- UNESCO
Foto: Mattana, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Medioevo, 616
- Stile
- Romanico lombardo
- Dedicato a
- Maria
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 46°07′26″ N, 9°19′54″ E
- Indirizzo
- via Abbazia di Piona, 55, 23823 Colico
Storia e descrizione
L'abbazia di Piona, o priorato di Piona, è un'abbazia italiana che si trova sulla sponda lecchese del lago di Como, nel territorio del comune di Colico.
L'abbazia sorge sull'estremità della penisola detta Olgiasca che, protendendosi nel Lago di Como, forma una caratteristica insenatura.
Lo scenario
La primitiva chiesa dedicata a Santa Giustina sorse in età medievale, intorno agli anni 616-617; ad essa sarebbe seguita, alcuni secoli più tardi, la fondazione di un priorato, con il suo complesso abbaziale, che faceva capo a Cluny ed al suo movimento riformatore.
Il posto, per quanto decentrato, si trovava lungo una rotta militare particolarmente strategica per il tempo, importanza che mantenne anche in età moderna e contemporanea e per il cui possesso si schierarono eserciti locali, regali ed imperiali.
Si tratta della strada che collega, attraverso la Valtellina, il milanese e quindi l'Italia centro-settentrionale all'Europa e che per questo rivestiva un'importanza strategica decisiva. Il suo possesso assicurava a quanti ne avevano il controllo la porta d'accesso più agevole verso il cuore dell'Europa.
Così fu per i Celti poi per i Romani, i Longobardi, i Franchi, gli Ottonidi per arrivare a Carlo V che attraverso essa univa la Spagna alle Fiandre, per finire con i napoleonici ed, in tempi più recenti, con le truppe naziste in rotta verso la Germania sconfitta.
Tra questa strada ed il priorato si erge il promontorio del Montecchio che lo nasconde e ne rende difficile il raggiungimento.
La storia
Le prime notizie storiche risalgono al VII secolo, a un cippo coevo, ora sistemato sotto i portici dell'abbazia, che testimonia la costruzione di un oratorio voluto da Agrippino, tredicesimo vescovo di Como:
Secondo alcuni, il rudere di un'abside che ancora svetta dietro l'attuale chiesa di San Nicola apparterrebbe a questo primitivo edificio cultuale, anche se un'osservazione del modo in cui la struttura fu edificata lascia intendere una struttura costruita tra i secoli XI e XII.
Gli storici si sono esercitati sulle reali intenzioni di Agrippino e sulla destinazione di quello che potrebbe essere stato un asceterio, ma tutte le ipotesi rimangono senza risposta. Forse Agrippino voleva solamente erigere una chiesa in onore di Santa Giustina o creare un plesso monastico magari femminile o forse un posto dove ritirarsi in preghiera e meditazione in attesa dell'ultimo passaggio. Non aiuta neanche il lemma Oratorium inciso nel cippo, dati i suoi molteplici significati.
Ad ogni modo, la più antica attestazione documentale del priorato cluniacense di San Nicolò è del 1264.
La chiesa di San Nicola
Nell'attuale Piona esistono due edifici: l'odierna chiesa di San Nicola, costituente il vero e proprio nucleo edilizio del Priorato di Piona, e in posizione retrostante resti di un primitivo edificio ossia un rudere di una porzione di abside che può ragionevolmente essere attribuita all'oratorium voluto da Agrippino.
Sono resti che, per le loro dimensioni, fanno pensare a un edificio piccolo e raccolto, degradato col tempo e quindi distrutto, che così ha fatto posto al successivo edificio dedicato a San Nicola.
Della costruzione di quest'ultimo non si ha una datazione certa né una documentazione storica che ne testimoni attori ed intenzioni.
Agli inizi del XX secolo è stata casualmente scoperta un'iscrizione all'interno della chiesa che affermava che la stessa era stata consacrata nel 1138 alla Vergine, dal che si deduce che a quella data l'edificio, ora dedicato a San Nicola, esisteva già. Oscuro rimane il passaggio dedicatorio dalla Vergine a San Nicola.
Nel corso del XII secolo, la chiesa di San Nicola fu allungata dalla parte dell'attuale facciata, modifica che andò ad incorporare un precedente atrio.
Altre date certe sono quelle del 1252 e 1257 nelle quali due lapidi certificano che fu costruito, per iniziativa del priore Bonacorso da Canova di Gravedona, l'attuale chiostro forse in sostituzione di uno precedente degradato o più piccolo.
Si è pensato che il priorato potesse essere il risultato della traslazione di un più vetusto monastero, quello di San Pietro di Vallate, ma studi hanno respinto tale ipotesi. Rimane più credibile la successione dall'asceterio di Santa Giustina, ormai distrutto, con una nuova dedica conseguente alla diffusione del culto di San Nicola.
L'architettura
L'architettura del complesso abbaziale rientra nel cosiddetto romanico lombardo con influenze transalpine. In alcuni particolari ci sono degli spunti che fanno pensare al gotico francese di ispirazione cluniacense, cosa verosimile tenuto conto dei rapporti con la casa madre, Cluny.
La chiesa, a navata unica terminante in un'abside con copertura a botte affrescata, è lunga circa 20 metri e larga circa 8, il che ne fa una costruzione non grande e raccolta, comunque idonea ad una piccola comunità monastica.
L'edificio attuale è il risultato di un ampliamento, per allungamento, di una precedente chiesa la cui consacrazione risale al 1138, per mano del vescovo di Como Ardizzone I; l'esame delle caratteristiche architettoniche della nuova addizione ne suggerisce per la costruzione il XII secolo. In particolare, la chiesa sarebbe stata allungata verso occidente, andando così a inglobare e a innalzare un atrio che introduceva la facciata dell'edificio originario. L'attuale facciata porta ancora i segni di una realizzazione effettuata in due fasi costruttive distinte, con la parte superiore realizzata in un'epoca più tarda rispetto a quella inferiore. La vetrata nella monofora, collocata nel 1997, è opera di Alberto Ceppi.
La geometria della navata è rettangolare lievemente irregolare con la parte aggiunta non perfettamente in linea con l'asse dei primitivi muri perimetrali.
All'interno della navata trovano posto due leoni stilofori in stile tardoromanico. I leoni, che un tempo facevano parte di un pulpito, sostengono due acquasantiere.
La chiesa ha un campanile quadrato che è stato ricostruito alla fine del XVIII secolo in seguito al crollo del campanile precedente che era di forma ottagonale, su base quadrata, come quello che si trova in Santa Maria del Tiglio a Gravedona; anche la collocazione del campanile era diversa, si trovava sul lato opposto della chiesa e il crollo avvenne a causa della forte pendenza del terreno.
L'abside dell'attuale chiesa, con copertura a piramide, presenta due piccole monofore a doppio sguincio ed è affrescata nella volta con una mandorla, quasi illeggibile, racchiudente un Cristo in maestà con simboli evangelici. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Abbazia di Piona».
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Domande frequenti
Dove si trova Abbazia di Piona?
Abbazia di Piona si trova nel comune di Colico, in provincia di Lecco (Lombardia), all'indirizzo via Abbazia di Piona, 55, 23823 Colico. Coordinate: 46.12376, 9.33158.
A quando risale Abbazia di Piona?
La datazione indicata da Wikidata è: 616.
Cosa vedere vicino a Abbazia di Piona?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Gallio (a 3,2 km), Museo della cultura contadina (a 3,6 km), Palazzo Manzi (a 4 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Colico, Abbazia di Piona 002 — Mattana, CC BY-SA 3.0
- Abbazia di Piona — ExtremeDrew at Italian Wikipedia, Public domain
- Colico, Abbazia di Piona 001 — Mattana, CC BY-SA 3.0
- Gioco medievale Abbazia di Piona — Andreas Lattmann, CC0
- 2007 Piona02 — Chris06, Public domain
- Colico - Kloster Piona - Ave-Maria-Gedenkplatz — Haeferl, CC BY-SA 3.0
- Colico - Kloster Piona - Gedenk- oder Grabstein im Kreuzgang — Haeferl, CC BY-SA 3.0
- Colico - Kloster Piona - Kirche — Haeferl, CC BY-SA 3.0
- Piona4 — No machine-readable author provided. Giorces assumed (based on copyright claims)., Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze