Faraone
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Foto: Infinitispazi, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Fortezza / Torre

Faraone

Frazione del comune italiano di Sant'Egidio alla Vibrata (TE)

Sant'Egidio alla Vibrata (TE), Abruzzo

Indicazioni

In breve

Altitudine
318 m s.l.m.
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
42°48′17″ N, 13°40′51″ E

Storia e descrizione

Faraone, noto anche con le denominazioni di Faraone Vecchio e Faraone Antico, è una frazione del comune di Sant'Egidio alla Vibrata in provincia di Teramo nella regione Abruzzo.

Fu possedimento di varie nobili famiglie, ma la più importante e ricca fu quella dei baroni Ranalli che governarono il territorio fino al 1950, anno del terremoto. I discendenti di questa nobile famiglia, nonostante il grave danno arrecato dal terremoto, possiedono gran parte dei territori di Faraone Nuovo e il proprio titolo baronale.

Il paese rappresenta il nucleo originario più antico dal quale si sono trasferiti gli abitanti che hanno dato vita al paese di Faraone Nuovo, costruito nei pressi della chiesa paleocristiana di San Vito, quando con il Decreto del Presidente della Repubblica 23 febbraio 1952, n. 424, Luigi Einaudi stabilì il dislocamento in nuova sede urbana.

Lo spostamento dei residenti si rese necessario sia a causa dell'evento sismico che nel settembre del 1950 aveva colpito il paese e sia per l'accentuarsi del movimento franoso che coinvolgeva l'area dell'abitato, rendendo insicure e inagibili le dimore di Faraone.

Storia

Le origini di Faraone Vecchio risalgono al periodo della dominazione longobarda del territorio abruzzese, quando lo stesso popolo germanico eresse le opere fortificate sulla sommità dell'altura. La posizione strategica del sito fu sfruttata come baluardo militare di difesa del Ducato di Spoleto per il controllo della via Metella.

Nel corso dei secoli il paese visse alterne vicissitudini e passò dalle perteninze dell'Abbazia di Montecassino alla proprietà della Contea e del Capitolo di Ascoli Piceno, alle competenze del Giustiziere d'Abruzzo oltre il Pescara e all'università di Civitella del Tronto.

1001 - I primi documenti che citano il castello di Pharaone risalgono all'anno 1001, quando, insieme a Murro, odierna denominazione di Piane di Morro, paese in provincia di Ascoli Piceno, fu donato da Raterio, figlio di Giuseppe, all'abbazia di Montecassino come bene di sua proprietà nella Contea Ascolana.

1137 - L'imperatore Lotario II menzionò in un elenco di pertinenze dell'abbazia cassinate i castelli di Pharaone e Murro.

1150 - Corrado III, a Norimberga, affidò Faraone alla Contea Ascolana donandolo al vescovo di Ascoli.

1185 - Federico I fra i possedimenti riconosciuti alla Chiesa Ascolana che accolse sotto la sua protezione il 18 settembre dello stesso anno, citò anche Pharaone.

1193 - Enrico IV donò Faraone al vescovo Rinaldo della Chiesa di Ascoli.

1252 - Innocenzo IV riconfermò tra i possedimenti della Chiesa Ascolana il Castello di Faraone con l'obbligo per gli uomini della località di giurare fedeltà e obbedienza al vescovo di Ascoli.

1255 - Papa Alessandro IV, investendo Teodino vescovo di Ascoli, gli assegnò anche Pharaone.

1237 - Carlo I d'Angiò comprese nelle competenze del Giustizierato d'Abruzzo oltre il Pescara anche Faraonum, affidandolo a Egidio de Saint-Liè che aveva investito della nomina di Giustiziere.

1276 – Oltremare Melatino di Aquilano fu citato in giudizio dal Giustiziere d'Abruzzo per aver tenuto occupate parti del castello di Faraone.

1320 – Nell'ottobre di questo anno la Regia Curia, nella città di Napoli, fissò in 22 once e 14 grana la sovvenzione annua di Faraone.

1454 – Alfonso V d'Aragona acconsentì alla vendita di una porzione dei feudi di Faraone tra il chietino Giovanni Vagliani, venditore, e Gioacchino di Nicola Luigi e Marino di Cola Mingo di Civitella del Tronto. …

Monumenti e luoghi d'interesse

Tra le dimore del borgo spicca l'edificio del «palazzo baronale», probabilmente risalente al XVII secolo. Si tratta di una robusta e massiccia costruzione, speronata dopo il terremoto del 1950, che si eleva sulla destra della porta di accesso al paese. Con la sua spoglia facciata delimita il lato della piazza principale che fronteggia il prospetto della chiesa e parte della recinzione muraria.

Meritevole d'interesse è anche un palazzetto del 1844, al cui interno si aprono gradevoli sale con pareti e soffitti dipinti secondo lo stile e il gusto dell'epoca.

Il varco meridionale d'ingresso al borgo, detto anche «Porta di Faraone», si mostra con un'architettura semplice e pulita, costituita da un arco realizzato a muratura liscia sormontato da una torre merlata. Una cornice di mattoni corre sui profili dell'arco e prosegue anche nelle facce interne delle curvature.

L'opera ha beneficiato di un recente intervento di restauro e reca nel suo tessuto murario un concio di pietra con epigrafe e uno stemma gentilizio rimessi in opera, oltre a un bassorilievo eseguito su lastra in terracotta, nel 1944, da Ghino Sassetti Asculanus. Nella composizione del mezzo tondo compaiono la Madonna col Bambino, seduta in trono, cui san Giovannino offre il paese di Faraone. Sulla lapide sottostante l'iscrizione recita: «Maria Santissima della Misericordia. Il Parroco D. Giovanni Reali e il popolo di Faraone alla loro protettrice, perché liberati dai pericoli della guerra. A. D. 1944».

Nella porzione di muro compresa tra la chiave di volta dell'arco e l'opera dedicata alla Vergine si trova la pietra rettangolare che reca l'epigrafe formata da due croci che fiancheggiano la data 1467 e l'iscrizione «Adl 2 d / E Set(em)br(E)». La data potrebbe riferirsi all'epoca dell'elevazione della struttura delle mura di cinta a pietre squadrate legate da malta. In alto a sinistra è presente lo stemma gentilizio in pietra di Generoso Cornacchia di Civitella del Tronto, qui aggiunto durante la fase dell'ultimo restauro, in cui compare uno «scudo sannitico alla torre rettangolare, caricata di una cornacchia» con ai lati le lettere «G» e «C» e, all'interno, la data 1511. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Faraone».

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Domande frequenti

Dove si trova Faraone?

Faraone si trova nel comune di Sant'Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo (Abruzzo). Coordinate: 42.80478, 13.68097.

Cosa vedere vicino a Faraone?

Nei dintorni si trovano: Abbazia Santa Maria in Montesanto (a 3,2 km), Rocca di Morro (a 3,6 km), Santuario di Santa Maria dei Lumi (a 3,6 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Faraone di Sant'Egidio alla Vibrata (TE) 015 — Infinitispazi, CC BY-SA 3.0
  2. Faraone (TE) - interno 235 — Infinitispazi, CC BY-SA 3.0
  3. Faraone (TE) - Palazzo baronale — Infinitispazi, CC BY-SA 3.0
  4. Faraone (TE) - parete 012 — Infinitispazi, CC BY-SA 3.0
  5. Faraone (TE) - scorcio 038 — Infinitispazi, CC BY-SA 3.0
  6. Faraone (TE) - soffitto 015 — Infinitispazi, CC BY-SA 3.0
  7. Faraone Antico - panoramio (2) — Pigellino, CC BY 3.0
  8. Faraone Antico, mura e torre - panoramio — Pigellino, CC BY 3.0
  9. Faraone Vecchio-Antico (TE) - panorama — Infinitispazi, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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