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Foto: Clemensfranz, CC BY 2.5 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Borgo
- Altitudine
- 556 m s.l.m.
- Superficie
- 24.900.000 m²
- Coordinate
- 37°07′00″ N, 14°56′60″ E
Storia e descrizione
Ferla è un comune italiano di 2 204 abitanti del libero consorzio comunale di Siracusa in Sicilia.
La cittadina fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia e dell'Associazione Nazionale Comuni Virtuosi.
Storia
Il nome "Ferla" compare per la prima volta nelle Decime Ecclesiastiche del 1275. Ma il primo vero documento è costituito dal testamento del barone Iohannes de Ferula, datato 1292. Da questa famiglia, che si sarebbe in seguito chiamata La Ferla, derivò il nome.
Il toponimo "Ferla" per quanto antico è stato adottato nel Medioevo. Il borgo fu fondato dai normanni provenienti dalla Normandia e si formò attorno al castello costruito da quest’ultimi. Questo piccolo castello fu posto sotto il dominio normanno di Goffredo, figlio di Ruggero I di Sicilia. A questo periodo risale la migrazione di genti lombarde dell’Italia settentrionale, e a Ferla una colonia lombarda si accostò alle genti normanne. Le contrade vicine furono probabilmente abitate in epoca greca e romana; durante la tarda antichità e per tutta l'età bizantina il territorio di Ferla fu intensamente abitato da comunità dedite all'agricoltura e soprattutto all'allevamento. Tra gli abitati più interessanti di questo periodo storico ricordiamo l'abitato di Giarranauti e i complessi rupestri di San Sisto e San Martino. Ad epoca paleocristiana si datano alcuni complessi cimiteriali noti alla comunità scientifica per aver restituito alcune epigrafi sepolcrali tra cui quella del diacono "Dionisio". Nulla sappiamo del sito del Castel di Lega, che era il nome dato dai Greci (Tucidide) al primo e più antico centro abitato.
La presenza di una comunità cristiana tra il II e il III secolo d.C., il rinvenimento di iscrizioni sepolcrali in greco all'interno dei complessi cimiteriali confermano il ripopolamento di tutto il territorio alla fine del mondo antico. La guerra gotica, le invasioni vandaliche e verosimilmente il diffondersi della peste causarono viceversa l'abbandono dei villaggi e il ricostituirsi della "silva". Per comprendere la genesi dell'attuale abitato di Ferla è utile ricordare che dentro la chiesa di San Giacomo e di San Sebastiano le ricerche di profondità hanno messo in luce alcune sepolture a loggetta che confermano l'esistenza di un'ampia area cimiteriale coincidente in parte con l'attuale piazzale. Il toponimo "Rigoria" secondo l'autorevole parere di alcuni studiosi richiama infatti lo spazio destinato alle sepolture pubbliche. …
Monumenti e luoghi d'interesse
La chiesa di San Sebastiano è la più grande del paese; fu costruita nel 1481 ma venne completamente ricostruita dopo il terremoto del 1693. L'interno è a tre navate e conserva reliquie di san Giovanni Battista, san Sebastiano, santa Lucia e santo Stefano. La facciata esterna è impreziosita dall'apparato plastico del maestro Michelangelo Di Giacomo, raffigurante il Santo affiancato da due soldati e due mori che reggono le volute dell'architrave. La tela che sovrasta l'altare è di Giuseppe Crestadoro.
Originariamente (nel sec. XVI) era ubicata nella parte bassa dell'abitato, il terremoto la distrusse interamente; la ricostruzione avvenne nell'attuale sito, al centro del nuovo abitato, nel settore sud-ovest dei quattro canti.
L'impianto a croce greca fu disegnato subito dopo il terremoto del 1693, la costruzione fu però portata avanti per oltre un cinquantennio. Le dimensioni stabilite furono di 33 m per ogni asse della croce. L'esterno, particolarmente interessante, è composto da una sinuosa facciata barocca costruita da tre corpi concavi di cui i due laterali sono coronati da celle campanarie. La Chiesa si stacca dal prototipo gagliardano della facciata-torre, modello tanto spesso usato nei piccoli centri iblei lungo tutto l'arco del Settecento, ma della scuola del Gagliardi porta notevoli segni: nelle sagome del portale e delle nicchie, nei particolari decorativi e innanzitutto in quel frenetico movimento di tutto l'insieme. …
Cultura
La festa più sentita e festeggiata a Ferla è la Santa Pasqua. Ogni anno si rivive il mistero della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù con riti e processioni. Nel corso del tempo sono andate perdute funzioni come i sabati di quaresima, la rappresentazione sacra della Passione, l'Opira Santa e a calata a tila, così come sono scomparse le confraternite di San Sebastiano e Sant'Antonio che una volta avevano un ruolo importante nello svolgimento della festa.
L'anacronismo di alcuni momenti concorre a rendere particolare la Pasqua a Ferla rispetto ad altre zone d'Italia: la processione do “Signuri a Canna”, il Giovedì santo; dopo la messa in “Coena Domini” e la deposizione del Sacramento, inizia la visita da parte dei fedeli ai “Sepulcri”, altari addobbati con fiori, candele e il tradizionale grano germogliato. Il Venerdì Santo si commemora la passione di Cristo in un clima di intenso fervore religioso. Le processioni, immerse in un'atmosfera particolarmente spirituale, hanno inizio nel pomeriggio con la processione do “ Signuri a Cruci” e dell'Addolorata. La sera dopo la predica delle “sette Parole” ha luogo la funzione da “Scisa a Cruci”, in cui Gesù, deposto dalla croce, viene sistemato nell'urna ("a cascia"). Segue la processione notturna do “Signuri a Cascia”. Il Sabato santo, dopo la messa di risurrezione, prende il via la processione dell'Addolorata, “A Madonna o Scontru”. La “Sciaccariata” accompagna di corsa “U Gesummaria” dalla chiesa di San Sebastiano al convento dei padri Cappuccini, alla luce di tantissime fiaccole “Sciaccare” ricavati da arbusti secchi. Il giorno di Pasqua, si ripete all'alba la processione della Addolorata alla ricerca del figlio risorto (“U Giro de sette vaneddi”); l'attesa si compie a mezzogiorno con “U Scontru” quando, alla fine di una corsa sfrenata fra il lancio di fettucce e di fuochi pirotecnici, si svolge la rappresentazione dell'incontro tra Gesù e la Madonna che, lasciando cadere il suo manto, appare in tutto il suo splendore.
La Settimana Santa si conclude la sera della domenica con la processione do “ Gesummaria”. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Ferla».
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Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Ferla?
Ferla si trova nel comune di Ferla, in provincia di Siracusa (Sicilia). Coordinate: 37.11667, 14.95000.
Cosa vedere vicino a Ferla?
Nei dintorni si trovano: Pantalica (a 3,5 km), Necropoli paleocristiana di Santolio (a 6,1 km), Anaktoron di Pantalica (a 7 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Ferla Ortsansicht — Clemensfranz, CC BY 2.5
- Albero a Ferla — Codas, CC BY-SA 4.0
- Campagna vicino Ferla — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0
- Ferla - Fontana — Vonvikken, CC BY-SA 3.0
- Obelisco di Ferla — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0
- Obelisco, Ferla — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0
- Piazza San Sebastiano a Ferla — Codas, CC BY-SA 4.0
- Via Vittorio Emanuele (Ferla) — Codas, CC BY-SA 4.0
- Cortile e solitudine - panoramio — Salvo Cannizzaro, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze