Foto: Alessandro_Tacchino, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Castello
- Epoca
- Età contemporanea, 1892
- Stile
- Architettura neogotica
- Architetto
- Alfredo d'Andrade
- Committente
- Enrico Alberto d'Albertis
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°25′06″ N, 8°55′29″ E
- Indirizzo
- Corso Dogali, 18
Storia e descrizione
Il castello D'Albertis è una dimora storica di Genova, sede del Museo delle culture del mondo e del Museo delle musiche dei popoli. Fatto edificare nel 1886 su di un antico bastione delle Mura trecentesche dal capitano di mare Enrico Alberto d'Albertis, il castello è oggi una delle case-museo più apprezzate del capoluogo ligure.
Situato sulla collina di Montegalletto (o Monte Galletto) nel quartiere di Castelletto, al pari dell'omologo castello Mackenzie domina la città di Genova affacciandosi con una vista aperta sul mar Ligure. Scrisse il cronista del Supplemento al giornale "Il Caffaro" il giorno 1º maggio 1892:
Il castello è raggiungibile da piazza Acquaverde-via Balbi (stazione ferroviaria di Piazza Principe) con l'ascensore Castello d'Albertis-Montegalletto, oppure con le linee di autobus AMT n. 36, 39 e 40. Un particolare servizio favorisce il trasporto e la visita al museo da parte di persone disabili. In auto è raggiungibile per chi proviene dalle autostrade uscendo al casello di Genova-Ovest.
Storia
Il toponimo Montegalletto è da intendersi come "monte delle ginestre", una zona un tempo brulla e priva di alberi per il passaggio delle mura trecentesche della città, che faceva parte della parrocchia di San Tommaso e chiudeva a monte il sestiere di Prè. Quando fu edificato il castello, vi era stata recentemente aperta la parte finale della Circonvallazione a Monte, una lunga concatenazione di viali a mezza costa destinati dall'espansione urbanistica ottocentesca alle abitazioni signorili per l'agiata borghesia cittadina.
Ideato dallo stesso capitano d'Albertis, che ne fece la sua dimora, con un gusto del collage architettonico in grado di mescolare castelli valdostani e palazzi fiorentini, il castello si richiama prevalentemente allo stile medioevale revival architettura neogotica ottocentesca, riprendendo e sintetizzando i particolari degli edifici medioevali di Genova (tra cui la torre degli Embriaci e le polifore del Palazzo San Giorgio).
Fu edificato sui resti delle antiche fortificazioni trecentesche rinforzate nel XVI secolo (la torre a pianta quadrata era stata sostituita dal bastione cinquecentesco) dagli ingegneri Graziani e Francesco Parodi, con il supporto degli scultori Allegro e Marc'Aurelio Crotta per la parte decorativa, con la supervisione dell'architetto Alfredo d'Andrade. Le opere di edificazione avvennero tra il 1886 e il 1892 e l'inaugurazione fu fatta coincidere con le celebrazioni per il quattrocentesimo anniversario della scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo. …
Il restauro
Dopo anni di semi-abbandono (durante gli anni settanta il parco veniva utilizzato nella stagione estiva, sull'onda delle serate romane a Massenzio, come café chantant), il castello è stato oggetto di un accurato intervento di restauro edilizio per l'adeguamento della struttura alle esigenze di una fruizione pubblica moderna.
In corrispondenza dell'apice geometrico del bastione è stata sostituita la copertura del tetto con una struttura in vetro ed è stato svuotato il bastione cinquecentesco dal riempimento di terra, liberando le strutture murarie al suo interno e recuperando in questo modo non solo un nuovo spazio espositivo, ma anche le diverse componenti architettoniche dell'intero complesso; questo ha permesso inoltre di afferrare in un solo colpo d'occhio i resti trecenteschi, la sobria spazialità dell'architettura rinascimentale e, in alto, bene stagliate contro il cielo, le merlature e la torre di invenzione ottocentesca.
Circolano alcune leggende sul castello. Pare ci sia una porta che, anche se lasciata sempre chiusa a chiave dai gestori del castello, di tanto in tanto, sempre di notte, sbatte violentemente e si apre, costringendo i custodi a tornare a chiuderla a chiave. Un'altra leggenda dice che il capitano d'Albertis avesse fatto costruire un tunnel sotterraneo che conduceva dalle sue stanze direttamente al porto, alla sua nave, nel caso avesse dovuto fuggire improvvisamente. Tale tunnel sarebbe poi stato usato dalla resistenza durante la seconda guerra mondiale.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castello d'Albertis».
Linea del tempo
- 1892Costruzione e apertura
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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Domande frequenti
Dove si trova Castello d'Albertis?
Castello d'Albertis si trova nel comune di Genova, in provincia di Genova (Liguria), all'indirizzo Corso Dogali, 18. Coordinate: 44.41842, 8.92461.
Castello d'Albertis è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.
A quando risale Castello d'Albertis?
La datazione indicata da Wikidata è: 1892.
Cosa vedere vicino a Castello d'Albertis?
Nei dintorni si trovano: Museo delle culture del mondo (a 0 m), Forte San Giorgio (a 300 m), Orto botanico dell'Università di Genova (a 300 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 6 foto
- Genova - Castello d'Albertis - 2025-09-22 15-22-35 001 nella sua interezza — Alessandro_Tacchino, CC BY-SA 4.0
- Castello d'Albertis-DSCF5435 — Twice25 & Rinina25, CC BY 2.5
- Castello d'Albertis, Genova, full view — Zairon, CC BY-SA 4.0
- Loggiato del Castello d Albertis, veduta sul porto — Nedualismineregole-Roberto Bordieri, CC BY-SA 4.0
- Enrico Alberto d'Albertis — Twice25 e Rinina25, CC BY 2.5
- 2014WS (15 di 39) — Nedualismineregole, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze