Castel Tonini
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Foto: Bellinagiuseppe, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Castello

Castel Tonini

Fortificazione di Buti

Buti (PI), Toscana

Indicazioni

In breve

Tipo
Castello
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
43°43′34″ N, 10°35′12″ E
Indirizzo
Via Annibale Marianini

Storia e descrizione

Il Castel Tonini è un castello risalente alla seconda metà del X secolo che sorge a Buti come una struttura difensiva e di controllo. Il castello è collocato nella parte più antica di Buti, e include la Villa medicea di Buti e la Chiesa di San Rocco.

Descrizione

Il Castel Tonini è posto in una posizione elevata, che permetteva l'avvistamento a grande distanza e l'invio di segnali. Era inoltre protetto su due lati dal Rio Magno e del Rio dei Ceci, cosa che facilitava la difesa. Venute meno le funzioni difensive, tra Sei e Settecento diverse famiglie nobili edificarono nello stesso luogo dei palazzi per sfruttare la gradevole posizione.

All'interno del castello si trova la Villa medicea di Buti, costruita verosimilmente nel XVI secolo. La villa venne ricostruita nel Settecento, diventando un palazzo cittadino in un ambiente urbano. La struttura esterna è tipicamente fiorentina, ed è stata impostata nel Seicento dalla famiglia Petracchi.

La villa è strutturata su quattro piani con cantine a volta, piano terra, primo piano e una soffitta di forma rettangolare per conservazione dei grani e della frutta. È circondata da mura medioevali e nella parte posteriore rispetto alla facciata principale ospita un giardino all'italiana. Nel salone d'ingresso è visibile uno stemma della famiglia Banti (di Giovanni di Pier Francesco, Santi Banti) proprietaria del palazzo nei primi anni dell'Ottocento

Nelle strutture civili dell'area del castello sono presenti numerosi portoni ornamentali. Sono inoltre visibili numerosi stemmi in terracotta, ceramica o pietra serena che in parte risalgono al XVI secolo e in parte all'età napoleonica. Gli stemmi più importanti sono quelli della famiglia Tonini, che nel Seicento ha dato nome al luogo. Sul portone d'ingresso della Villa Medicea (nella parte alta del castello) è collocato lo stemma seicentesco della famiglia Petracchi.

Nella parte alta del castello si trova la Chiesa di San Rocco. Consacrata nel 1637, fu costruita sulle rovine medievali della torre d'avvistamento originaria del nucleo fortificato pisano, torre che compare fino al 1556 nel catasto mediceo. Alla fine del Seicento, una prima ristrutturazione fu finanziata dall'allora proprietario della villa Pier Maria di Domenico Petracchi. …

Il Castel Tonini dal X secolo al XVI secolo

Il primo elemento di quello che sarebbe diventato il Castel Tonini risale alla seconda metà del X secolo. In quel periodo fu infatti costruita una torre di avvistamento collocata nel punto più alto di un promontorio delimitato da due torrenti, il Rio Magno e il Rio dei Ceci, e collegata con la strada di crinale che collegava Vicopisano alla Rocca della Verruca.

La posizione geografica rendeva il castello un importante centro per il controllo del territorio. Per questo, nei secoli successivi il castello fu ingrandito e fu spesso coinvolto negli scontri tra i comuni di Pisa, Lucca e Firenze. Ciò portò anche a diversi cambiamenti strutturali. Il nucleo di costruzione originario si trovava sul lato settentrionale dell'area, dove più tardi venne costruita la Villa medicea di Buti. In seguito furono edificate abitazioni lungo l'asse principale del promontorio. Vennero poi costruiti un recinto e tre torri per la difesa, la protezione e il controllo degli ingressi al castello. Oggi gli ingressi al castello vengono chiamati Via di Castel Tonini, Via Marianini, e Via di Borgarina.

Nel XII secolo il castello fu attaccato e conquistato dai Lucchesi, e riconquistato poi dai Pisani agli inizi del Trecento. Lo stato del castello nel 1340 è ricostruibile grazie ad un documento di quell'anno conservato nell'archivio capitolare di Pisa: si tratta di un verbale delle nuove elezioni degli ufficiali del contado, coi nomi dei componenti della guarnigione del castello e l'indicazione che a capo del presidio era stato eletto "Pucciarellus Rau de Porcari". Riguardo a Castrum Buiti, troviamo due fonti: la prima identifica il Castrum Buiti come l’attuale Castel Tonini, la quale grazie a questo documento viene riconosciuto d'importanza militare. Nella seconda fonte, il Castrum Buiti viene definito come un presidio militare formato da più castelli.

Il 9 marzo del 1496, i fiorentini invasero il territorio di Buti e distrussero varie parti del castello. Con l'annessione del territorio butese alla Repubblica di Firenze nel 1503, il borgo di Castel Tonini ricevette una ristrutturazione in stile rinascimentale.

Nel 1509 Pisa cadde definitivamente in mano ai fiorentini. Ciò portò Buti, Bientina e Vicopisano a perdere il loro ruolo di sistema fortificato di difesa tra Pisa e Firenze.

Nel 1637 venne costruita la Chiesa di San Rocco dove si trovava la torre originaria, adiacente alla Villa medicea di Buti.

Le famiglie del Castel Tonini tra Sei e Settecento

Le famiglie più notevoli che abitarono nel corso dei secoli nel borgo di castello, dando di volta in volta il nome alla struttura, furono i Tonini, i Lorenzani, i Banti, i Petracchi, e i Giunti.

Fino agli inizi del Seicento la famiglia Lorenzani possedeva una fattoria con chiostra, dove nel 1628 venne costruito da Francesco Tonini e dal figlio Alessandro Tonini quello che poi diventerà il palazzo del Castel Tonini. Nel 1640, di fronte al precedente edificio fu terminata la costruzione di un altro palazzo (attuale civico 37 via A. Marianini) del valore di 100 scudi da parte dei fratelli Vincenzo e Pietro Tonini, figli di Matteo Tonini. Pietro Tonini non ebbe figli; fece carriera a Pisa nell'Ufficio di "Ministro dello Scrittoio". Nel 1638 Vincenzo Tonini morì, lasciando come unico discendente il figlio Giovanni. Giovanni Tonini ebbe tre figli: Vincenzo, Sebastiano e Andrea Tonini. Nel 1707 Sebastiano Tonini morì senza discendenza; Vincenzo Tonini nel 1755 venne iscritto alla nobiltà pisana senza figli, mentre Andrea Tonini ebbe una numerosa discendenza (uno dei figli si chiamava Cesare Tonini).

Originaria di Lorenzana, trasferitasi poi a Buti, nel corso del Seicento la famiglia dei Lorenzani divenne proprietaria di numerosi edifici di Castel Tonini. Antonio Lorenzani si sposò nel 1660 con Elisabetta del fu Francesco Tonini. Elisabetta, che aveva una sorella monaca di nome Francesca Felice, divenne quindi l'erede di estesi possedimenti. Antonio Lorenzani ed Elisabetta ebbero un figlio di nome Ranieri Maria Lorenzani, che diventò un personaggio di rilievo nel Settecento.

In seguito, l'eredità dei Lorenzani passò alla famiglia dei Serughi di Forlì. Dopo due generazioni i Serughi non ebbero più discendenza e i loro possedimenti furono ereditati dalla famiglia degli Schiavini Cassi; da quel momento il Castel Tonini fu chiamato il Castello Schiavini Cassi. …

Il Castel Tonini a partire dall'Ottocento ad oggi

Nei primi anni dell'Ottocento gli edifici nel Castel Tonini erano circa 80; i proprietari appartenevano alle famiglie dei Tonini, dei Lorenzani, dei Giunti e dei Caturegli. Dopo varie restaurazioni e modifiche tenute in questo periodo, furono rimossi diversi stemmi antichi.

Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento le famiglie tradizionali abbandonarono il castello. La Villa Medicea fu acquistata da Giovanni Danielli, mentre palazzo Tonini da suo fratello Francesco Danielli. I palazzi disposti nella via Marianini vennero acquistati dalle famiglie Frullani e Belloni Filippi dalla parte dei fratelli Giunti, Ferdinando, Niccola e Luigi.

Anche le due strade principali, inizialmente denominate "Via del castello", cambiarono nome diventando via San Rocco e via Annibale Marianini. Fu inoltre ristrutturata la chiesa di San Rocco. Un'importante ristrutturazione fu conclusa nel 1900, dando al castello l'aspetto attuale, in stile neogotico. In quella ristrutturazione vennero costruiti la merlatura in stile guelfo, un corridoio al secondo piano con finestre bifore gotiche con una lunga galleria che conduce lungo i fianchi del castello e un'uscita di sicurezza. Il castello fu anche collegato ad un acquedotto proveniente dalla fontina storica del Mariotto.

I proprietari delle terre e degli oliveti e castagneti in questo periodo erano le famiglie dei Ceccarelli, dei Caturegli, dei Doveri e dei Filippi.

Intorno alla metà del Novecento all'interno del Castel Tonini erano inoltre attive diverse attività artigianali. Iniziò infatti in questo periodo la produzione e vendita delle ceste per damigiane da vino o per bottiglioni di liquori. Gli ideatori di questa nuova produzione furono in molti, e ogni socio lavorava nella propria abitazione. Era anche presente un'attività di schiappatura dei pedoni, per la trasformazione di tronchi bagnati in ceste, meccanizzata a partire dal 1952 dai fratelli Valdiserra. La cooperativa dedicata cessò le attività nel maggio del 1965.

Attualmente, il Castel Tonini appartiene al Comune di Buti. Alla fine del 2021, con l'avvio dei lavori del primo lotto, che comprende la torre, è iniziata una profonda ristrutturazione del complesso.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castel Tonini».

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Castel ToniniVia Annibale Marianini
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Domande frequenti

Dove si trova Castel Tonini?

Castel Tonini si trova nel comune di Buti, in provincia di Pisa (Toscana), all'indirizzo Via Annibale Marianini. Coordinate: 43.72614, 10.58663.

Cosa vedere vicino a Castel Tonini?

Nei dintorni si trovano: Villa medicea di Buti (a 100 m), Teatro Francesco di Bartolo (a 300 m), Rocca di Vicopisano (a 3 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. Buti 012 — Bellinagiuseppe, CC BY-SA 4.0
  2. Castel Tonini, torre — sailko, CC BY-SA 3.0
  3. Buti 011 — Bellinagiuseppe, CC BY-SA 4.0
  4. Buti, piazza 05 — sailko, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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