Mura dell'Aquila
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Foto: Lasacrasillaba, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Fortezza / Torre, 1270

Mura dell'Aquila

Mura difensive città dell'Aquila

L'Aquila (AQ), Abruzzo

Indicazioni

In breve

Epoca
Medioevo, 1270
Coordinate
42°21′21″ N, 13°23′20″ E

Storia e descrizione

Le mura dell'Aquila costituiscono l'antica cerchia della città e rappresentano il confine del suo centro storico.

Edificate a partire dal XIII secolo, ed in buona parte conservate ancora oggi, mantengono pressappoco la forma originale nonostante le numerose modifiche dovute a crolli (causati dai frequenti terremoti) e sventramenti di carattere urbanistico. Si estendono per oltre 5,5 km inglobando un'area di circa 157 ettari destinata a contenere decine di migliaia di abitanti.

Storia

La prima edificazione delle mura avvenne probabilmente già in seguito alla prima fondazione dell'Aquila ma non bastò ad evitare la distruzione della città da parte di Manfredi nel 1259. Dopo la ricostruzione angioina, nel 1270 si procedette alla realizzazione di una nuova cinta muraria ad opera di Lucchesino da Firenze, cui si deve anche la suddivisione dell'Aquila in quattro rioni storici per meglio facilitarne l'opera di fondazione; la realizzazione si può ritenere conclusa già nel 1316, epoca in cui era Capitano di Città Leone di Cecco da Cascia, come testimoniato dalla lapide presente su Porta Barete, e rappresenta la consacrazione dell'impianto urbanistico angioino con il percorso principale est-ovest tagliato all'altezza dei Quattro Cantoni da un percorso secondario posto sulla direttrice nord-sud.

Anton Ludovico Antinori, nella sua opera Cronache aquilane, descrive le mura come «alte cinque canne, larghe ben sei palmi con 86 torrioni e dodici porte che poi furono ridotte a quattro». Le quattro porte principali, poste all'estremità del percorso longitudinale e di quello trasversale interno alla città, sono verosimilmente Porta Barete (o di Lavareto) ad ovest, Porta Paganica a nord, Porta Bazzano ad est e Porta Rivera a sud; intorno a questi quattro poli si stabilizzerà l'impianto urbanistico cittadino con la struttura a quattro Quarti e la suddivisione in locali, ciascuno dei quali collegiato ad un castello di riferimento.

Le porte rivestiranno particolare importanza perché permetteranno alla nuova città di rapportarsi direttamente con il suo contado. Tra il XIII ed il XVI secolo vennero realizzati nuovi sbocchi in corrispondenza dei principali assi viari, pur limitando al massimo l'accessibilità dall'esterno e di conseguenza la difendibilità dell'Aquila. In questo modo, nel quattrocento, la cinta muraria riuscirà a reggere alle numerose incursioni nemiche ed ai lunghi assedi, compreso quello celebre condotto da Fortebraccio tra il 1423 ed il 1424, durato oltre un anno e conclusosi con la vittoria aquilana. …

Descrizione

Le mura seguono la morfologia del territorio ed in particolare del colle su cui sorge la città. L'area recintata è di circa 157 ettari e manifesta una pianificazione architettonica e storica lungimirante, se si pensa che venne occupata completamente solo nel XX secolo.

Lo sviluppo originario, di circa quattro miglia, si è leggermente ridotto nel tempo con la perdita delle mura tra via XX Settembre e via Roma, che ha comportato anche la distruzione di parte di Porta Barete, e tra viale Ovidio ed il Forte spagnolo, dove sorgeva Porta Paganica; altre mancanze sono localizzate nell'area di via Castello ed in quella di viale Collemaggio. La lunghezza attuale, di oltre 5,5 km, ne fa una delle cinte murarie più estese d'Italia.

La costruzione può essere quindi suddivisa su quattro tronconi:

un tratto di mura tra Porta Barete (all'angolo tra via Vicentini e via Roma) e viale Ovidio (dove un tempo sorgeva Porta Paganica) lungo poco più di 1.300 metri ma inaccessibile dall'esterno;

il tratto in corrispondenza del Forte spagnolo tra viale Gran Sasso e via Castello (all'altezza di Porta Castello) lungo circa 650 metri e costituito per buona parte dalle mura della fortezza stessa;

la cinta muraria di quasi 1.200 metri tra via Castello (sul luogo dove sorgeva Porta Barisciano) e viale Collemaggio (sul luogo dove sorgeva Porta Civita di Bagno) che costituisce il limite orientale del centro storico e che è uno dei tratti meglio conservati;

un tratto di mura tra viale Collemaggio e via XX Settembre lungo oltre 2.500 metri ma in buona parte inaccessibile dall'esterno, fatta eccezione per l'area tra la Rivera e la stazione ferroviaria.

