Foto: Davide Papalini, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Castello
- Stile
- Architettura medievale
- Superficie
- 300 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°08′08″ N, 10°01′16″ E
- Indirizzo
- Via Papiriana, 2
Storia e descrizione
Il castello Malaspina è una dimora storica vincolata dalla Soprintendenza per i beni artistici e architettonici. Si trova nel paese di Fosdinovo in provincia di Massa Carrara, nella regione storica della Lunigiana. Nel novero dei Castelli lunigianesi, è la struttura più grande e meglio conservata, oggetto d'una intensa campagna di restauro nel 1960–1965 che ha sanato le devastazioni causatevi dalla Seconda guerra mondiale.
Il castello di Fosdinovo è stato residenza principale del Marchese di Fosdinovo, appartenente ad uno dei rami dei Malaspina dello Spino Fiorito, dal XIV al XVIII secolo, ed è oggi proprietà della famiglia Torrigiani-Malaspina, discendente per via femminile dai Malaspina. La struttura è visitabile e completamente ammobiliata.
Storia
La costruzione dell'imponente fortezza, che si fonde perfettamente con la roccia arenaria, ebbe inizio nella seconda metà del XII secolo, anche se si parla del Castrum Fosdinovense già in un documento di Lucca del 1084. Quello di Fosdinovo, come vale per le strutture fortificate di Marciaso e Ponzanello, fu dunque una delle tante erigende militari che testimoniarono il diffondersi, nella Lunigiana storica, del fenomeno dell'incastellamento.
Inizialmente, la struttura fu innalzata a dominio e difesa del primitivo castrum di Fosdinovo e retta dalla popolazione locale per conto della diocesi di Luni i cui vescovi-conti contesero ferocemente, sino al principio del XIV secolo, il controllo territoriale tanto ai neonati Comuni quanto alle varie schiatte nobiliari della zona. L'ultimo di questi vescovi-conti, Antonio Nuvolone da Camilla (c. 1297–1307), coinvolto in una lunga contesa con il potente casato dei Malaspina chiusa dalla Pace di Castelnuovo (1306) negoziata da Dante Alighieri, amico di Moroello Malaspina, nominò però quale suo erede testamentario proprio il marchese di Mulazzo Franceschino Malaspina e membri dei Malaspina furono i suoi immediati successori alla cattedra vescovile.
Nel 1221, quando la schiatta dei Malaspina divise il vasto dominio familiare, esteso nel XII secolo su gran parte dell'arco appenninico emiliano-ligure, in due rami, i Malaspina dello Spino Secco (cui a titolo di es. appartenevano i predetti Morello e Franceschino Malaspina) e quelli dello Spino Fiorito, a questi ultimi fu assegnato, fra gli altri, il feudo di Fosdinovo. Come anticipato, però, Fosdinovo e le sue terre furono per diversi decenni oggetto di un'intricata contesa tra i Malaspina ed i vescovi-conti di Luni, nel corso della quale non è da escludere che il feudo sia stata concesso dai Malaspina stessi a famiglie fedeli quali i Cattanei, i Vicedomini ed altri, poi appellati genericamente come "Nobili di Fosdinovo". …
Architettura
Il castello di Fosdinovo è visitabile e completamente ammobiliato.
La planimetria del complesso sviluppa su di una pianta quadrata con quattro torri rotonde orientate, un bastione semicircolare, due cortili interni (uno centrale ed uno discosto), camminamenti di ronda sopra i tetti, giardini pensili, loggiati ed un corpo di guardia/rivellino proiettato verso il borgo di Fosdinovo, detto anticamente “lo Spuntone”.
Protetta in origine da un ponte levatoio, la porta d'ingresso duecentesca introduce in un piccolo cortile in stile romanico dove una colonna marmorea, anch'essa del Duecento, ne sostiene i loggiati superiori. Dal cortile, dove in epoca rinascimentale erano posti i cannoni, partono le larghe rampe di scale, percorribili anche a cavallo, che conducono a quello più grande e centrale. Questo presenta un elegante porticato rinascimentale con colonne in pietra, un pozzo ed un bel portale cinquecentesco in marmo da cui inizia il percorso per raggiungere le sale.
Le sale del castello, arredate ed affrescate alla fine del XIX secolo per opera degli ultimi Malaspina, sono: la Sala d'ingresso; la Sala da pranzo col grande camino settecentesco e le ceramiche da farmacia del Seicento; la Sala del trono; il Salone con gli attigui salotti; e la Camera del trabocchetto con la sottostante camera delle torture. I piani superiori sono contraddistinti da altre sale arredate.
Nella più antica torre di levante, si trova la cosiddetta “camera di Dante”, dove, secondo la tradizione, dormì il Sommo Poeta quando fu ospitato nel castello durante il periodo di esilio. Gli affreschi presenti nel grande salone centrale raffigurano proprio l'antica amicizia di Dante con i Malaspina, ricordata da Giovanni Boccaccio.
Leggende
Sul castello aleggiano alcune leggende. La più celebre è quella di Bianca Maria Aloisia Malaspina († 1690, o XIII secolo in altre versioni), figlia del marchese Giacomo II Malaspina o di un antenato di Spinetta Malaspina, che sarebbe stata murata viva nel castello dal suo stesso padre, a causa di una relazione con uno stalliere.
Giacomo II morì in realtà nel 1663; a parte la leggenda, era considerato dedito agli eccessi e accusò il figlio Andrea di tentato parricidio. Uno dei suoi figli e successori, Ippolito, fu ucciso dal fratello Ferdinando, che fu poi giustiziato.
Un'altra leggenda è quella della marchesa Pallavicino, che avrebbe ucciso i suoi numerosi amanti facendoli precipitare in una botola posta ai piedi del letto, dopo essersi intrattenuta con loro; si racconta che dalla stanza detta "del trabocchetto", la marchesa Cristina Adelaide Pallavicino (1652–1723), donna malvagia e lussuriosa, eliminasse i suoi amanti facendoli cadere nella botola situata ai piedi del letto. Proprio i trabocchetti erano una caratteristica del castello: ne esistevano tre, due nel loggiato che dava sull'orto ed uno nella torre d'angolo; alla loro base erano infissi affilati coltelli con la punta rivolta verso l'alto, di modo che lo sventurato, una volta caduto dalla botola attivata con una molla, veniva colto immediatamente dalla morte. Oltre a questi tremendi strumenti di tortura, ne esisteva un altro ancor più terribile: un braccio di ferro sporgente dal muro della torre cui era applicata una carrucola ed un anello murato in terra, collegati da una corda, per appendervi il torturato e lasciarvelo, sotto gli occhi di tutti, finché non fosse morto.
Diversi testimoni raccontano di aver assistito a fenomeni paranormali nel castello e di aver visto il fantasma di Bianca Malaspina.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castello Malaspina».
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Domande frequenti
Dove si trova Castello Malaspina?
Castello Malaspina si trova nel comune di Fosdinovo, in provincia di Massa-Carrara (Toscana), all'indirizzo Via Papiriana, 2. Coordinate: 44.13567, 10.02118.
Cosa vedere vicino a Castello Malaspina?
Nei dintorni si trovano: Museo audiovisivo della Resistenza (a 1,9 km), Villa Malaspina (a 3,8 km), Castello di Castelnuovo Magra (a 3,9 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 8 foto
- Fosdinovo-castello Malaspina1 — Davide Papalini, CC BY-SA 3.0
- Castello Malaspina e paese — LuiRossini, CC BY-SA 4.0
- Castello Malaspina vista parcheggio — LuiRossini, CC BY-SA 4.0
- Fosdinovo-castello Malaspina2 — Davide Papalini, CC BY-SA 3.0
- Malaspina landescape — LuiRossini, CC BY-SA 4.0
- Fortezza di Fosdinovo — G. Bertini, Public domain
- Fosdinovo 3 — Jwslubbock, CC BY-SA 4.0
- Gebrüder Alinari - Die Burg von Fosdinovo (Zeno Fotografie) — Gebrüder Alinari, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze