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Foto: Zitumassin, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero, XI secolo
Abbazia di San Liberatore a Maiella
Abbazia italiana
Serramonacesca (PE), Abruzzo
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Medioevo, XI secolo
- Stile
- Architettura romanica
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 42°14′08″ N, 14°05′60″ E
- Indirizzo
- Via per la Badia di San Liberatore a Maiella
Storia e descrizione
L'abbazia di San Liberatore alla Maiella, ubicata nel comune di Serramonacesca in provincia di Pescara, è uno dei più antichi monasteri dell'Abruzzo.
Divenuta monumento nazionale dal 1902, l'abbazia non sembrerebbe dedicata a san Liberatore vescovo e/o martire, bensì a Gesù Cristo il santissimo salvatore e liberatore, cui era effettivamente intitolato l'altare principale.
Storia
La fondazione di questa abbazia viene fatta risalire all'opera di Carlo Magno (di cui la chiesa conserva raffigurazione in un frammento di affresco); in realtà possediamo solo una falsificazione in forma di copia semplice dell'anno 798, confezionata alla metà del XII secolo, nella quale Carlo Magno su domanda dell'abate Teodemaro di Montecassino conferma allo stesso monastero cassinese i beni e le immunità, tra i quali la chiesa di San Liberatore, già a lui conferiti da suo padre Pipino e da Carlo, fratello di quest'ultimo.
La prima attendibile testimonianza documentaria circa San Liberatore è il Memoratorium dell'abate cassinese Bertario di Montecassino (856-883), una delle cui redazioni è contenuta nella Chronica sacri monasterii casinensis di Leone Marsicano, dove sono indicate le ormai numerose pertinenze liberatoriane (terre, chiese, monasteri).
Qui appare come a San Liberatore nel IX secolo facesse capo un patrimonio che si estendeva dalla Maiella all'Adriatico tra le valli del Sangro e del Pescara, abbracciando l'area degli odierni territori di Serramonacesca, Manoppello, Roccamontepiano, Fara Filiorum Petri. La fabbrica fu innalzata nell'anno 1007 per volere del monaco Teobaldo su una costruzione preesistente databile intorno al IX secolo. E proprio a Teobaldo, che ristrutturò radicalmente la chiesa e gli edifici della comunità, si deve un Commemoratorium, cioè un inventario testamentario nel quale, prima come preposito di San Liberatore, poi in qualità di abate di Montecassino (dal 1022), egli attesta il suo impegno edilizio per San Liberatore, oltre che la dotazione liturgica e l'attività scrittoria da lui promosse in favore della chiesa monastica maiellese. Lo stesso Teobaldo fu seppellito presso tale monastero, e nello stesso luogo fu sepolto nel 1055 anche un altro abate cassinense, Richerio, morto in Aterno (Pescara) durante un viaggio compiuto in compagnia del conte di Chieti Trasmondo III. Intorno al 1070 la chiesa venne completamente rinnovata per volere dell'Abate cassinense Desiderio e sotto la diretta cura di Adenolfo, monaco e preposto dell'epoca. Tra alterne vicende, in pratica dal IX sino alla fine del XVIII secolo, San Liberatore, che rimase sempre una prepositura dipendente dall'abbazia cassinese, costituisce appunto il polo intorno al quale gravita la presenza di Montecassino in Abruzzo, come testimonia proprio la documentazione relativa al monastero majellese che comprende oltre 800 unità. …
Architettura
L'abbazia si trova immersa in uno scenario di suggestivo valore naturalistico, si presenta con una facciata bianca equilibrata nei volumi e affiancata da un campanile a pianta quadrata sviluppato in tre piani traforati da monofore, bifore e trifore. La facciata ha uno schema disegnato da rilievi verticali con un gusto lombardo.
La ripartizione interna dell'impianto basilicale è a tre navate con sette arcate a tutto tondo che insistono su pilastri quadrangolari.
Al presbiterio si accede attraverso tre archi di trionfo (manca quello centrale), che poggiano su piloni a forma di croce e terminanti con belle decorazioni a ovuli e dentelli; questo stesso tipo di decorazione divide in senso orizzontale le muraglie della navata centrale sino a portarsi sull'abside, terminando in tre ordini circolari.
Il soffitto è a capriate lignee; nella navata sinistra si scorgono gli originari accessi al chiostro e alla residenza del monastero, rappresentate da due porte decorate; è possibile notare sull'architrave della seconda porta il caratteristico motivo a fiori tipico del romanico abruzzese.
Il pavimento della navata centrale presenta una bella e rara composizione geometrica policroma databile intorno al 1200, mentre gli affreschi che ornavano il catino dell'abside, un tempo uniti, oggi sono ammirabili separatamente dopo l'ultimo restauro; il primo, posizionato su pannelli è del XVI secolo e raffigura il monaco Teobaldo, fondatore dell'abbazia, il secondo, più antico (XII secolo), rimasto nella sua posizione originaria presenta tracce di figure di santi.
L'ambone si presenta a cassa di forma quadrata e presenta notevoli somiglianze con la pari struttura dell'Abbazia di San Clemente a Casauria e di San Pelino a Corfinio.
Affreschi
Nella chiesa di San Liberatore sono conservati due cicli di affreschi medievali, risalenti ad epoche diverse. Lo stato di grave usura in cui si presentano oggi è dovuta soprattutto all'assenza di un tetto per lungo periodo. Nel Cinquecento furono ricoperti da altre pitture che recentemente sono state staccate e affisse su pannelli esposti nella navata destra. L'affresco più antico risale al periodo dell'abate francese Bernardo Ayglerio, nella seconda metà del XIII secolo.
Seppur stilisticamente diversi, i due cicli trattano lo stesso tema, cioè illustrare e difendere i privilegi, i possedimenti e i diritti feudali dell'abbazia stessa. Le pitture duecentesche dell'abside rappresentano episodi inerenti alla storia del monastero: un monaco (probabilmente Teobaldo) che offre un modellino della chiesa a San Benedetto, Sancio di Villa Oliveti che dona le sue proprietà al monastero, Carlo Magno e (forse) il giovane figlio Pipino mentre confermano il monastero all'ordine benedettino.
Al centro vi era San Benedetto che regge con la mano destra il pastorale di Vescovo-Abate della diocesi di Cassino, che oggi è solo parzialmente riconoscibile. Di autore ignoto, secondo alcuni un certo Teodino, quest'opera rappresenta un'importante testimonianza di pittura gotica. Gli affreschi cinquecenteschi sono invece un esempio di influenza lombarda e veneta.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Abbazia di San Liberatore a Maiella».
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Domande frequenti
Dove si trova Abbazia di San Liberatore a Maiella?
Abbazia di San Liberatore a Maiella si trova nel comune di Serramonacesca, in provincia di Pescara (Abruzzo), all'indirizzo Via per la Badia di San Liberatore a Maiella. Coordinate: 42.23548, 14.09996.
A quando risale Abbazia di San Liberatore a Maiella?
La datazione indicata da Wikidata è: XI secolo.
Cosa vedere vicino a Abbazia di San Liberatore a Maiella?
Nei dintorni si trovano: Castel Menardo (a 1,3 km), Pretoro (a 4,1 km), Necropoli del Crocifisso (a 4,1 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- San Liberatore Serramonacesca 1 — Zitumassin, CC BY-SA 4.0
- Abbazia di san Liberatore a Maiella (PE) - panoramio — Fabio Poggi, CC BY 3.0
- Architrave, Abbazia di san Liberatore a Maiella (PE) - panoramio — Fabio Poggi, CC BY 3.0
- Abbazia di San Liberatore a Majella (36356240480) — Gigi L. Filice, CC0
- Archi della Basilica di San Liberatore a Maiella - panoramio — maury3001, CC BY 3.0
- Basilica di San Liberatore a Maiella - panoramio — maury3001, CC BY 3.0
- Retro della Basilica di San Liberatore a Maiella - panoramio — maury3001, CC BY 3.0
- AbrSanLiberatoreAMajella1 — Ziegler175, CC BY-SA 4.0
- Serramonacesca - panoramio — Pietro Valocchi, CC BY 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze