Foto: Chiaralonigo, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Villa San Fermo
Villa nel comune italiano di Lonigo
In breve
- Coordinate
- 45°23′27″ N, 11°23′32″ E
Storia e descrizione
La villa San Fermo (o villa Giovanelli) si trova nel comune di Lonigo (provincia di Vicenza), su un colle a circa 500 metri dal centro cittadino. Superata una breve salita, si trova l'ingresso della villa, ora Istituto dei padri Pavoniani. Attualmente il complesso comprende vari edifici: l'Ingresso dei Fiumi, la Cavallerizza, il teatro, la chiesa con il suo chiostro e la villa.
Storia
L'origine risale al X secolo, epoca in cui una comunità di monaci di San Benedetto di Polirone (Mantova) si insediò in questo luogo, edificandovi un'abbazia e la chiesa di San Fermo e Rustico.
L'abbazia passò poi sotto la giurisdizione dei monaci di San Giorgio in Alga. Il monastero venne soppresso nel 1668 da Clemente IX e nel 1670 venne acquistato da Nicolò Venier, procuratore di San Marco.
In seguito l'abbazia passò ai Contarini per eredità e nel 1834 venne acquistata dai Giovanelli. Nel 1838 Andrea Giovanelli, dopo aver ricevuto il titolo di principe dall'imperatore d'Austria, fissò la sua dimora di campagna a Lonigo, nel cuore delle sue grandi proprietà terriere. I principi Giovanelli trasformarono, con lunghi lavori di abbellimento, il convento in una villa-palazzo in grado di simboleggiare la loro potenza economica.
Ai Giovanelli subentrò nel 1933 l'Ordine dei Gesuiti, ciò per donazione da parte di Ambrogio Viganò, industriale brianzolo, in occasione della consacrazione all'Ordine del figlio Mario e infine, nel 1968, l'Ordine dei Pavoniani, che ne sono gli attuali proprietari.
L'Ingresso dei Fiumi
L'entrata d'onore della villa è il monumentale Ingresso dei Fiumi, progettato dallo scenografo di teatro Francesco Bagnara.
L'opera si compone di due padiglioni, casette a due piani che fungevano da dimora per i portinai, giardinieri ed altri servitori. L'architettura è eclettica con inserimenti di qualche motivo che diverrà consueto nell'architettura liberty.
Bagnara riuscì a creare un'impressione di grande ampiezza in uno spazio piuttosto angusto e delimitato dalla strada e dal colle incombente. L'effetto è dato da due semicerchi che congiungono i padiglioni: sul davanti l'alta cancellata in ferro battuto e sullo sfondo le possenti arcate in muratura.
L'opera prende il suo nome dalle statue poste sopra gli archi, che rappresentano in modo allegorico i principali fiumi italiani. Al centro si trova la statua dell'Italia, assisa sul trono con la corona turrita e lo scettro in mano. Su questa statua compare lo stemma dei Giovanelli con la data 1868, che indica l'anno in cui è stata completata l'opera. Non si conosce il nome dell'autore delle statue.
La scena ricreata da Bagnara è la cavea di un teatro dove sul declivio della collinetta, al posto delle gradinate, c'è la scritta in siepe di bosso San Fermo. Lo sfondo è reso scenografico da un complesso gioco di grotte romantiche.
La Cavallerizza
La Cavallerizza, o maneggio coperto, è stata trasformata in una palestra. Si tratta di un edificio semplice e funzionale, ma comunque in tono con lo stile della villa. L'involucro esterno, con i suoi archetti ciechi e la fila di finestroni, a cornici dentate, è rimasto intatto. Una nuova ala unisce la Cavallerizza e adiacenze allo stabile del teatro.
Il teatro
Era tradizione che le ville di campagna del Settecento avessero un loro teatro, che però spesso si traduceva in una grande stanza dove venivano costruiti solo un palco e, eventualmente, una loggia. I Giovanelli invece vollero avere un vero e proprio teatro, dotato del palcoscenico, della fossa per l'orchestra e della loggia per gli spettatori. L'elegante decorazione pittorica, completamente perduta, era stata eseguita da Luigi Scrosati. Sotto il teatro vi era un ripostiglio per le carrozze.
Il teatro, intitolato a Carlo Goldoni, ha subito nel tempo molte trasformazioni: i Gesuiti lo adibirono ad officina meccanica, venne poi restaurato e alterato, così sparirono logge, pitture e tutta la suppellettile lignea. L'esterno è invece restaurato e intatto, la facciata che si vede dal cortile è scandita da lesene.
Il pavimento murario esterno permette ancora di intravedere qualche traccia gotica dell'antica abbazia di San Fermo.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa San Fermo».
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Domande frequenti
Dove si trova Villa San Fermo?
Villa San Fermo si trova nel comune di Lonigo, in provincia di Vicenza (Veneto). Coordinate: 45.39095, 11.39220.
Cosa vedere vicino a Villa San Fermo?
Nei dintorni si trovano: Teatro Comunale di Lonigo (a 500 m), Santuario Madonna dei Miracoli (a 2,1 km), Villa Mocenigo (a 3,4 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 1 foto
- Villa San Fermo — Chiaralonigo, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze