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Foto: Cyberuly, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Medioevo, XIV secolo
- Coordinate
- 43°43′53″ N, 11°13′17″ E
- Indirizzo
- Via della Certosa, 1, 50124 Firenze Galluzzo
Storia e descrizione
La certosa di Firenze è un monastero già dell'Ordine certosino, che si erge sul Monte Acuto, alla confluenza dell'Ema con la Greve in zona Galluzzo, circondato da mura.
Storia
Fu edificata a partire dal 1341 su incarico di Niccolò Acciaiuoli, gran siniscalco del Regno di Napoli e membro di una delle più illustri casate fiorentine, alla cui morte (1365), l'edificio era quasi completato. La certosa venne poi ampliata e arricchita, grazie anche a numerose donazioni nel corso dei secoli.
Il nome e la tipologia edilizia derivano dalla Grande Chartreuse, la prima casa dell'ordine dei certosini costruita nel 1084 da San Bruno sul massiccio della Chartreuse, vicino a Grenoble, e come tutte le certose anche questa è ubicata distante dalla città, in un luogo in origine solitario e silenzioso.
Dopo le soppressioni degli ordini religiosi nel 1810 la Certosa venne spogliata di circa 500 opere d'arte, solo in parte riconsegnate dopo la restituzione ai Certosini e il ritorno dei Lorena (1818). Ad esempio molti degli arredi vennero irrimediabilmente dispersi, così come molti dipinti e sculture. La tavola dell'altare maggiore della chiesa, commissionata dallo stesso Niccolò Acciaiuoli a Gherardo Starnina (Madonna e santi), è ora divisa fra musei stranieri e collezioni.
Di nuovo venne soppresso nel 1866 su decreto del Regno d'Italia e di nuovo, nel 1872, i Certosini poterono tornarvi, anche se solo in uso, restando la proprietà allo Stato italiano, tramite il FEC. Il terremoto del 1895 richiese interventi di ripristino e un nuovo consistente restauro venne concluso solo alla fine degli anni 1950. I Certosini, monaci di rigida clausura, vennero sostituiti nel 1958 dai benedettini cistercensi, che hanno reso accessibile il vasto complesso anche al pubblico. Dal 2017 i cistercensi sono stati sostituiti dalla Comunità di San Leolino.
Il complesso fu attentamente studiato e divenne un fondamentale stimolo creativo per il celebre architetto franco-svizzero Le Corbusier, che lo visitò in gioventù.
Organizzazione monastica
La Certosa è composta da un nucleo principale in cui si svolgeva l'appartata vita monastica dei certosini, e da altre strutture satellite, frequentate dai loro assistenti (i "conversi"), dai loro ospiti esterni e dai lavoratori dei campi e delle altre attività afferenti all'insediamnento (produzione vinicola, dell'olio, di distillati, fornace per la ceramica, ecc.), che ne facevano un complesso pressoché autosufficiente. Affinché queste due comunità (religiosa e non religiosa) potessero convivere funzionalmente senza incontrarsi, secondo le stretta regola certosima che imponeva il totale isolamento dei religiosi, la certosa era organizzata in maniera molto razionale, con percorsi progettati vicini ma separati, senza sovrapposizioni né incroci.
La vita dei monaci, nel numero massimo di diciotto, si svolgeva essenzialmente nelle celle individuali, in cui trascorrevano la maggior parte del loro tempo. Le celle erano organizzate attorno al chiostro grande, divise per gradi tra novizi, monaci e priore, e sono piuttosto grandi, poiché i monaci vi dovevano trascorrere la quasi totalità della loro esistenza, in meditazione. La domenica e i giorni festivi avevano luogo alcune attività comuni, quali la preghiera comunitaria e la celebrazione della messa in chiesa, il pranzo festivo nel refettorio (in silenzio, ascoltando la lettura dei Vangeli, di altri testi sacri e della Regola, letti da uno di essi da un pulpito), il capitolo e l'unica ora di colloquio settimanale nel parlatoio. Queste attività si svolgevano in ambienti accessibili dal chiostro dei monaci, in comunicazione diretta col chiostro grande. La vita del monaco si concludeva pure nel chiostro grande, dove esisteva il cimitero in cui venivano inumate, con la massima semplicità e in anonimato, le salme. …
Descrizione
La certosa del Galluzzo copre una superficie di 16.000 m². Il percorso di visita solitamente effettuato inizia dall'ingresso dove si trova il negozio/biglietteria e la cappella "delle donne", per entrane nel complesso vero e proprio tramite la scalinata che porta a palazzo Acciaiuoli e al cortile. Da qui si entra nella chiesa, a cui segue il chiostro dei monaci, con gli ambienti afferenti, e continua nel chiostro grande con al visita di una cella. Infine termina nell'area dei conversi da cui si ritorna nel cortile e quindi all'uscita.
Il monastero fu completato entro il 1395, anno della consacrazione, e subito dopo il palazzo Acciaiuoli. I rifacimenti e abbellimenti vari che furono aggiunti nel corso degli anni, fino al XVII secolo, lo caratterizzano comunque con un aspetto composito, con un predominare dello stile tardo-rinascimentale, caratterizzato da un misurato classicismo.
La prima struttura che si incontra arrivando al complesso dalla strada è il blocco merlato di palazzo Acciaiuoli, o palazzo degli Studi, che venne eretto da Jacopo Passavanti e Jacopo Talenti per i soggiorni privati di Niccolò Acciaiuoli. Qui egli avrebbe potuto ritirarsi nella tranquillità del monastero ed accogliere fino a cinquanta giovani da avviare allo studio delle arti liberali però alla sua morte il palazzo era completato solo fino al primo piano e solo alla metà del Cinquecento venne terminato.
L'edificio è articolato al pian terreno in quattro sale, oggi aperte occasionalmente come sede espositiva (vi sono stati a lungo i laboratori di restauro dei libri del Gabinetto Vieusseux danneggiati dall'alluvione di Firenze). Al primo piano, accessibile da un ampio scalone che parte dal piccolo piazzale vicino all'ingresso principale della Certosa, si trovano invece due saloni, dove è collocata la Pinacoteca. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Certosa di Firenze».
Linea del tempo
- XIV secoloCostruzione
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Domande frequenti
Dove si trova Certosa di Firenze?
Certosa di Firenze si trova nel comune di Firenze, in provincia di Firenze (Toscana), all'indirizzo Via della Certosa, 1, 50124 Firenze Galluzzo. Coordinate: 43.73141, 11.22146.
A quando risale Certosa di Firenze?
La datazione indicata da Wikidata è: XIV secolo.
Cosa vedere vicino a Certosa di Firenze?
Nei dintorni si trovano: Teatro Everest (a 500 m), Villa Parigi Corbinelli (a 800 m), Palazzo del Podestà (a 900 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Certosa del Galluzzo - Overview from Le Gore — Cyberuly, CC BY-SA 3.0
- Certosa (Florence) 01 — Derbrauni, CC BY-SA 4.0
- Certosa del Galluzzo from Hills South of Florence — Mgelormino, CC BY-SA 4.0
- Certosa di firenze, esterno 01 — Sailko, CC BY 3.0
- Certosa di firenze, giardinetto — Sailko, CC BY 3.0
- Certosa di firenze, lato ovest — Sailko, CC BY 3.0
- Firenze panorama della Certosa — Giuseppe Barberis, Public domain
- The Certosa, Florence MET DP234479 — Donald Shaw MacLaughlan, CC0
- Via senese, muraglia di recinzione della certosa, tabernacolo della madonna protettrice di firenze, con ceramica di giorgio lensi orlandi cardini, 1956, 01 — Francesco Bini, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
