Geraci Siculo
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Foto: Federica Genzone, Public domain · Wikimedia Commons

Borgo

Geraci Siculo

Comune italiano

Geraci Siculo (PA), Sicilia

Indicazioni

In breve

Tipo
Borgo
Altitudine
1072 m s.l.m.
Superficie
113.350.000 m²
Coordinate
37°52′00″ N, 14°09′00″ E

Storia e descrizione

Geraci Siculo (Jiraci in siciliano) è un comune italiano di 1 631 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Vi si combatté, nel 1338, una cruenta battaglia fra Pietro II di Sicilia e Francesco I Ventimiglia.

Fa parte del Parco delle Madonie, inoltre, è incluso nel club de I borghi più belli d'Italia ed è in possesso del marchio di qualità "Comune fiorito".

Geraci Siculo è un paese dalle antiche origini con un impianto urbanistico risalente al medioevo.

È un paese dedito all'agricoltura e alla pastorizia, la principale attività economica è lo stabilimento per la raccolta e l'imbottigliamento dell'acqua minerale proveniente dalla fonti delle montagne geracesi.

Molto particolari sono anche le tradizioni del borgo, fra cui almeno vanno ricordate la festa del ringraziamento (dedicata ai Santi Bartolo e Giacomo) e la festa del Crocifisso. Tra le manifestazioni il torneo cavalleresco in costume d'epoca denominato "Giostra dei Ventimiglia ".

Storia

Il territorio di Geraci Siculo fu abitato sin dall'epoca preistorica, come testimoniano i reperti rinvenuti nelle campagne limitrofe.

Oggi questi oggetti sono esposti nel Museo Minà Palumbo di Castelbuono e nel Museo Archeologico di Palermo.

La colonizzazione greca dell'isola avvenne dall'VIII secolo a.C. ma interessò il territorio geracese solo poco dopo il 550 a.C., furono loro che assegnarono all'insediamento il nome Jerax, Ιέραξ in greco, ossia avvoltoio, poiché la Rocca era abitata da questi predatori. Nel 241 a.C. Geraci era un importante insediamento romano. Le Madonie entrarono infatti a far parte della sfera culturale del mondo greco-romano e poi bizantina.

La zona di Geraci continuò a essere popolata anche durante l'età alto medievale, come testimonia il ritrovamento di alcuni frammenti risalenti al periodo della colonizzazione agricola della campagna madonita. Notizie certe riguardanti specificatamente Geraci si hanno dall'840 d.C., data della conquista saracena. Durante la dominazione il Castello, che vi si trovava già da prima, fu ampliato e fortificato.

Dopo la divisione della Sicilia, da parte dei Musulmani, in tre province (Val Demone, Val di Noto e Val di Mazzara), le Madonie, quindi anche Geraci, fecero parte della prima e, a differenze delle altre valli, riuscirono a mantenere la propria fede, convivendo pacificamente con l'elemento islamico. Dopo la dominazione saracena Geraci divenne la località interna più importante, data la sua posizione strategica.

Con la conquista Normanna (1062-1064), fu fondato il borgo, in seguito alla battaglia di Cerami, e fu concesso in feudo da Ruggero I al nipote Riccardo Serlo II d'Altavilla. I normanni costruirono il castello attorno al quale sviluppo l’abitato.

In epoca sveva, la contea entrò nell'orbita della famiglia Ventimiglia: nel 1258, Enrico II Ventimiglia, sposando la contessa Isabella, di origine normanna e membro della Casa reale di Federico II, fu creato Conte di Geraci. I Ventimiglia governarono facendone la capitale della contea, se pur con alterne vicende, fino all'abolizione della feudalità. Durante il regno di Corrado II, la contea allargò i propri confini, includendo Collesano, Petralia Superiore e Inferiore, poi Gratteri e Isnello; il conte Enrico, inoltre, ottenne importanti beni e palazzi nella città vescovile di Cefalù. …

Tradizioni e feste

Preceduta da una Novena durante la quale viene cantato il tradizionale Stellario in dialetto e la Salve Regina, la festa in onore della Compatrona della cittadina si svolge con solennità la seconda domenica di luglio di ogni anno. Questa data risale al 1837, anno in cui nello stesso giorno il popolo di Geraci, afflitto dal colera, si recò con fede nella Chiesa dell'Annunziata alla Cava (bosco nel territorio del paese), e prelevò la tela dell'Annunciazione, portandola fino alla Chiesa Madre del paese. Miracolosamente, subito dopo tale atto di fede, la cittadina fu liberata dal flagello. Per tale prodigio la Madre Annunziata fu proclamata celeste Compatrona (insieme a San Bartolomeo) dei geracesi e festeggiata ogni anno.

La tradizione della Cavalcata dei pastori viene tramandata dal 1643, primo anno in cui venne svolta, e si festeggia ogni sette anni la terza domenica di luglio.

È un'originale forma di ringraziamento e riconoscenza per la predilezione dimostrata da Dio verso i pastori e probabilmente, nella maniera con cui si svolge, vi è un richiamo alla pastorizia nomade per i boschi dell'isola.

La “Cavalcata dei Pastori” consiste in una sfilata a cavallo che parte dall'abitazione del “cassiere” e termina alla chiesa madre dopo aver percorso le vie del paese.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Geraci Siculo».

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Domande frequenti

Dove si trova Geraci Siculo?

Geraci Siculo si trova nel comune di Geraci Siculo, in provincia di Palermo (Sicilia). Coordinate: 37.86667, 14.15000.

Cosa vedere vicino a Geraci Siculo?

Nei dintorni si trovano: Museo etno-antropologico delle Madonie (a 1 km), Castello dei Ventimiglia (a 1,5 km), Museo di arte Contemporanea SottoSale (a 8,1 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. RoccaGeraci — Federica Genzone, Public domain
  2. Alberi di sughero tra Geraci Siculo e Castelbuono 01 — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0
  3. FestaRingraziamento1 — Genzi, Public domain
  4. Ristorante Rifugio dell'aquila — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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