Villa romana di Santa Marina
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Foto: Ysferaviola, CC0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Villa romana di Santa Marina

Sito archeologico a Petralia Soprana, in Sicilia

Petralia Soprana (PA), Sicilia

Indicazioni

In breve

Coordinate
37°46′24″ N, 14°07′10″ E

Storia e descrizione

La villa di Santa Marina è una villa romana di età imperiale, i cui resti sono situati nell'omonima tenuta, a Pellizzara, frazione di Petralia Soprana, nelle Madonie, in Sicilia, in provincia di Palermo.

Storia degli scavi

La scoperta della villa si deve all'archeologo di Petralia Soprana Gaetano Messineo (1943-2010), la cui famiglia aveva una residenza di campagna nel sito. I primi resti vennero alla luce negli anni 1950 davanti ai suoi occhi di bambino, durante i lavori di impianto di una vigna. A quell'epoca i ruderi vennero ricoperti.

Questa prima impressione fu probabilmente di ispirazione per la sua brillante carriera di archeologo: diresse con successo scavi in numerosi siti del territorio abruzzese e del suburbio romano, in Turchia e in Grecia, nell'isola di Lemno, e operò presso la Soprintendenza Archeologica di Roma nel settore nord-occidentale e presso il Museo Nazionale d'Arte Orientale. Fu anche docente di archeologia classica presso l'Università degli Studi dell'Aquila.

Solo dopo tanti anni nel 2008, riuscì ad intraprendere a Santa Marina i primi scavi mirati che fecero riemergere la villa.

Dopo la sua morte, le esplorazioni sono proseguite nel corso degli anni, promosse dalla Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo in convenzione con l'Associazione Culturale "Gaetano Messineo", nata per proseguire l'opera del professore.

Nel 2013 e 2014 gli scavi sono stati diretti a mettere in luce l'insieme degli edifici, e nel 2019 si sono concentrati sul portico, evidenziando la probabilità di un doppio colonnato. Nello stesso anno sono state effettuate analisi archeo-zoologiche sui vari resti ossei di animali ritrovati durante gli scavi.

Infine nel 2021 sono state ritrovate tracce di attività di lavorazione dell'osso animale.

Datazione

Come emerge dagli studi archeologici, nel sito occupato da un precedente modesto insediamento ellenistico, l'edificio principale venne impiantato in età augustea, tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C., come si deduce dalla scoperta di ceramica sigillata italica nello strato di fondazione. Da allora fu utilizzato fino alla fine dell'età imperiale, epoca in cui, tra il V e il VI sec., avendo subito un incendio e dei crolli (di cui è stata trovata traccia evidente), venne abbandonato e parzialmente distrutto.

Dalle varie tracce di riuso di parti originarie, risulta che il complesso sia stato poi ulteriormente frequentato in età medievale, tra il X e l'XI sec. d.C., e che i suoi ambienti abbiano ospitato alcune sepolture.

L'insediamento è stato pertanto utilizzato nell'arco di 1300 anni, dall'inizio dell'impero romano sino all'epoca della dominazione araba della Sicilia e della successiva conquista normanna.

Descrizione generale

Il sito è molto più ampio di quanto ora emerge, per soli 450 mq. circa. Infatti le strutture continuano oltre il limite attuale dello scavo. Si tratta di un complesso di edifici che si sviluppa su terrazze, su due livelli, seguendo l'inclinazione del pendio su cui sorge, come era tipico delle ville romane sin dalla loro origine.

Gli svariati vani si dispongono intorno a quello che potrebbe essere stato un peristilio, un ampio spazio delimitato da un portico aperto a sud-ovest, con colonnato in pietra calcarea, probabilmente doppio e battuto sabbioso. Sul fronte del portico, esposto al sole, è emersa la passata presenza di una scalinata.

Ma sono emerse anche delle precise tracce di attività artigianali in loco: delle macine, dei resti animali ossei della fauna boschiva locale (parte di un palco di cervo) oggetto di lavorazione.

Sono state ritrovate anche due tombe ad inumazione in fossa terragna prive di oggetti di corredo.

Contesto geografico e topografico

L'area (700-900 m s.l.m.) si trova al centro di un'ampia zona fertile e riparata dai venti, a poca distanza da una sorgente e dal fiume Alto Salso o Pellizzara, ramo sorgentizio dell'Imera Meridionale. Questo fiume in antichità era navigabile: le chiatte trasportavano a valle granaglie e altri prodotti agricoli, il legname e il salgemma della vicina miniera di Petralia Soprana, uno dei giacimenti più grandi d'Europa, sfruttato già ai tempi dei romani e citato da Vitruvio. In epoca romana il sale valeva quanto l'oro, come merce di scambio, tanto da dare origine alla parola salario.

Il sito non dista molto da vari insediamenti romani: quello tardo antico di Contrada Muratore (Castellana Sicula), quello di Monte Alburchia (Gangi) e infine quello di Balza Areddula (Alimena).

Quanto alla viabilità, a poca distanza passava l'antica via del sale, importante tracciato connesso al trasporto di questo minerale, e inoltre nei pressi di Raffo, l'Alto Salso era attraversato da una antica pista di traffici commerciali divenuta poi la regia trazzera della zingara o dei forestieri, con un antico fondaco (da dove il toponimo Cozzo del Fondaco), ove sono stati ritrovati materiali antico-romani. In breve, una zona naturalmente vocata all'attività agro-pastorale e ad attività connesse allo sfruttamento del sale, ed inoltre ben collegata con il resto della Sicilia.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa romana di Santa Marina».

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Domande frequenti

Dove si trova Villa romana di Santa Marina?

Villa romana di Santa Marina si trova nel comune di Petralia Soprana, in provincia di Palermo (Sicilia). Coordinate: 37.77340, 14.11950.

Cosa vedere vicino a Villa romana di Santa Marina?

Nei dintorni si trovano: Museo di arte Contemporanea SottoSale (a 2,9 km), Petralia Soprana (a 3,4 km), Palazzo Bongiorno (a 8 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 6 foto
  1. Resti della villa romana di Santa Marina nel 2020 — Ysferaviola, CC0
  2. Villa romana di Santa Marina 2020 — Ysferaviola, CC0
  3. Colonnato del portico di Villa Santa Marina 2020 — Ysferaviola, CC0
  4. Visitatori a Villa Santa Marina nel 2019 — Ysferaviola, CC0
  5. Veduta aerea del sito archeologico di Santa Marina — Ysferaviola, CC0
  6. Veduta aerea della residenza signorile e del sito archeologico — Ysferaviola, CC0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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