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Foto: Jack56, Public domain · Wikimedia Commons
In breve
- Coordinate
- 40°40′47″ N, 14°45′27″ E
- Indirizzo
- vicolo Adelberga, 19 - 84121 Salerno
Storia e descrizione
Il palazzo Fruscione si trova nella parte più antica del centro storico di Salerno, vicino all'antica via dei Canali della Salerno romana.
Il palazzo, iniziato nel XIII secolo, poggia parzialmente sui resti di un complesso termale di epoca imperiale e si trova nei pressi dell'antica corte arechiana. Suo proprietario fu probabilmente il medico salernitano Giovanni da Procida. La sua ubicazione in passato ha fatto ipotizzare l'erronea identificazione con la residenza del duca longobardo Arechi II. Tale tesi è risultata priva di fondamento in quanto il Chronicon Salernitanum situa la cappella palatina di San Pietro a Corte a nord della reggia di Arechi: il palazzo Fruscione, invece, si trova a sua volta a nord della suddetta chiesa.
Storia
Il palazzo fu costruito nel corso del XIII secolo. Alcuni studiosi lo ritennero la reggia arechiana, altri un semplice edificio di pregio di età medioevale e altri ancora un rifacimento di epoca sveva del palazzo di Arechi II. Al 1738 risale un documento notarile che descrive l'edificio, allorquando fu ceduto in enfiteusi a Bartolomeo Longo dal Capitolo della Cattedrale, al quale l'aveva lasciato in eredità in canonico Francesco Inglese. Dal documento si evince che palazzo Fruscione non era sede di civili abitazioni ma una "casa di alloggiamento" e da ciò si spiegano le numerose stalle situate al piano terra. Inoltre a questo periodo risale l'ampliamento della struttura verso occidente dove precedentemente sorgeva anche l'ingresso principale nel largo Sant'Antonio Abate ossia di Vienna. L'ingresso viene descritto come "un portone di fabbrica e legname con coda di pavone sopra con loggetta scoverta" probabilmente in riferimento ad un motivo decorativo del portone. Lo spostamento dell'ingresso sul lato meridionale probabilmente risale al XIX secolo inoltrato con la presenza di un portone centrale e due coppie di magazzini ai lati. Proprio le aperture alla sinistra del portone costituiscono la parte aggiunta in quanto, prima del portone, è posta una colonna angolare che nel Medioevo scandiva i limiti dell'edificio. Dal documento notarile si evince che sul prospetto orientale il palazzo comunicava con il palazzo di fronte, chiamato "La Figurella" e sede dell'Ospedale dei Pellegrini. Un primo restauro alla struttura vi fu negli anni cinquanta ad opera di Giorgio Rosi che introdusse alcuni elementi mancanti (come le colonne decorative del secondo livello). Nel 1967 il palazzo fu espropriato alla famiglia Fruscione (da cui prende il nome) e solamente nel 2009 sono iniziati i lavori di restauro, per un importo di 5 milioni di €, sotto la direzione dell'architetto Mario dell'Acqua e con la collaborazione, per quanto riguarda la parte archeologica e storica, del professore Paolo Peduto. Nel corso degli ultimi lavori è stato eliminato il quarto livello aggiunto nel XIX secolo al fine di consolidare l'interno.
Descrizione
Palazzo Fruscione conserva i resti di un edificio normanno costituito da almeno due piani e due corpi di fabbrica con livelli differenti. Nel XIII secolo fu interessato da lavori di ristrutturazione insieme al riassetto della strada e probabilmente a quel periodo risalgono i tre portali sul vicolo dei Barbuti. Gli ambienti su vicolo Adelberga furono realizzati verso la fine del XIII secolo mentre il secondo piano risulta con un unico intervento concluso verso l'inizio del XIV secolo. Il pian terreno nel XVII secolo fu adibito a stalle e con questa riconversione si perse l'antica scalinata d'accesso ai piani superiori a coda di pavone. Nel XIX secolo si tentò di recuperare la bellezza di questi ambienti impreziosendoli con decori come due stipiti di marmo decorati con temi vegetali.
L'edificio conserva tre ordini caratterizzati da pregevoli elementi architettonici. La facciata orientale presenta al pian terreno tre portali sormontati da archi a tutto sesto con tarsie in tufo grigio e giallo, al primo piano cinque bifore scolpite, di cui una conserva una decorazione dipinta in rosso raffigurante degli anelli intrecciati, e al secondo piano una serie di polifore intrecciate caratterizzate da archi acuti sorretti da piccole colonne.
I paramenti murari più antichi sono quelli che persistono su l'attuale via Canale. Su questa facciata, nel corso del restauro degli anni cinquanta, fu rinvenuta una tarsia caratterizzata da una decorazione a rombi in tufi gialli e grigi e, con la successiva asportazione di diversi strati d'intonaco sono venute alla luce due monofore realizzate in tufo e laterizio.
Sempre sul versante occidentale, al pian terreno, recentemente è emersa una decorazione simile non ricollegabile però a quella del piano sovrastante in quanto si trova in un corpo più arretrato verso est. In questo caso si tratta di un portale con arco a tutto sesto in conci bicromi sovrastanti un arco minore decorato con rombi di cui le parti più scure risultano di tufo grigio mentre quelli chiari sono intonacati. Gli stipiti della muratura sono costituiti da blocchi di arenaria che si ritrovano anche in altre aperture. …
Gli scavi
Durante i lavori di restauro degli anni '10 del XXI secolo sono state rinvenute tracce di muratura che rinviano ad un complesso termale d'epoca imperiale, dei mosaici e degli affreschi del II secolo. L'ambiente con il mosaico, le cui pareti sono rivestite da decorazioni in rilievo di stucco e dipinti, apparteneva alle terme di I-II secolo d.C., individuate nel sedime del palazzo arechiano posto a sud di palazzo Fruscione. Tracce di ben tre successivi restauri del mosaico fanno comprendere che le terme furono frequentate per un tempo piuttosto lungo. La lunga durata della vita delle terme è testimoniata oltre che dagli interventi sul mosaico, anche dalle tracce di restauri strutturali realizzati in età romana, come si evince da successivi ispessimenti in laterizio delle murature. L'indagine archeologica ha evidenziato che in seguito all'abbandono delle terme, a metà del V secolo, l'area fu utilizzata come cantiere edilizio: il rinvenimento dei resti di officine artigianali per la realizzazione di manufatti vitrei e metallici induce a ritenere che le officine servissero le costruzioni della vicina cappella funeraria del vir spectabilis Socrates, oggi sottoposta alla cappella palatina del dux longobardo Arechi II. In seguito, tra il VI e il VII secolo, l'area indagata, posta nei pressi della chiesa cimiteriale paleocristiana, ospitò alcune sepolture (due) rinvenute, disturbate dagli interventi costruttivi dei secoli successivi. Nell'VIII secolo l'uso cimiteriale dei luoghi si interruppe e lo spazio oggi occupato dal palazzo entrò sicuramente a far parte del sedime della corte longobarda. Nei vani meridionali del palazzo sono state messe in evidenza alcune strutture del IX-X secolo, tra queste un imponente muro con andamento nord-sud il quale è stato individuato in diversi ambienti. Esso era fondato su strati alluvionali tardo antichi e potrebbe rappresentate il limite della Curtis longobarda arechiana. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Fruscione».
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Fruscione?
Palazzo Fruscione si trova nel comune di Salerno, in provincia di Salerno (Campania), all'indirizzo vicolo Adelberga, 19 - 84121 Salerno. Coordinate: 40.67982, 14.75751.
Cosa vedere vicino a Palazzo Fruscione?
Nei dintorni si trovano: Complesso archeologico di San Pietro a Corte (a 0 m), Palazzo d'Avossa (a 100 m), Complesso monumentale di Santa Sofia (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 4 foto
- PalazzoFruscione — Jack56, Public domain
- Fruscione Salerno 01 — Miguel Hermoso Cuesta, CC BY-SA 4.0
- Palazzofruscionebifora — Jack56, Public domain
- Roman fruscione — Jack56, CC BY 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze