Foto: Sailko, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Villa La Petraia
Villa medicea a Firenze
In breve
- Tutela
- Parte di un patrimonio mondiale dell'umanità
- Patrimonio UNESCO
- Ville e giardini medicei in Toscana
- Coordinate
- 43°49′08″ N, 11°14′07″ E
- Indirizzo
- via della Petraia, 40 - Firenze
Storia e descrizione
La Villa Medicea La Petraia è una delle più belle e celebrate ville medicee, collocata in posizione panoramica sulle pendici del monte Morello a Firenze. Si trova nella zona collinare di Castello, in via della Petraia 40. È museo statale dal 1984 e dal marzo 2024 è gestita dall'istituto autonomo delle Ville e residenze monumentali fiorentine, che riunisce le più importanti residenze suburbane signorili fiorentine.
Storia
Nel 1364 il "palagio" della Petraia apparteneva alla famiglia Brunelleschi fin quando nel 1422 Palla Strozzi l'acquistò e ingrandì il possesso comprando i terreni circostanti. Nella prima metà del XVI secolo la villa passò di proprietà ai Salutati e infine nel 1544 a Cosimo I de' Medici, il quale la donò al figlio, il cardinale Ferdinando nel 1568. Alcune opere di ampliamento erano già iniziate dal 1566, ma fu con Ferdinando, quando divenne Granduca nel 1587, che iniziò la trasformazione vera e propria dell'edificio "da signore" simile a un fortilizio in una residenza degna di un Principe. Dal 1588 si ebbe un decennio di lavori che con poderosi sbancamenti di terra trasformarono la natura "pietrosa" del luogo (da cui il nome Petraia) in una scenografica sequenza di tre terrazzamenti. Gli architetti Davide Fortini e Raffaello Pagni riorganizzarono e ampliarono gli edifici attorno alla trecentesca torre per realizzare una villa signorile attorno al fulcro centrale di un cortile all'aperto. Nel museo è esposto un dipinto a forma di lunetta di Giusto Utens risalente al 1599-1602 raffigurante il progetto del giardino rinascimentale dell'epoca, il quale fino al 2010 si trovava al Museo Firenze com'era con gli altri dipinti raffiguranti le ville medicee. Nel dipinto della Petraia si vede la terrazza della villa con il frutteto di piante nane e la spalliera di aranci che separa il giardino formale dal selvatico; la seconda terrazza, il Piano del Vivaio, è dominata da una larga vasca centrale per l'allevamento dei pesci, con due rampe di scale ai lati e ospitava aiuole con piante "semplici" (cioè officinali, dal nome del Giardino dei Semplici) piantate secondo disegni geometrici, con due edifici loggiati ai lati che servivano da ricovero per le piante; la terza terrazza, la più grande e digradante verso la città, è occupata da due grandi zone ellittiche, con alberi e passaggi coperti chiamate cerchiate, utili per poter godere del giardino anche nelle giornate più calde. La villa ebbe una funzione prevalentemente di residenza e di caccia, rispetto alla Villa di Castello con funzione di rappresentanza. Questo spiega anche la presenza di piante di utilità, piuttosto che ornamentali e la mancanza di statue e fontane. Dopo le nozze del granduca Ferdinando nel 1589, la villa venne assegnata alla sua consorte Cristina di Lorena. …
La villa
La prima sala ospita gli ultimi lavori del Centro europeo del restauro ed è pensata con un allestimento mutevole nel tempo, fatta eccezione per l'opera più importante qui esposta: una versione del ritratto di Ferdinando in vesti cardinalizie di Scipione Pulzone prima della sua chiamata a Firenze alla guida della Toscana.
Il fulcro della villa, attorno al quale si sviluppano tutti gli ambienti, è il cortile.
Nelle due pareti principali le scene che raffigurano le Gesta di Goffredo di Buglione alla presa di Gerusalemme, sono di Cosimo Daddi e risalgono al 1590 circa. Sotto i loggiati laterali invece sono raffigurati i Fasti medicei, capolavoro del Volterrano, dipinti tra il 1637 e il 1646.
