Foto: Jack56, Public domain · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Complesso archeologico di San Pietro a Corte
Sito archeologico nel comune italiano di Salerno
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 40°40′48″ N, 14°45′27″ E
Storia e descrizione
Il complesso archeologico di San Pietro a Corte è un'area nel centro storico di Salerno in cui sono documentate e visibili le testimonianze archeologiche dei vari avvicendamenti storici a partire dal I secolo d.C. L'ingresso è sul Larghetto San Pietro a Corte.
L'area si estende nel sottosuolo ed in superficie, a diversi livelli stratigrafici, ed evidenzia documenti di particolare interesse storico, archeologico ed artistico. In particolare il sito risulta, in assoluto, l'unica testimonianza archeologica di architettura palaziale di epoca longobarda. Sono visibili, inoltre, un ambiente attribuito a frigidarium terme romane, un luogo cimiteriale di culto paleocristiano, un oratorio del XII secolo, una probabile aula della Scuola Medica Salernitana e le varie ristrutturazioni ed opere d'arte introdotte a partire dal 1500.
Nel 2012 il sito è risultato escluso dal percorso UNESCO Longobardi in Italia: i luoghi del potere, teso a salvaguardare luoghi ricchi di testimonianze di arte e architettura longobarda, a causa di carenze dal punto di vista di servizi, info e accessibilità al sito.
Le terme romane
Alla base dell'intera struttura vi è parte di un edificio d'età medio-imperiale (fine del I - inizio del II secolo).
Il complesso si sviluppava in altezza per circa 13 m, mentre si articolava secondo il susseguirsi dinamico di ambienti con volte a crociera e a botte. In particolare l'aula del frigidarium era separata in due ambienti il primo dei quali era coperto da una volta a crociera mentre il secondo, che ospitava una vasca in marmo, da una volta a botte. Attualmente questi spazi si trovano nell'area ipogea a circa 5 metri sotto l'attuale livello stradale.
Gli ambienti proseguono verso nord-est, sotto l'attuale palazzo Fruscione, dove è stato recentemente messo in luce un pavimento musivo, mentre l'ipotesi di un calidarium sotto la chiesa del S. Salvatore non è stata avvalorata dall'indagine archeologica che invece ha evidenziato l'esistenza di un balneum altomedievale che si appoggia ai pilastri di età longobarda.
Le terme vennero abbandonate, probabilmente a causa di un'alluvione, nel IV secolo.
Luogo di culto e cimitero paleocristiano
L'aula del frigidarium fu riutilizzata nel V secolo da una comunità di cristiani che adibirono l'area a ecclesia con annesso cimitero. Il fondatore della chiesa cimiteriale è il vir spectabilis Socrates, un personaggio di rango della Salerno bizantina che realizzò per sé e per i suoi cari una cappella funeraria privata. Il suo sepolcro fu posto di fronte all'ingresso sotto un precedente arco romano che, chiuso, andò a costituire l'arco solio della struttura tombale (di tradizione paleocristiana).
L'analisi dei nomi che compaiono sulle epigrafi di questo ed altri sepolcri (databili fino al VII secolo), testimonia la presenza in città di una popolazione multietnica: romani, goti e bizantini.
Il palazzo di Arechi II
Nel 774, dopo la discesa di Carlo Magno a Pavia, la resa di Pavia e di Desiderio, Arechi II, duca di Benevento si trasferì a Salerno dove lo attendeva un nuovo palazzo di governo, la cui costruzione era certamente avvenuta negli anni precedenti. In seguito si autoproclamò princeps gentis longobardorum dichiarandosi di fatto ultimo baluardo delle genti longobarde nella penisola.
Salerno era una città naturalmente fortificata: sita sul mare, protetta alle spalle dai monti, lontana dalle strade, dotata di un ottimo sistema difensivo con una solida cinta muraria bizantina.
Il Chronicon Salernitanum recita: «in ea (Salerno) mire magnitudinis immo et pulcritudinis palacio construxit» ed ancora racconta che nel luogo in cui fu costruito il palazzo il principe trovò un idolo d'oro dalla fusione del quale sarebbero state ricavate le decorazioni dorate che ornavano tutto l'edificio.
Di fatto il palazzo fu costruito in pieno centro cittadino ribadendo le scelte già fatte dai Longobardi a Pavia e a Benevento, e non considerando quindi ostili le popolazioni locali. La residenza si articolava su più livelli e si estendeva sull'asse nord-sud. La parte meridionale era innestata, probabilmente con una torre, sulle mura che affacciavano sulla spiaggia, dove una scalinata monumentale introduceva al palazzo.
Ciò che rimane del palazzo arechiano è ancora leggibile nell'edificio superstite che affianca la chiesa di Santo Stefano, in origine chiesa palatina, e nelle arcate sorrette da colonne e capitelli che si affacciano su via della Dogana Vecchia e che trovano riscontro con analoghi edifici costruiti tra l'VIII e il X secolo. …
Dall'XI al XIV secolo
Durante il periodo normanno ed fino al periodo svevo, gli ambienti del palazzo vennero utilizzati per usi pubblici. L'aula di rappresentanza del palazzo fu utilizzata per le riunioni del parlamento cittadino e, a partire dal XVIII secolo anche per le cerimonie di consegna delle lauree della Scuola medica salernitana.
Nell'ambiente ipogeo a partire dall'età normanna fu disposto un oratorio. Lo spazio cimiteriale utilizzato come cantiere ospitò vasche per la produzione della calce e in seguito fu abbandonato e staccato dall'aula liturgica il cui accesso fu assicurato attraverso una scala di comunicazione tra la strada a nord e la chiesa. La ristrutturazione dell'edificio vide il rinforzo dei muri perimetrali che probabilmente negò la decorazione dei secoli precedenti, pertanto nuovi affreschi andarono a decorare l'edificio. Sul pilastro costruito da Arechi II per sostenere il pavimento della soprastante cappella palatina vennero rappresentati una Madonna in trono con Bambino e sulla destra S. Caterina d'Alessandria, raffigurazione che ricorre anche sugli altri lati dello stesso pilastro. Teorie di santi e sante decorarono anche i muri perimetrali dove sono ancora ben visibili le immagini di S. Giorgio e di S. Nicola, quelle dei SS. Pietro e Paolo, di una Madonna Odigitria e di un S. Giacomo. Affreschi che si datano tra a fine del XII secolo e il XIV. La presenza di un pulpito, la raffigurazione ricorrente di S. Caterina d'Alessandria, all'interno dell'oratorio, inducono a ritenere lo spazio una delle aule della scuola Medica Salernitana.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Complesso archeologico di San Pietro a Corte».
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Domande frequenti
Dove si trova Complesso archeologico di San Pietro a Corte?
Complesso archeologico di San Pietro a Corte si trova nel comune di Salerno, in provincia di Salerno (Campania). Coordinate: 40.68000, 14.75750.
Cosa vedere vicino a Complesso archeologico di San Pietro a Corte?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Fruscione (a 0 m), Complesso monumentale di Santa Sofia (a 100 m), Palazzo d'Avossa (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 8 foto
- Paz frusc — Jack56, Public domain
- Salerno - Complesso di San Pietro a Corte — Luca Aless, CC BY-SA 3.0
- Ipogeo San Pietro a Corte — Geofix, CC BY-SA 3.0
- Rione antinca corte — Jack56, Public domain
- BiforeSanPietroACorte — Giaros, CC BY-SA 3.0
- MarbleInscriptionSanPietroACorteSalerno — Giaros, CC BY-SA 3.0
- Salerno, Italy - May 2010 (33) — This image is a work by Mercy. When reusing, please credit me as: Mercy from Wikimedia Commons. I would appreciate being notified if you use my work outside Wikimedia. Do not copy this image…, CC BY-SA 3.0
- SanPietroACorteFloorSalerno — Giaros, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze