastero. Infatti Rotondi al riguardo dice che «Né appare da alcun monumento che in età grave ed inclinata vi si fosse chiusa a passarvi con sicurezza, e lungi dalle turbolenze della Corte, la vita che le rimaneva». Alla sua morte Francesca fu sepolta dietro l'altare maggiore della chiesa delle Clarisse in un sepolcro dove campeggiava lo stemma dei Sanframondo, costituito da una croce di Sant'Andrea in oro su campo azzurro, e da una statua in pietra che la ritraeva e che nel XIX secolo era ancora visibile in un pilastro dell'attuale chiostro.
Prima badessa del monastero fu Caterina Sanframondi, che, secondo Rotondi, fu figlia di Pietro e cugina della fondatrice Francesca, mentre per Marocco era figlia di Giovanni e quindi nipote di Francesca. Fu nominata badessa con breve dell'8 gennaio 1369 dal cardinale Albanese con cui le fu ingiunto di trasferirsi dal monastero di Santa Maria di Donna Regina a Napoli a quello di Cerreto assieme alle suore Giovanna ed Agnese Sanframondi, Rita e Caterina di Cetano, Chiarella da Pietraroja e Francesca da Cerreto. …
La vita delle suore Clarisse ed i loro rapporti con la Società
Sino alla fine del XVI secolo sono pochi i documenti che forniscono dettagli sulla vita delle clarisse all'interno del loro monastero e sui loro rapporti con l'esterno. Infatti, dopo le prime badesse Caterina e Margherita Sanframondi e Rita d'Acquavia, non si hanno altre notizie sino all'avvento di mons. Savino che nel 1596 denunciava l'inesistenza di un vero e proprio archivio nella Curia vescovile a causa del continuo vagare dei vescovi telesini, alla ricerca di una sede stabile, trovata in Cerreto agli inizi del XVII secolo. Si sa solo che con breve del 21 luglio 1465 papa Paolo II scomunicò chiunque deteneva "decime, novellizzie, livelli, o sia censi, entrate, proventi, annue pensioni, poderi, case, giardini, campi, vigne, prati, pascoli, selve, boschi, monete [...]" di proprietà del monastero. Pescitelli suppone che tale atto sia scaturito a seguito di un furto avvenuto a causa della ribellione di Giovanni Sanframondi, conte di Cerreto Sannita, contro gli Aragonesi e conclusasi con la sua sconfitta e con l'avvento dei nuovi feudatari di casa Carafa. Confuta tale tesi il fatto che nel 1525 la badessa suor Chiara Cusano chiese permesso a Papa Clemente VII di poter vendere un vano terraneo ed alcuni calici per sovvenire alle necessità più urgenti della comunità.
Il monastero intanto continuava a crescere tanto che con lettera del 31 gennaio 1589 la S. Congregazione dei Vescovi fissava a venti il numero massimo delle clarisse decretando inoltre che la dote delle monacande si sarebbe dovuta versare in denaro contante per essere poi investita in beni che dessero frutto ogni anno. In deroga a tali norme il Vescovo poteva commutare tale versamento, allora consistente in una somma con valore fra 100 e 200 ducati, in beni immobili. Le doti venivano poi incamerate dal monastero per pagare le spese comuni. …
Descrizione
L'Ex monastero delle clarisse, Istituto Leone XIII dal 1930, è un imponente complesso a pianta quadrata con un chiostro interno vasto 1.500 m2 ed un ampio giardino retrostante. Dell'edificio originario destinato ad ospitare le suore Clarisse restano solo, oltre la Chiesa, alcuni usci delle celle sulla facciata verso piazza Roma, il parlatorio e il "carcere", avendo subito l'edificio radicali trasformazioni architettoniche nel XX secolo.
Nell'atrio di ingresso è sito il monumento funebre della prima badessa, Caterina Sanframondi, costituito da un bassorilievo con la sua effigie e gli stemmi degli Angioini e dei Sanframondi, e da una lunga iscrizione in latino, aggiunta nel 1846. A sinistra vi è l'accesso al locale dove un tempo era sita la ruota dei rejetti che permetteva alle monache di scambiare dei manufatti con l'esterno. Il locale successivo è invece il parlatorio. Qui le suore discutevano, tramite una grata, con i parenti. Interessante è il percorso che le clarisse facevano per giungere al parlatorio, dietro le grate. Esso, ancora intatto, è costituito da un lungo insieme di corridoi scuri, illuminati solo al termine da un piccolo uscio sito in alto nella parete. La cella del "carcere", destinata ad ospitare le suore disobbedienti, è angusta e non ha nessuna finestra né apertura verso l'esterno.
Il refettorio era ospitato in un vasto locale oggi divenuto sede delle riunioni del Consiglio Generale della Comunità Montana del Titerno mentre sotto l'attuale cucina vi sono il granaio ed una serie di cunicoli che passando al di sotto del vasto chiostro univano le diverse ale del complesso. Un alto muro cinge invece il retrostante giardino dove sono site le sepolture delle suore ed un edificio oggi in abbandono dove vi sono diverse vasche per il lavaggio delle vesti, un grande forno e l'antica cucina.
All'angolo fra piazza Roma e via Telesina, nell'isolato del monastero, è sita la "Vecchia fucina", un'antica bottega di fabbri.
La chiesa delle Clarisse o di Santa Maria Mater Christi, annessa al monastero, è ad aula unica con pronao, altari laterali e cupola. L'esterno precedentemente ai recenti lavori di restauro era in tufo grigio a vista.
Nell'interno, sui cornicioni delle pareti a sinistra e dietro l'altare maggiore sono site delle grate lignee dorate da cui le suore clarisse ascoltavano la messa. …
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Monastero delle Clarisse».
Linea del tempo
- 1688Costruzione
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri abbazie e monasteri in Campania
- Gratis 1ª domenica
Abbazia di Santa Maria Maddalena in Armillis
Sant'Egidio del Monte Albino (SA)
Domande frequenti
Dove si trova Monastero delle Clarisse?
Monastero delle Clarisse si trova nel comune di Cerreto Sannita, in provincia di Benevento (Campania). Coordinate: 41.28706, 14.56364.
A quando risale Monastero delle Clarisse?
La datazione indicata da Wikidata è: 1688.
Cosa vedere vicino a Monastero delle Clarisse?
Nei dintorni si trovano: Vecchia fucina (a 0 m), Palazzo Giuseppe Ciaburro (a 100 m), Palazzo Carizza (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Facciata chiesa delle clarisse - Cerreto Sannita — Adam91, CC BY-SA 3.0
- Carcere - ex Monastero delle Clarisse - Cerreto Sannita — Adam91, CC BY-SA 3.0
- Chiostro ex monastero delle clarisse - Cerreto Sannita (2) — Adam91, CC BY-SA 3.0
- Esterno dell'ex monastero delle clarisse - Cerreto Sannita (2) — Adam91, CC BY-SA 3.0
- Facciata dell'Istituto Leone XIII (ex monastero delle clarisse) - Cerreto Sannita 2 — it:User:Adam91, CC BY-SA 3.0
- Interno giardino Ex Monastero clarisse - Cerreto Sannita — Adam91, CC BY-SA 3.0
- Part. facciata ex monastero clarisse - Cerreto Sannita — Adam91, CC BY-SA 3.0
- Vista -Ex monastero delle Clarisse-Cerreto Sannita — Adam91, CC BY-SA 3.0
- Altare dell'Immacolata - Chiesa delle Clarisse - Cerreto Sannita — Adam91, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze