Foto: Wikibusters, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Fortezza / Torre, 1889
Mole Antonelliana
Monumento simbolo di Torino e sede del Museo Nazionale del Cinema
In breve
- Tipo
- Fortezza / Torre
- Epoca
- Età contemporanea, 1889
- Stile
- Architettura eclettica
- Architetto
- Alessandro Antonelli
- Materiali
- Muratura
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°04′08″ N, 7°41′36″ E
- Indirizzo
- Via Montebello 20, Torino
Storia e descrizione
La Mole Antonelliana è un edificio monumentale di Torino, situato nel centro storico, simbolo della città e uno dei simboli d'Italia. Il nome deriva dall'imponente altezza, 167,5 metri, mentre il suo aggettivo deriva dall'architetto che la concepì, Alessandro Antonelli.
Iniziata nel 1863 quando Torino era capitale del neonato Regno d'Italia e completata in piena Belle Époque nel 1889 (lo stesso anno in cui venne poi inaugurata la torre Eiffel), fu l'edificio in muratura più alto del mondo fino al 1908 e venne definita da Friedrich Nietzsche "forse l'opera architettonica più geniale mai realizzata". Nel corso del XX secolo subì importanti ristrutturazioni con cemento armato e travi di acciaio, per cui essa non si può più considerare una struttura esclusivamente in muratura.
Per anni fu l'edificio più alto di Torino, superato oggi dal moderno Grattacielo della Regione Piemonte. Dal 2000 al suo interno ha sede il Museo nazionale del cinema.
Storia
A seguito della promulgazione dello Statuto Albertino nel 1848, fu concessa la libertà ufficiale di culto alle confessioni diverse da quella cattolica.
La comunità ebraica torinese acquistò il terreno nella zona chiamata, all'epoca, Contrada del Cannon d'Oro (attuale via Montebello), per erigervi un nuovo tempio con annessa scuola.
Il progetto originale del 1862 prevedeva un edificio alto solo 47 m, e fu autorizzato nel marzo 1863.
Nonostante gli ottimi lavori dell'elegante pronao e della bizzarra cupola a base quadrata in soli sei anni, la scelta di Antonelli come architetto si rivelò presto infelice per la comunità ebraica. L'architetto propose una serie di modifiche in corso, che prevedevano l'innalzamento della costruzione a 113 metri, ovvero ben oltre i 47 metri proposti inizialmente per la sola cupola. Tali modifiche, l'allungamento dei tempi di costruzione e i maggiori costi risultarono sgraditi alla comunità ebraica che, nel 1869, per mancanza di fondi, fece quindi terminare i lavori con un tetto piatto provvisorio, a circa 70 metri di altezza.
Sin dalla sua costruzione, l'opera soffrì di problemi strutturali, data la dimensione areale relativamente ridotta della base e il notevole peso che doveva sopportare. Il terreno di Via Montebello su cui sorge aveva ospitato un antico bastione di mura della città, demolito per ordine di Napoleone Bonaparte all'inizio dell'Ottocento, e ciò aveva reso il terreno più instabile. Già lo stesso Antonelli, in pieno avanzamento lavori, dovette concepire un intelligente sistema di catene di contenimento, tiranti in ferro e intreccio di archi in mattoni. Si trattava, in pratica, di un significativo rinforzo strutturale ottenuto con accorgimenti tecnici atti a gravare in modo trascurabile sulla struttura. …
Descrizione
La forma del monumento è particolare e unica, frutto di un'azzardata e singolare tecnica architettonica eclettica ottocentesca, tipica dello stile di Alessandro Antonelli. La massiccia parte inferiore, quella rimasta esclusivamente in muratura, inizia con una base quadrata, con lato lungo 50 metri, di dimensioni maggiori rispetto ai moduli sovrapposti.
L'ingresso di via Montebello 20 viene evidenziato da un pronao esastilo, che si innalza per circa 30 metri, con colonne in granito di Baveno in stile architettonico neoclassico, mentre l'austerità dei prospetti del basamento è scandita da pilastri alternati a semicolonne, stemperata da ampie superfici vetrate nel registro superiore. La copertura del pronao invece, alta circa dieci metri, è caratterizzata dalle falde curve ripetute su tutti i quattro lati, che formano una sorta di cupola quadrangolare la cui cima si raccorda al modulo centrale, suddiviso in due registri; in quello sottostante vi è il loggiato, che presenta venti colonne per ciascun lato, mentre quello superiore è caratterizzato da vetrate semicircolari. Entrambi i registri riportano vistose cornici marcapiano.
Al di sopra, ad un'altezza che va dai 40 agli 80 metri, si eleva la grande cupola, a base quadrata, caratterizzata dalla volta allungata, con pareti convesse in muratura autoportante. Essa forma una sorta di guscio, costituito da pareti perimetrali inconsuetamente sottili, appena 12 cm di spessore, separate tra loro da un'intercapedine di circa 2 metri.
A circa metà altezza dell'intero edificio, la suddetta cupola è sovrastata da un'altra struttura, alta circa 20 metri, denominata "Tempietto", che ripropone il tema sottostante del colonnato. Questo settore dell'edificio è raggiungibile mediante un ascensore senza guide fisse (ovvero sostituite da spessi cavi d'acciaio che fungono appunto da guide) situato esattamente nel centro del grande atrio sottostante, dando ai visitatori una panoramica interna della cupola a 360 gradi. Sempre di forma quadrata, il tempietto è sorretto da due ordini esastili per lato ed è disposto su due piani, ma l'accesso ai turisti è consentito soltanto a quello inferiore. …
Influenza culturale
Simbolo di Torino, anch'essa viene inserita nell'affascinante contesto dei monumenti misteriosi della città magica, per la bizzarra forma tra una pagoda allungata e una piramide, come fulcro di energie esoteriche, o semplicemente per la sua strana storia e le vicissitudini che ne hanno accompagnata la costruzione.
Friedrich Nietzsche ammirava molto l'edificio, associandolo alla figura di Zarathustra e scrisse: "In precedenza ho camminato davanti alla Mole Antonelliana, forse l'opera architettonica più geniale mai realizzata - stranamente non ha nome - come risultato di una spinta assoluta nelle altezze: nulla ricorda di più il mio Zarathustra. L'ho battezzato Ecce homo e con quello spirito gli ho messo un enorme spazio libero intorno."
All'interno della Mole Antonelliana è stata girata gran parte del film Dopo mezzanotte di Davide Ferrario, nel quale la Mole è una simbolica co-protagonista.
Un disegno della Mole Antonelliana compare nella sigla di chiusura del lungometraggio di Hayao Miyazaki Porco Rosso.
Una cartolina raffigurante la skyline della città di Torino e quindi la Mole Antonelliana compare nelle prime scene del film Turistas (2006), di John Stockwell.
Con l'ingresso della moneta unica dell'euro, nel 2002 la Zecca di Stato italiana coniò erroneamente il retro di un centinaio di monete da un centesimo con la Mole Antonelliana (che invece andava correttamente su quelle da 2 centesimi), anziché la fortezza di Castel del Monte, in Puglia. Ognuna di queste errate monete è stata valutata dai numismatici più di 2500 euro.
La stessa Mole fu ripresa nel logo dei XX Giochi olimpici invernali del 2006, che mostra la sagoma della Mole stilizzata con cristalli di ghiaccio bianchi e azzurri, neve e cielo, che formano una rete, simbolo dello spirito olimpico; un altro simbolo, più classico e meno stilizzato, era stato precedentemente disegnato da Giorgetto Giugiaro come logo della candidatura torinese.
Sempre in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006 fu coniato un 2 euro commemorativo, sul cui sfondo del verso compare la Mole, e fu altresì emesso un francobollo da € 0,62 che la raffigura.
Una foto in notturna della Mole Antonelliana si è classificata al sesto posto della classifica mondiale del concorso fotografico internazionale Wiki Loves Monuments, edizione 2022.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Mole Antonelliana».
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- 1889Costruzione e apertura
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Domande frequenti
Dove si trova Mole Antonelliana?
Mole Antonelliana si trova nel comune di Torino, in provincia di Torino (Piemonte), all'indirizzo Via Montebello 20, Torino. Coordinate: 45.06898, 7.69324.
A quando risale Mole Antonelliana?
La datazione indicata da Wikidata è: 1889.
Cosa vedere vicino a Mole Antonelliana?
Nei dintorni si trovano: Museo nazionale del cinema (a 100 m), Museo della radio e della televisione di Torino (a 100 m), Teatro Gobetti (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Mole Antonelliana in Turin — Wikibusters, CC BY-SA 4.0
- 2026-06-10-Mole-Antonelliana — Gunnar Klack, CC BY-SA 4.0
- 2026-06-12-Mole-Antonelliana-Via-Gaudenzio-Ferrari — Gunnar Klack, CC BY-SA 4.0
- 2026-06-12-Mole-Antonelliana-Via-Sant-Ottavio — Gunnar Klack, CC BY-SA 4.0
- Che bella Mole Antonelliana! — Ciao BAMBINO, CC BY-SA 4.0
- Ingresso della Mole Antonelliana (5995604116) — Simone Graziano Panetto from Torino, Italy, CC BY 2.0
- La Mole Antonelliana (5995219431) — Simone Graziano Panetto from Torino, Italy, CC BY 2.0
- La Mole Antonelliana (Turin) — Van Der Meulen Christofle, CC0
- La Mole Antonelliana si nasconde — 66colpi, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze