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In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1829
- Fondatore
- Luigi Tadini
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°48′53″ N, 10°04′21″ E
- Indirizzo
- Via Tadini 40, 24065 Lovere
Storia e descrizione
L'Accademia di belle arti Tadini si trova a Lovere (in provincia di Bergamo) ed è una preziosa testimonianza della cultura del neoclassicismo in Italia.
La Galleria ospita una prestigiosa raccolta d'arte antica, che comprende tra l'altro un importante nucleo di opere di Antonio Canova: il bozzetto in terracotta della Religione per il Monumento a Papa Clemente XIII, la Stele Tadini e una raccolta di oltre trenta incisioni.
Il museo espone dipinti di Lorenzo Veneziano, Jacopo Bellini, Francesco Benaglio, Girolamo da Treviso il Vecchio, Paris Bordon, Bernardino Campi, Jacopo Palma il Giovane, Carlo Francesco Nuvolone, Gian Giacomo Barbelli, Tommaso Pombioli, Liberale da Verona, Paolo Farinati, Antonio Balestra, Angelo Morbelli, Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, Fra Galgario, Francesco Hayez, Lionello Balestrieri, oltre a importanti raccolte di bronzetti, disegni e porcellane.
L'Accademia Tadini fa parte della Rete dell'Ottocento lombardo.
La sede
L'Accademia di belle arti Tadini ha sede a Lovere, nel palazzo neoclassico che si affaccia sulle sponde del Lago d'Iseo e che fu appositamente edificato su progetto di Sebastiano Salimbeni, architetto dilettante, dal conte Luigi Tadini (Verona, 1745 - Lovere 1829) per ospitare le collezioni d'arte e, nell'attiguo Palazzo Barboglio, le scuole di musica e disegno. Il cantiere avviato nel 1820, fu concluso nel 1826.
L'edificio conserva ampie parti dell'originaria decorazione neoclassica, come i fregi sulle pareti e i soffitti dipinti da Luigi Dell'Era nel 1826 a tempera su carta applicata su tela, una tecnica in uso per le scenografie teatrali.
Particolarmente pregevole il gabinetto archeologico, con decorazioni in stile pompeiano ispirate alle decorazioni parietali individuate negli scavi di Pompei e di Ercolano.
La storia
Con il suo testamento (datato 4 marzo 1828), pubblicato il 12 maggio 1829, il conte Luigi Tadini istituì formalmente l'Istituto di belle arti Tadini, con una Galleria per ospitare le collezioni d'arte, la Scuola di musica “istrumentale e vocale” e una Scuola di disegno (tuttora attive).
Antonio Canova e i conti Tadini
Antonio Canova conobbe il conte Luigi Tadini, in viaggio d'affari con il figlio ventunenne Faustino, a Roma, nel proprio studio nel 1794. Da questo incontro nacque il fortunato volumetto di Faustino Tadini, Le sculture e pitture di Antonio Canova pubblicate fino a quest'anno 1795 (Venezia 1796), prima attestazione critica della fama dell'artista alla cui gestazione non fu estraneo l'entourage canoviano.
Segno concreto della stima dell'artista nei confronti della famiglia Tadini fu il dono del bozzetto per La Religione, destinata al monumento a Clemente XIII. Come ebbe a far notare lo stesso D'Este, pochi in Italia potevano vantarsi di possedere una terracotta originale di Canova. Il conte Tadini, dal canto suo, incrementò la propria raccolta acquistando un certo numero di incisioni che riproducevano le opere canoviane. Il fondo loverese, recentemente riscoperto e restaurato, permette qualche significativa aggiunta al catalogo completo.
Intorno al 1818 il conte Tadini, avendo ormai concluso l'allestimento del proprio Museo nel palazzo di Crema, maturò l'ambizioso progetto di arricchirlo con un'opera di Canova. L'interesse del conte Luigi Tadini era rivolto innanzitutto alle “teste ideali”, genere ben noto in Lombardia grazie all'interesse riservato da altri collezionisti. Particolare rilievo assume in questo senso la vicenda del bresciano Paolo Tosio, i cui rapporti con il conte Tadini sono facilmente intuibili a fronte della comune frequentazione dell'Ateneo di scienze, lettere ed arti bresciano.
Fu Antonio Canova a suggerire al conte Tadini che desiderava una sua opera l'esecuzione di una stele in memoria di Faustino. Il gesso originale è conservato presso i Musei Civici di Bassano del Grappa. Eseguita tra il 1819 ed il 1821, la Stele Tadini rappresenta forse l'ultimo capolavoro dell'artista, che rielabora il tema della dolente già impostato nella precedente Stele Volpato (Roma, Santi Apostoli), trasfigurando il ricordo del tragico episodio nel quale scomparve Faustino Tadini una commossa elegia. Il tema va senz'altro messo in rapporto con il dibattito sul significato della memoria e dei monumenti funerari che in quegli anni vedeva impegnati sul fronte letterario Ugo Foscolo, Ippolito Pindemonte e Pietro Giordani. …
La collezione di porcellane
Ordinati in vetrine ottocentesche, gli oggetti in porcellana acquistati dal conte Luigi Tadini nel corso dei suoi viaggi (a Napoli tra il 1793 ed il 1797, a Parigi nel 1802) o durante i ripetuti soggiorni a Milano e a Venezia, come testimonianza delle diverse manifatture italiane ed europee, e rappresentano uno snodo importante per lo studio del collezionismo di porcellane in Lombardia.
La collezione comprende innanzitutto un grande servizio da tavola per dodici persone prodotto nella manifattura parigina di Jean Baptiste Locré nell'ultimo decennio del Settecento e rimasto in uso in palazzo almeno fino al quarto decennio dell'Ottocento Accademia di Belle Arti TADINI: Opere. La manifattura parigina produceva porcellana "allemande", come raccontavano le pubblicità apparse sui giornali dell'epoca, e al modello sassone si ispirano sia il decoro dei piatti, con fiori "au naturel", sia la marca, due fiaccole incrociate, facilmente confondibili con le celeberrime spade blu di Meissen. Continuamente incrementato per adeguarlo all'uso, il servizio rappresenta il nculeo principale, accanto al quale si contano numerosi esempi di porcellane provenienti da manifatture parigine, quali Rue Thiroux, Nast, Darte, e naturalmente Sèvres. Non poteva mancare uno scelto gruppo di porcellane di Meißen, Vienna e altre fabbriche dell'impero. Per qualità e coerenza, si impone il gruppo dedicato a Napoli, che comprende uno straordinario nucleo di sei tazze realizzate a (Capodimonte e attribuite al decoratore Giovanni Caselli), mentre la produzione della Reale Fabbrica Ferdinandea, poi nota come Real Fabbrica di Napoli, documenta il gusto per l'antico e l'attenzione alle vedute del Regno. Tra i capolavori è il gruppo di Filippo Tagliolini con Il giudizio di Paride, cui vanno aggiunti i due busti di Berenice e di Marco Emilio Lepido. Completano la raccolta i prodotti della manifattura Franchini di Este e i biscuits di Giovanni Volpato.
Attraverso l'esame della collezione si segue il passaggio dallo stile rococò settecentesco al neoclassico. A questo si aggiungono pezzi che provengono dal corredo di casa del conte Tadini, compresi alcuni pezzi di uso frequente, come il gruppo di ceramiche bianche prodotte dalla Manifattura Bottaini a Sovere.
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Domande frequenti
Dove si trova Accademia Tadini?
Accademia Tadini si trova nel comune di Lovere, in provincia di Bergamo (Lombardia), all'indirizzo Via Tadini 40, 24065 Lovere. Coordinate: 45.81481, 10.07255.
A quando risale Accademia Tadini?
La datazione indicata da Wikidata è: 1829.
Cosa vedere vicino a Accademia Tadini?
Nei dintorni si trovano: Lovere (a 300 m), Castello di Qualino (a 1,8 km), Castello di Ceratello (a 2,4 km).
Fonti e licenze
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Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
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Crediti delle 9 foto
- Lovere Accademia Tadini — CC BY-SA 3.0
- ACCADEMIA TADINI 3 — Adelio Gregori, CC BY-SA 4.0
- Accademia Tadini a Lovere (xilografia) — Unknown author Unknown author, Public domain
- Lovere - Accademia Tadini - 2023-09-14 17-58-44 001 — Metis designer, CC BY-SA 4.0
- Lovere - Accademia Tadini - 2025-09-14 22-20-14 001 — Roberta_Pelleriti, CC BY-SA 4.0
- Organ, music room, Accademia di Belle Arti Tadini — Rmpbedford, CC BY-SA 4.0
- BG-Lovere-259-Galleria-Tadini-prospetto-sul-lago — Albertomos, Public domain
- BG-Lovere-chiesetta-mausoleo-conti-Tadini — Albertomos, CC BY-SA 3.0
- Lovere1 — Adrian Michael, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze