Sito archeologico, Marsicovetere (PZ)

40°22′36″ N, 15°47′59″ E

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Sito archeologico

Villa romana di Marsicovetere

Villa rustica in territorio di Marsicovetere

Marsicovetere (PZ), Basilicata

Indicazioni

In breve

Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
40°22′36″ N, 15°47′59″ E
Indirizzo
Via Barricelle 47

Storia e descrizione

La villa romana di Marsicovetere è una villa rustica scoperta nel 2006 in località Barricelle nel territorio comunale di Marsicovetere,in provincia di Potenza. La villa fu abitata dal II secolo a.C. al VII secolo d.C.. Fu monumentalizzata in età imperiale allorché fu di proprietà dei Bruttii Praesentes, una famiglia lucana che ha dato i natali fra gli altri all'imperatrice Bruttia Crispina, moglie di Commodo nel 178.

Scoperta

In seguito alla scoperta di giacimenti petroliferi in Basilicata, l'Eni avviò nel 1999 opere di infrastrutturazione per il trasporto di petrolio e altri idrocarburi realizzando condotte coincidenti con le linee che collegano i pozzi petroliferi al centro Oli Eni di Viggiano. Tali opere hanno permesso di analizzare il sottosuolo lucano a livello archeologico. Le ricerche si sono concentrate in modo particolare su una area di circa 44 km2 sul litorale sinistro del fiume Agri.

Durante le attività di scavo, sempre affiancate da un addetto della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, è stata rinvenuta nel 2006 la villa di Marsicovetere, ritrovamento significativo per l'estensione e la rilevanza storica.

Lo scavo, ancora non del tutto terminato nel giugno del 2016, è proseguito per conto della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata. La direzione scientifica dello scavo è di Alfonsina Russo, le indagini sul campo sono condotte da Maria Pina Gargano e lo studio delle iscrizioni e delle ceramiche è a cura di Helga di Giuseppe. Inoltre hanno lavorato allo scavo numerosi operai specializzati, ingegneri e topografi.

Storia

La villa è situata ai piedi del monte Volturino ed è costeggiata dal torrente Molinara, affluente del fiume Agri. La posizione è considerata strategica in quanto estremamente vicina alla Via Herculia, che collegava l'area con le città di Potentia, Venusia e Grumentum (probabili mercati dei prodotti realizzati nella villa) e all'incrocio di quest'ultima con un percorso trasversale che giungeva in Campania. La felice posizione geografica ha fatto sì che la villa continuasse a essere occupata per tutta l’età tardoantica e fino agli inizi del VII sec. d.C., sia pur con profonde modifiche planimetriche e di destinazione d'uso, che interessarono principalmente la pars urbana.

Il rinvenimento, in corso di scavo, di dodici tegole bollate recanti la formula onomastica che rimanda ad un Caius Bruttius Praesens, ha reso possibile l'attribuzione della villa ai Bruttii Praesentes, noti alle cronache storiche per aver dato i natali a consoli e senatori, nonché a Bruttia Crispina “l'imperatrice lucana” sposa dell imperatore Commodo nel 178 d.C..

Caius Bruttius Praesens era nome sia del padre che del nonno di Crispina dunque la proprietà potrebbe essere stata, in origine, del Caius Praesens nonno, dal quale poi il figlio omonimo l'avrebbe ereditata o potrebbe esser stata costruita dal Caius Praesens padre, che l'avrebbe poi data in eredità a sua figlia. Probabilmente a seguito del matrimonio fra Crispina e Commodo, la proprietà passa dai Bruttii Praesentes alla famiglia imperiale. A conferma dello stretto legame fra la villa e la famiglia imperiale dell'epoca vi è il prezioso sigillo recante il nome di un liberto dell'imperatore Commodo, Moderatus, che, alla luce di quanto sappiamo sulle antiche forme di gestione delle proprietà imperiali, si può ipotizzare fosse incaricato di gestire l'impianto in nome e per conto dell'imperatore.

Cause di crollo

Al fine di fare chiarezza sulla tipologia dell'evento che ha portato al crollo della villa sono state fatte indagini di tipo geologico, geofisico e ingegneristico. Tali indagini operate nella superficie limitrofa allo scavo permettono di affermare che il crollo non può essere attribuito a fenomeni naturali come frane o alluvioni; si esclude anche un crollo dovuto al sovraccarico delle coperture in seguito a una copiosa precipitazione nevosa.

Sono molti invece gli esiti che depongono a favore di un terremoto. Come già noto per il bacino della Val d’Agri, gli studi sottolineano come i sedimenti presenti nella valle comportino l'amplificazione del moto sismico. Fatti importanti sono il ritrovamento di un corpo e la datazione del crollo.

All'interno della villa è stato rinvenuto lo scheletro di un individuo adulto di sesso maschile. La salma si trovava in un luogo decisamente inusuale per la sepoltura; in più la particolare posizione delle parti del corpo fa pensare che l'uomo sia stato colto da morte improvvisa. Il corpo è stato rinvenuto su un fianco con gli arti inferiori flessi e con uno degli arti superiori sul capo in una collocazione stratigrafica significativa, ovvero al di sopra del pavimento della villa e sotto ai calcinacci dovuti al crollo. Nella stessa collocazione stratigrafica è stata ritrovata una moneta attribuibile ad Antonino Pio che permette agli esperti di collocare il sisma in un periodo storico risalente alla fine del I secolo inizi del II sec d.C.. Tale data risale a circa 1700 anni prima del terremoto che devastò parte della Val d’Agri nel 1857, in accordo con i tempi di ricorrenza dei terremoti sulle faglie appenniniche.

Descrizione

Fino al gennaio 2012 sono stati messi in luce circa 2300 m2 di un vasto complesso edilizio corrispondente al modello di villa rustica residenziale e produttiva delineato da Catone e Varrone, ossia al modello di una costruzione comprendente tre aree:

nella zona nord-orientale la pars rustica, destinata al personale di servizio;

nella zona sud-orientale la pars fructuaria, comprendente gli impianti dedicati alla produzione soprattutto di olio di oliva e tessuti di lana;

nella zona occidentale, la pars urbana, molto ampia e riccamente decorata, comprendente le residenze dei proprietari e degli amministratori della tenuta.

La villa si è sviluppata in un lungo periodo che va dall'età augustea all'alto medioevo (I sec a.C. – VII sec d.C.). Nel corso degli anni la villa ha subito varie trasformazioni sia sul piano della struttura sia per quanto riguarda la destinazione d'uso dei vari locali. Gli esperti tendono a suddividere l'avanzamento della villa in cinque periodi fondamentali.

Fine II – metà I sec a.C.

Nella prima fase la pianta della villa ha una forma rettangolare. I muri costruiti a secco con blocchi di pietra calcarea sono parzialmente visibili a causa delle successive ricostruzioni. Nella parte meridionale della villa, allo stesso livello di stratificazione, sono stati rinvenuti numerosi resti di ossa animali: ciò fa pensare all'esistenza di una fattoria.

Ad oggi mancano dati cronologici per il preciso inquadramento della struttura in questa prima fase, ma la presenza di ceramica a vernice nera e a pasta grigia testimonia il popolamento della villa negli ultimi anni del II secolo a.C. L'assenza di sigillata italica in questo strato induce a fissare la conclusione della prima fase intorno alla metà del I sec. a.C. e ad ipotizzare che il sito sia stato abbandonato in seguito alla guerra sociale.

Età augustea – fine I - Inizi II sec. a.C. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa romana di Marsicovetere».

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Indirizzo
Via Barricelle 47

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Domande frequenti

Dove si trova Villa romana di Marsicovetere?

Villa romana di Marsicovetere si trova nel comune di Marsicovetere, in provincia di Potenza (Basilicata), all'indirizzo Via Barricelle 47. Coordinate: 40.37670, 15.79959.

Cosa vedere vicino a Villa romana di Marsicovetere?

Nei dintorni si trovano: Monastero di Santa Maria dell'Aspro (a 2,8 km), Museo civico multimediale (a 12,5 km), Certosa di Padula (a 13,3 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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