Sito archeologico, Ercolano (NA)

40°48′21″ N, 14°20′55″ E

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Sito archeologico

Ercolano antica

Città dell'evo antico, situata presso l'attuale Ercolano

Ercolano (NA), Campania

  • Nel Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, patrimonio UNESCO
Indicazioni

In breve

Coordinate
40°48′21″ N, 14°20′55″ E

Storia e descrizione

Ercolano (in latino Herculaneum) è un'antica città, corrispondente all'attuale Ercolano, la cui storia ebbe origine dal XII secolo a.C. per terminare nel 79 d.C. quando, a seguito dell'eruzione del Vesuvio, venne ricoperta sotto una coltre di materiali vulcanici, che col tempo si solidificarono in una massa tufacea.

Gli scavi della città, iniziati nel 1710, hanno riportato alla luce un sito archeologico entrato a far parte della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1997.

Storia

Secondo la leggenda, Dionigi di Alicarnasso narra che Ercolano sarebbe stata fondata da Ercole, di ritorno dall'Iberia con una mandria di buoi presi a Gerione, nel 1243 a.C., mentre storicamente non si hanno notizie certe sulla sua fondazione poiché mancano elementi di verifica come reperti, che non vanno oltre il II secolo a.C. Strabone sostiene che la città fu fondata dagli Osci nel XII secolo a.C.:

L'ipotesi potrebbe essere veritiera in quanto sono state ritrovate alcune trascrizioni dalla lingua osca, la quale sarebbe rimasta in uso ad Ercolano fino alla conquista romana. Secondo altri invece la città fu fondata dagli Etruschi tra il X e l'VIII secolo a.C., quando tutto il territorio entra sotto l'influenza del popolo italico.

Nel 479 a.C. Ercolano venne conquistata dai Greci, precisamente dai Pelasgi: sotto l'influsso del popolo ellenico venne adottato l'impianto urbano proposto da Ippodamo da Mileto, simile alla vicina Neapolis, di cui si sostiene fosse un suburbio; sotto i Greci compare per la prima volta la menzione di Ercolano, precisamente nel 314, in uno scritto di Teofrasto, con il nome greco di Ἡράκλεια. La città fu in seguito ampliata durante il V secolo a.C. dopo la conquista dei Sanniti; tra il IV ed il III secolo a.C. entra a far parte dell'orbita romana: se durante la seconda guerra sannitica è incerta la sua posizione, se schierata come nemica di Roma insieme a Napoli o come alleata con Pompei, nella terza guerra sannitica è contro i Romani, venendo successivamente sconfitta. È in questo periodo che i Romani iniziano a prediligere le ville lungo la costa ercolanense costruendo sfarzose dimore; durante la guerra sociale, entrata nella confederazione nocerina, la città venne assalita e conquistata nel 89 a.C. da un legato di Lucio Cornelio Silla, Tito Didio, facendo terminare quindi la sua indipendenza politica e divenendo municipio di Roma, amministrata da una colonia di veterani dell'esercito sillano. Al termine dell'età repubblicana era già divenuto un affermato centro di villeggiatura per l'aristocrazia romana: Lucio Anneo Seneca, nel suo De ira, narra che Gaio Giulio Cesare avrebbe distrutto una villa nei pressi della costa di Ercolano nei quali era stata relegata la madre, vendicandola. …

Urbanistica

Ercolano venne costruita nella zona centrale del golfo di Napoli, ai piedi del Vesuvio, su un pianoro vulcanico a strapiombo sul mare, protetto all'estremità nord e sud da due valloni nei quali scorrevano due torrenti; Lucio Cornelio Sisenna così la descrive:

Strabone invece ne loda l'aria salubre e la sua posizione strategica lungo la via litoranea. Nell'urbanistica ripercorre il modello greco proposto da Ippodamo da Mileto: protetta da mura, aveva una forma di scacchiera regolare, suddivisa in lotti rettangolari chiamati insule, definita da due tipi di assi stradali, ossia i decumani, che ad Ercolano erano tre e correvano da est verso ovest, seguendo la linea di costa, e i cardini, che erano cinque e correvano da nord verso sud scendevano dal Vesuvio al mare; le strade erano pavimentate con pietra vulcanica o calcarea e presentavano ai lati dei marciapiedi talvolta coperti da portici nei pressi delle dimore più ricche o, come nel caso del decumano massimo, coperti per tutta la sua lunghezza. In totale Ercolano aveva un'estensione di circa venti ettari per una popolazione che, al momento dell'eruzione, si aggirava tra le 4 000 e le 5 000 unità: la maggior parte delle persone riuscì a mettersi in salvo, pochi furono ritrovati all'interno degli edifici o per le strade, mentre un gruppo di circa trecento corpi venne ritrovato nei magazzini del porto morti carbonizzati, sorpresi nel sonno dalle colate piroclastiche.

L'economia di Ercolano non si basava sull'attività manifatturiera ma era basata principalmente sulla pesca, con la zona portuale favorita dalle due insenature alla foce dei fiumi, una ad est più ampia, l'altra ad ovest più piccola, e sull'agricoltura con la coltivazione di ulivi, grano, fichi e viti e la produzione di vino come il Lacrima Christi e la Lympha Vesuviana. La città era dotata di un foro e le principali attività economiche erano date dalle botteghe e dall'affitto di locali commerciali e abitazioni restaurate. …

Scavi archeologici

Tra il 1709 e 1710 durante i lavori di costruzione di un pozzo, un contadino si imbatté in alcuni pezzi di marmo: aveva ritrovato il teatro dell'antica Ercolano; dei primi scavi, tramite cunicoli sotterranei, furono condotti per volere del principe Emanuele Maurizio d'Elbeuf, ma interrotti poco dopo dalla magistratura per il timore di crolli degli edifici sovrastanti. Nuove esplorazioni si ebbero a partire dal 1738 su richiesta di Roque Joaquín de Alcubierre a Carlo di Borbone, a cui si affiancò nel 1750 Karl Jakob Weber: con la scoperta di Pompei e lo spostamento dei mezzi e degli uomini verso il nuovo sito, le indagini ad Ercolano cessarono definitivamente nel 1780.

Nel corso del XIX secolo furono effettuate due brevi campagne, questa volta utilizzando la tecnica dello scavo a cielo aperto: la prima dal 1828 al 1855 voluta da Francesco I delle Due Sicilie, la seconda dal 1869 al 1875 guidata da Giuseppe Fiorelli, entrambe sospese per scarsi ritrovamenti.

Una svolta nelle indagini si ebbe nel 1924 con il soprintendente Amedeo Maiuri, seguito poi da Antonio De Franciscis: dopo un lungo lavoro di espropri, in circa venti anni di scavo riportò alla luce quattro ettari, che corrispondono all'estensione del parco archeologico attuale, sui venti totali dell'antica città, a cui seguirono lavori di consolidamento e di restauro. Piccole campagne di scavo si sono avute anche durante la seconda metà del XX secolo, quando si è provveduto per lo più al mantenimento del sito: nel 1997 gli scavi archeologici di Ercolano, insieme a quelli di Pompei e Oplonti sono stati dichiarati dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. La maggioranza dei reperti rinvenuti a Ercolano è custodita all'interno del Museo archeologico nazionale di Napoli: si tratta di oggetti di uso quotidiano, pitture, mosaici e statue. Nelle case ercolanensi, grazie allo strato di pappamonte che si è formato a seguito dell'eruzione, è possibile vedere i resti di pezzi di legno carbonizzato, mobilio e tramezzi ed è proprio per lo strato solido di roccia che il sito nel corso degli anni si è protetto da eventuali saccheggi, per via della difficoltà di scavo e della notevole profondità.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Ercolano antica».

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Come arrivare

Portici-ErcolanoTreno, la più vicina
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Ercolano antica
Porto8,3 km
Aeroporto di Napoli Capodichino10,0 km

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Domande frequenti

Dove si trova Ercolano antica?

Ercolano antica si trova nel comune di Ercolano, in provincia di Napoli (Campania). Coordinate: 40.80575, 14.34874.

Cosa vedere vicino a Ercolano antica?

Nei dintorni si trovano: Casa dell'atrio corinzio (a 100 m), Casa del Bicentenario (a 100 m), Casa del Sacello di Legno (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 3 foto
  1. Cardo IV (Ercolano) WLM 001 — Mentnafunangann, CC BY-SA 4.0
  2. Cardo V (Ercolano) WLM 001 — Mentnafunangann, CC BY-SA 4.0
  3. Fornici (Ercolano) WLM 001 — Mentnafunangann, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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