Castel Manfrino
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Castello

Castel Manfrino

Castello nel comune italiano di Valle Castellana (TE)

Valle Castellana (TE), Abruzzo

Indicazioni

In breve

Tipo
Castello
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
42°44′51″ N, 13°35′23″ E

Storia e descrizione

Castel Manfrino è un castello in rovina sito in località Sella di Castel Manfrino, nelle vicinanze della frazione di Macchia da Sole, nel territorio comunale di Valle Castellana, in provincia di Teramo, in Abruzzo, compreso nel parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Storia

Il castello fu edificato sui resti di un'antica fortezza romana, costruita a difesa della strada che si dipartiva dalla Via Salaria nei pressi di Amatrice e, attraverso il cosiddetto Passo di Annibale, sboccava nella pianura di Campovalano. Costruito in epoca bassomedievale tra il XII e il XIII secolo, deve il suo nome al re Manfredi di Svevia, figlio di Federico II. Lo storico ascolano Secondo Balena cita anche le nomenclature di Castello di re Manfredi e Castel Manfredino divenuti col trascorrere del tempo Castel Manfrino. Nei documenti è menzionato anche come Castrum Maccle, il castro di Macchia, mentre nel Catalogus baronum è indicato come feudo di Macclam in Asculo.

Il fortino servì come punto di osservazione e avvistamento per controllare il tracciato della strada che risaliva dal versante sud della montagna dei Fiori e che dalla località di Civitella del Tronto giunge fino al monte da cui era possibile osservare il versante nord dove si trova la città di Ascoli Piceno.

Il castello fu eretto per volere di Manfredi di Sicilia su antecedenti costruzioni fortificate per controllare, insieme con la fortezza di Civitella del Tronto, le sole strade che attraversavano le montagne e che collegavano Ascoli Piceno a Teramo, meglio conosciute come i "percorsi dell'Abruzzo Ascolano".

Durante il XIII secolo, a seguito della scomparsa di Manfredi, il fortino passò ad Armellino di Macchia, figlio di Giacomo, in seguito scacciato e considerato ribelle. A questi si avvicendò Pietro d'Isola, angioino, che fu ucciso durante l'attacco che gli ascolani posero in essere ai suoi danni comandati dal suo predecessore Armellino. Gli ascolani sferrarono l'attacco a seguito degli innumerevoli contrasti che si generarono con Carlo I d'Angiò e il castello fu per lunghi periodi oggetto di aspre contese per vantare gli antichi diritti. Nel 1273 fu dato in feudo a Riccardo di Agello. …

Descrizione

I ruderi si trovano a 963 m di altitudine, su uno sperone roccioso a picco sulla sommità del dirupo che domina il corso del fiume Salinello.

L'altura si eleva fra i monti Gemelli, ossia tra la montagna dei Fiori e la montagna di Campli. Il luogo, strategico e panoramico, offre un'ampia veduta sulle valli sottostanti, idoneo al controllo e all'avvistamento sui percorsi che si snodano nel territorio compreso tra la valle del Salinello e il fosso di Rivolta.

La pianta del castello si sviluppa con orientamento longitudinale da nord verso sud. Le mura esterne dell'opera fortificata sono state edificate sfruttando al meglio la naturale difendibilità del luogo e seguendo il profilo dello sperone roccioso che le ospita. Non presentano altre aperture oltre il solo ingresso al recinto.

Realizzate con pietre di fiume cementate e levigate solo verso la parte esterna, si allungano per circa 120 metri e l'interno dell'area contenuta sviluppa una larghezza variabile da 8 a 20 metri. Lo spessore delle mura è compreso tra i 50 cm e il metro. La struttura non presenta bastioni, forse originariamente presenti solo in prossimità dell'ingresso rivolto a nord.

Diametralmente opposta all'ingresso, ancora parzialmente conservata e visibile, la torre che non aveva aperture di accesso alla base, articolata su più piani suddivisi con ballatoi di legno e utilizzata sia come residenza del castellano sia come luogo di difesa in caso di necessità. Di questa, a base quadrangolare con lato di circa 10 metri, restano il primo piano e la cisterna, la parte superiore si compone solo di qualche moncone murario, sui lati est e ovest, e una parete esposta ovest. Si allungano oltre la sua base anche sagome di altre stanze che raggiungono la base di una seconda torre, quella centrale alta circa una decina di metri. L'esterno di questa torre mostra una cappa fuligginosa, che sarebbe stato il luogo dove si bolliva l'olio da versare sui nemici. Ad avvalorare questa ipotesi si aggiunge il ritrovamento di due caldaie nel sottostante torrente Rivolta. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castel Manfrino».

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Come arrivare

Marino del Tronto-FolignanoTreno, la più vicina
11,3 km in linea d’aria
Castel Manfrino

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Domande frequenti

Dove si trova Castel Manfrino?

Castel Manfrino si trova nel comune di Valle Castellana, in provincia di Teramo (Abruzzo). Coordinate: 42.74737, 13.58983.

Cosa vedere vicino a Castel Manfrino?

Nei dintorni si trovano: Abbazia Santa Maria in Montesanto (a 6,6 km), Nina, museo delle arti creative tessili (a 6,8 km), Civitella del Tronto (a 6,8 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Castel Manfrino — Lucio De Marcellis, The original uploader was Luciodem at Italian Wikipedia., CC BY-SA 3.0
  2. Castel Manfrino (TE) - camminamento — Interminatispazi, CC BY-SA 4.0
  3. Castel Manfrino (TE) - mura 096 — Interminatispazi, CC BY-SA 4.0
  4. Castel Manfrino (TE) - panorama 015 — Interminatispazi, CC BY-SA 4.0
  5. Castel Manfrino (TE) - panorama dalla torre nord — Interminatispazi, CC BY-SA 4.0
  6. Castel Manfrino (TE) - particolare affresco 025 — Interminatispazi, CC BY-SA 4.0
  7. Castel Manfrino (TE) - particolare del corpo di fabbrica interno recinto 082 — Interminatispazi, CC BY-SA 4.0
  8. Castel Manfrino (TE) - particolare di un muretto di interno recinto 089 — Interminatispazi, CC BY-SA 4.0
  9. Castel Manfrino (TE) - resti cinzione muraria — Interminatispazi, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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