Laboratorio di scienze della terra
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Foto: Manuelarosi, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo, 1987

Laboratorio di scienze della terra

Museo di scienze della terra

Spoleto (PG), Umbria

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età contemporanea, 1987
Superficie
150 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
42°44′04″ N, 12°43′56″ E
Indirizzo
Largo Giuseppe Ermini

Storia e descrizione

Il Laboratorio di scienze della terra, poi denominato MuST – Museo di scienze e del territorio è una struttura museale didattica ed espositiva, attiva dal 1987, promossa dal comune di Spoleto. Custodisce la collezione del naturalista spoletino conte Francesco Toni (1824 - 1892), dal 2000 il fondo Albino Frongia (1910-1999) e dal 2019 la collezione di Bernardino Ragni. Insieme al Museo delle miniere di Morgnano, realizzato nel 2009, fa parte dell'Ecomuseo geologico minerario di Spoleto.

Dopo un lungo periodo di chiusura e dopo lavori e interventi per la realizzazione di un nuovo allestimento, il museo viene inaugurato e aperto al pubblico nel febbraio 2023, con un nuovo nome: Museo di scienze e del territorio.

Storia

Il Laboratorio nasce nel 1987 da un progetto didattico rivolto ai giovani, portato avanti da Bruno Mattioli professore di Scienze del Liceo Scientifico "A. Volta" di Spoleto e geologo esperto; lo scopo è favorire la conoscenza degli elementi presenti nella Terra come monti, fiumi, vulcani, grotte, paesaggi, rocce, fossili e minerali attraverso la valorizzazione della Collezione Toni.

Nel 1867 il conte Francesco Toni viene a sapere che in Italia, come in altre nazioni, si sta costituendo un comitato per formare la carta geologica italiana. I professori Albert Oppel, Giuseppe Ponzi, Karl Alfred von Zittel e Francesco Masi hanno l'incarico di esaminare i territori limitrofi, ma nessuno si occupa dell'Appennino spoletino. Pur non avendo competenze specifiche in merito, Toni decide di rendersi utile e di acquisire le necessarie cognizioni. Inizia così a studiare e a esplorare i monti d'intorno, raccoglie i primi fossili, ammoniti, ecc. Subito viene preso dalla febbre del collezionista, sostenuta da finalità didattiche.

In poco tempo la raccolta cresce rapidamente grazie all'aiuto di raccoglitori locali, di conoscenti e di cultori della materia. Riceve materiali in dono, altri ne acquista, sia singoli pezzi, sia intere collezioni. L'intensa attività di ricerca lo mette in contatto con molti geologi e studiosi dell'epoca, come Mario Canavari, Antonio Verri, Giuseppe Meneghini, Dante Pantanelli, Ludovico Foresti, Giuseppe Terrenzi, Roberto Lawley, Francesco Coppi, Giuseppe Bellucci, ecc.

Oltre ai dintorni di Spoleto, il conte spinge le proprie ricerche in varie parti d'Italia e del mondo.

La collezione diventa di notevole interesse scientifico, tra le più ricche e importanti dell'Umbria, composta da reperti geologici, paleoetnologici e dentrologici, in tutto circa 6500 pezzi tra rocce, fossili, minerali, manuali, carte geologiche e documenti, raccolti tra il 1867 e il 1892, anno della sua morte.

Egli stesso compila un parziale catalogo della collezione geologica, paleontologica e paleoetnologica, pubblicato nel 1888; lo arricchisce l'anno successivo con la collezione mineralogica. (Un catalogo generale sarà compilato nel 1929 da Ettore Santi (1882 - 1966)). …

Descrizione

Gli spazi dispongono di attrezzature per attività didattica laboratoriale e di attrezzature informatiche per elaborazioni multimediali.

Il museo è suddiviso in diverse sezioni tematiche che consentono di illustrare rocce e fossili distinti per ere geologiche, elementi etnografici dell'era Neozoica, minerali e marmi.

Secondo l'indice del catalogo 1929 la raccolta risulta così suddivisa:

Collezione generale geopaleontologica e paleontologica delle rocce e dei relativi fossili (raggruppa rocce e fossili distinti per ere e periodi geologici; comprende 2762 voci di catalogo)

Collezione degli oggetti etnografici dell'Era neozoica, un tempo costituita da 123 pezzi comprendenti statuine bronzee, reperti fittili, utensili in pietra e in osso, elementi in gran parte andati dispersi

Collezione generale mineralogica, costituita da numerosi campioni di minerali e marmi; comprende 798 voci di catalogo

Collezioni speciali minerarie, come quella proveniente dalle miniere di rame di Valle Imperina, contenuta in una valigetta, un piccolo museo tascabile

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Laboratorio di scienze della terra».

Linea del tempo

  1. 1987Fondazione
  2. 1999Apertura

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

Foto

Come arrivare

SpoletoTreno, la più vicina
1,6 km in linea d’aria
Laboratorio di scienze della terraLargo Giuseppe Ermini

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Domande frequenti

Dove si trova Laboratorio di scienze della terra?

Laboratorio di scienze della terra si trova nel comune di Spoleto, in provincia di Perugia (Umbria), all'indirizzo Largo Giuseppe Ermini. Coordinate: 42.73433, 12.73216.

A quando risale Laboratorio di scienze della terra?

La datazione indicata da Wikidata è: 1987.

Cosa vedere vicino a Laboratorio di scienze della terra?

Nei dintorni si trovano: Museo Carandente, Palazzo Collicola - Arti visive (a 200 m), Museo archeologico nazionale di Spoleto (a 200 m), Museo del tessile e del costume (a 200 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 3 foto
  1. Laboratorio scienze terra. Spoleto 01 — Manuelarosi, CC BY-SA 4.0
  2. Laboratorio scienze terra. Spoleto 02 — Manuelarosi, CC BY-SA 4.0
  3. Palazzo Toni Spoleto — Manuelarosi, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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