Lo spessore e l'altezza delle mura, quest'ultima ridottasi drasticamente nel tempo soprattutto in seguito ai frequenti terremoti, non sono particolarmente rilevanti se confrontati con altri esempi; la principale difesa della città era costituita difatti dal suo aspetto morfologico e dalla compattezza del suo edificato intra moenia. Di particolare interesse è invece la forma, che alcuni storici tendono a paragonare a quella della città di Gerusalemme, come per la verità già ipotizzato dallo storico Crispomonti nel XVII secolo, e di conseguenza alla costellazione dell'Aquila con le chiese che riprodurrebbero in terra la posizione delle stelle. …

Forte spagnolo

Il Forte spagnolo è parte integrante delle mura dell'Aquila. Il perimetro esterno del fossato costituisce la cinta muraria del quadrante nord-est, nel tratto compreso tra le oggi demolite Porta Paganica e Porta Barisciano. La sua realizzazione, avvenuta tra il 1534 ed il 1567 ad opera dell'architetto Pedro Luis Escrivà, è inserita in un più ampio progetto di difesa del confine settentrionale del Regno di Napoli (e di controllo del commercio sulla via degli Abruzzi) ma segue anche una logica di

protezione interna, cioè diretta verso la città.

La struttura si compone di un nucleo centrale quadrato caratterizzato da quattro bastioni angolari di forma lanceolata, appositamente progettati per resistere autonomamente ad eventuali assedi nemici, collegati alla cortina tramite doppie sporgenze. Il Forte, alto circa 30 metri con mura spesse tra i cinque ed i dieci metri, è rivestito esternamente in travertino, contornato da un ampio fossato e quindi da una nuova cerchia muraria che insiste sulle mura cittadine.

L'accesso avviene tramite un maestoso portale in pietra bianca sormontato dall'aquila bicipite, simbolo della Casa d'Austria; il collegamento con l'esterno è garantito da un ponte in pietra, sostituzione di un più antico ponte retraibile in legno, distrutto nel 1883.

Quello in corrispondenza del Forte spagnolo è anche il punto più alto dell'intera cinta muraria, essendo posto ad una quota di circa 736 metri s.l.m.

Borgo Rivera

Borgo Rivera è una piccola piazzola (piazza Tornimparte), che si trova dentro le mura, accessibile da Porta Rivera (via Tancredi da Pentima). Tuttavia esso di determinante importanza per la storia delle nascita della città, dei quarti storici della città, è compreso nel Quarto di San Giovanni.

Con il diploma del 1254 di Corrado IV di Svevia, il sito di fondazione della primitiva città fu presso "Acculi" o Acquilio, dal nome di uno dei castelli fondatori che stava appena dopo il fiume di Roio. Acculi è uno dei villaggi preesistenti la fondazione, insieme a Sant'Anza (Quarto San Pietro), La Torre (Quarto Santa Giusta) e Pile, viene citata per la prima volta dalle lettere di papa Gregorio IX il 27 luglio 1229, quando Acculi fu scelta come luogo ideale per la costruzione. Il nome deriverebbe dalla ricca presenza di falde acquifere presso quest'area, dove oggi sorge il sobborgo dell rivera, e in particolar modo la struttura del 1272 della fontana delle 99 cannelle, eretta da Tancredi di Pentima. In sostanza L'Aquila nacque proprio da questo piccolo borgo, successivamente compreso in questo Quarto.

E dunque il mito dell'aquila reale, che sì andò a rappresentare il gonfalone cittadino, ma solo dal periodo angioino, benché l'aquila facesse parte anche degli stemmi svevi, è definitivamente sfatato. Venne costruita la chiesa prepositurale di Santa Maria di Acculi nel 1095, la concessione del territorio rimaneva sotto il governo imperiale; altri edifici preesistenti nell'area, e tuttora in loco, erano la chiesa di Santa Chiara d'Acquili, dove nel XIII secolo si insediarono le monache Francescane, poi la chiesa-torre di Santo Spirito dei figli nati bastardi, sotto via XX Settembre. La caratteristica strategica del luogo era data anche dal tracciato dell'antica via Claudia Nova, presso il fiume Aterno. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Mura dell'Aquila».

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Domande frequenti

Dove si trova Mura dell'Aquila?

Mura dell'Aquila si trova nel comune di L'Aquila, in provincia di L'Aquila (Abruzzo). Coordinate: 42.35582, 13.38897.

A quando risale Mura dell'Aquila?

La datazione indicata da Wikidata è: 1270.

Cosa vedere vicino a Mura dell'Aquila?

Nei dintorni si trovano: Porta Barete (a 0 m), Palazzo Pascali (a 300 m), Villa Silvestrella (a 500 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 3 foto
  1. Mura dell'Aquila 03 — Lasacrasillaba, CC BY-SA 3.0
  2. Mura dell'Aquila 01 — Lasacrasillaba, CC BY-SA 3.0
  3. L'Aquila 2017 by-RaBoe 029 — © Ra Boe / Wikipedia, CC BY-SA 3.0 de

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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