La copertura in ferro e vetro fu realizzata in occasione della festa di fidanzamento del figlio di Vittorio Emanuele II, Emanuele conte di Mirafiori con Blanche de Larderel tenutasi nella villa il 1º settembre 1872. Negli stessi anni a Firenze si cominciò a costruire con questi due nuovi materiali da poco introdotti dagli architetti europei, come il tepidarium del Roster, il mercato centrale e le poste reali all'interno della Galleria degli Uffizi. Per l'occasione il cortile fu illuminato con il grande lampadario in cristallo color ametista ancora oggi visibile e il pavimento fu rifatto con un mosaico alla veneziana.
Attraverso una porta sulla destra si accede alla grande sala da pranzo, la cosiddetta Sala degli arazzi o Sala rossa, dove sono esposti alcuni arazzi fiamminghi dei inizio Seicento. I soggetti intessuti sono I quattro elementi, Le quattro stagioni, I mesi di Maggio e Giugno e Cosimo I che riceve l'omaggio del Senato, quest'ultimo eseguito a Firenze nel 1655 su cartone di Agostino Melissi. …
I giardini
La villa è circondata dal verde: sul davanti, in posizione panoramica verso la città, ci sono i giardini formali, mentre sul retro si estende il grande parco all'inglese.
I giardini formali sono divisi su tre livelli, sfruttando il pendio irregolare della collina. La terrazza più alta, al piano dell'edificio, dalla quale si gode un'ampia vista di Firenze, è composta da due grandi giardini; quello a est è chiamato prato della figurina e quello a ovest Piano di Ponente o prato dei castagni.
Il Prato della figurina prende il nome dalla fontana Fiorenza opera del Tribolo e di Pierino da Vinci (1538-1547), alla cui sommità era posta la Venere del Giambologna (copie degli originali conservati nella villa). Qui si trovavano due grandi voliere simmetriche, create nel 1872 ai due lati della fontana, presenti in foto d'epoca ma oggi sparite. Risalente alla stessa epoca e, a differenza delle voliere, perfettamente conservato, all'angolo sud-est si innalza il piccolo belvedere, In passato veniva chiamato anche Reposoir, realizzato su progetto di Ferdinando Lasino (1872) nell'ambito della risistemazione di tutto il Piano della Figurina. Il mobilio e i parati sono stati ricostituiti basandosi sull'inventario del 1911.
Del Prato dei castagni, oggi privo di qualsiasi caratterizzazione formale, non c'è più nessuna memoria degli alberi, che gli davano il nome, sostituiti da cedri in epoca sabauda. I resti del grande leccio che ospitava una suggestiva terrazza-belvedere dei tempi in cui la villa fu residenza di Vittorio Emanuele II re d'Italia, si trovano all'estremità verso valle.
Il livello intermedio, detto Piano del Vivaio per la grande vasca rettangolare che un tempo lo caratterizzava, oggi si raggiunge tramite una scala a due rampe con una fontana con mascherone al centro. Al centri si trova una serra-tepidario, mentre ai due lati sono coltivate delle aiuole, delle quali quella di sinistra è coltivata con piante da bulbo. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa La Petraia».
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Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Villa La Petraia?
Villa La Petraia si trova nel comune di Firenze, in provincia di Firenze (Toscana), all'indirizzo via della Petraia, 40 - Firenze. Coordinate: 43.81898, 11.23527.
Quali sono gli orari di Villa La Petraia?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Tutti i giorni: 8:30–15:30. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Si può visitare gratis Villa La Petraia?
Sì, la prima domenica del mese l'ingresso è gratuito grazie all'iniziativa Domenica al museo.
Cosa vedere vicino a Villa La Petraia?
Nei dintorni si trovano: Villa Corsini a Castello (a 300 m), Villa di Quarto (a 500 m), Grotta degli animali (a 500 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 3 foto
- La petraia, veduta 02 — Sailko, CC BY-SA 3.0
- Via della petraia, lapide con nome e indicazione per la villa della petraia — Francesco Bini, CC BY-SA 4.0
- Petraia Figurina — Piero Mazzinghi, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze