Foto: Bernardo Pallastrelli, Public domain · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 44°36′46″ N, 9°48′16″ E
Storia e descrizione
Città d'Ombria, nota anche come Castelliere d'Ombria e Città d'Umbrìa, è un sito archeologico fondato probabilmente tra il III e il II secolo a.C. dai Liguri o dagli Umbri, fortificato nel VI o VII secolo dai Bizantini, che si trova a 977 m s.l.m. alle pendici del monte Barigazzo nei pressi della frazione di Tosca, all'interno del comune di Varsi, in provincia di Parma.
Toponimo e primi riferimenti bibliografici
L'origine del toponimo, al pari di quella del sito archeologico, non è ancora completamente chiara. Mentre nel caso in cui i fondatori della città fossero stati gli Umbri i dubbi svanirebbero immediatamente, più difficile sarebbe la spiegazione qualora l'insediamento fosse sorto per mano dei Liguri, come oggi pare più probabile; un'ipotesi ritenuta non troppo attendibile già dallo storico Bernardo Pallastrelli legherebbe il nome "Ombria" alla presunta origine ambrona dei Liguri, che sarebbe stata rivelata da Plutarco nelle Vite parallele.
Gli scavi del XIX secolo
Nell'agosto del 1861, sulla base delle Effemeridi, redatte nel 1832 dal conte Gianbattista Anguissola, e delle Pitture delle Valli di Taro e Ceno, scritte in forma di epistola nel 1617 da Francesco Picinelli e Bernardo Landolo, dopo alcuni tentativi andati a vuoto l'archeologo americano Alessandro Wolf intraprese una campagna di scavi su un altopiano del monte Cravedosso, nei pressi della piccola frazione di Tosca; l'area, situata all'incirca alla quota di 1000 m, apparteneva al sindaco di Varsi Bernardino Paganuzzi e sorgeva accanto a un piccolo specchio d'acqua, in seguito ribattezzato Lago di Città. Nonostante l'ostilità e lo scetticismo di vari storici parmensi, Wolf ottenne alcuni finanziamenti privati raccolti su interessamento del Casino di Lettura di Piacenza e della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, grazie ai quali avviò e proseguì i lavori per circa tre mesi, riportando alla luce i resti di una torre angolare e dell'adiacente cinta muraria dell'antico insediamento. Tuttavia, durante le indagini, che furono svolte sotto la supervisione del paletnologo Luigi Pigorini inviato dal museo di Parma, l'archeologo recuperò un solo frammento ceramico, in seguito andato perduto, con la conseguenza di rendere molto difficile la datazione del sito. Wolf affidò la pubblicazione di un testo di descrizione degli scavi a Bernardo Pallastrelli, che si avvalse della collaborazione di Domenico Gregori per i rilievi e le rappresentazioni grafiche del sito e di Severino Brigidini per le fotografie; il testo, pronto nel 1862, fu modificato più volte e stampato solo nel 1864. …
Rovine
La città si estende su una superficie pressoché trapezoidale di 7200 m2, di cui solo 160 finora identificati; tutti i ruderi rinvenuti appartengono molto probabilmente alla fase bizantina dell'insediamento.
In corrispondenza dello spigolo occidentale si trovano i resti di una torre a base quadrata, di 8 m per lato, che emergevano di 1,5 m nel 1861, mentre oggi, a causa dello stato di abbandono del sito, misurano solo circa 0,5 m di altezza. Verso nord si estende per 50 m, oltre il varco di una delle antiche porte, un tratto delle mura esterne della città fortificata, realizzato in muratura regolare; al termine del rettifilo, la cinta devia ortogonalmente proseguendo per ulteriori 10 m con le stesse caratteristiche costruttive del tratto precedente, mentre per i restanti 35 m la parete è costituita da pietre sconnesse; più avanti non rimangono tracce della cinta, irrimediabilmente perduta.
Verso sud-est, invece, si estende per 78 m un tratto di mura con andamento leggermente incurvato, che segue l'orografia del terreno; dopo alcuni metri dalla torre, la cinta è internamente suddivisa in 33 piccoli vani rettangolari, che costituivano presumibilmente i sostegni dei camminamenti di ronda; al termine la muratura si interrompe per la probabile presenza di un'altra porta cittadina, dopodiché la cinta riprende irregolarmente dirigendosi verso nord per circa 17 m, oltre i quali non rimangono ulteriori tracce. I tratti mancanti a nord ed est corrispondono al bordo esterno dell'altopiano, oltre il quale il versante improvvisamente scoscende verso valle.
All'interno della città, dominata da numerosi esemplari secolari di faggi, il suolo ondulato è coperto da pietre sparse, probabilmente appartenenti alle antiche costruzioni; durante gli scavi ottocenteschi l'archeologo Alessandro Wolf rinvenne una grande buca della profondità di 8 m, praticata in epoca imprecisata probabilmente alla ricerca di tesori, ma non trovò alcun reperto degno di nota. Anche le altre indagini riportarono alla luce scarsi manufatti, ma le ricerche svolte nel 2012 dimostrarono la presenza, nei magazzini del Museo archeologico nazionale di Parma, di vari frammenti di ceramiche di produzione locale risalenti all'epoca alto-medievale, raccolti nel sito archeologico ma volutamente ignorati negli scavi passati per avvalorare la tesi della fondazione preromana.
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Città d'Ombria».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri siti archeologici in Emilia-Romagna
- Gratis 1ª domenica
- UNESCO
- Gratis 1ª domenica
Domande frequenti
Dove si trova Città d'Ombria?
Città d'Ombria si trova nel comune di Varsi, in provincia di Parma (Emilia-Romagna). Coordinate: 44.61271, 9.80448.
Cosa vedere vicino a Città d'Ombria?
Nei dintorni si trovano: Castello di Gravago (a 3,3 km), Castello di Lacore (a 5,6 km), Castello di Bardi (a 6,1 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 6 foto
- Mappa città d'Umbria — Bernardo Pallastrelli, Public domain
- Città d'Ombria 1864 (base della torre) — Bernardo Pallastrelli, Public domain
- Città d'Ombria 1864 (lago) — Bernardo Pallastrelli, Public domain
- Città d'Ombria 1864 (muro di cinta (lato interno 1)) — Bernardo Pallastrelli, Public domain
- Città d'Ombria 1864 (muro di cinta (lato interno 2)) — Bernardo Pallastrelli, Public domain
- Città d'Ombria 1864 (pianoro interno) — Bernardo Pallastrelli, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze