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In breve
- Epoca
- Età contemporanea, XIX secolo
- Stile
- Architettura neoclassica
- Architetto
- Paolo Gazola
- Committente
- Maria Luisa d'Asburgo-Lorena
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°43′38″ N, 10°13′28″ E
- Indirizzo
- via Montecoppe 21 ‒ Collecchio (PR)
Storia e descrizione
La villa del Ferlaro è un edificio dalle forme neoclassiche, situato nel parco naturale regionale dei Boschi di Carrega in via Monte Coppe Sotto 2, in prossimità dell'abitato di Sala Baganza ma all'interno dei confini comunali di Collecchio, in provincia di Parma.
Storia
Nel XVI secolo il territorio del Ferlaro e dell'adiacente Montecoppe apparteneva, unitamente ai boschi adiacenti, ai conti di Sala Baganza Sanvitale, ma nel 1612 fu confiscato al conte Alfonso dal duca di Parma Ranuccio I Farnese, per la sua presunta partecipazione alla congiura dei feudatari che comportò la condanna a morte di numerosi nobili del Parmense.
Nei decenni seguenti le vaste terre furono in parte frazionate e alienate; il Ferlaro e parte di Montecoppe furono acquistati dai Fedolfi, che vi costruirono un casino di caccia e un oratorio privato dedicato al rosario, mentre la restante parte di Montecoppe fu comprata dal monastero di Santa Teresa di Parma.
La duchessa Maria Amalia, moglie del duca Ferdinando di Borbone, nel 1775 incaricò l'architetto di Corte Ennemond Alexandre Petitot della costruzione, sul luogo di un preesistente edificio, del neoclassico Casino dei Boschi, al centro della grande tenuta di caccia farnesiana adiacente al Ferlaro; la residenza estiva ducale fu completata nel 1789. Il monastero di Santa Teresa fu soppresso da Napoleone agli inizi del XIX secolo e tutti i suoi beni furono confiscati dal governo; parte di Montecoppe pervenne quindi, dopo la sua incoronazione, alla duchessa Maria Luigia, che nel 1819 acquistò inoltre i boschi e il Casino e incaricò l'architetto Nicola Bettoli dell'ampliamento dell'edificio.
Nel 1827 gli eredi del capitano Pietro Fedolfi alienarono la tenuta del Ferlaro e di Montecoppe alla duchessa, che si rivolse all'architetto Paolo Gazola per la costruzione di una residenza più defilata per i suoi due figli Albertina e Guglielmo di Montenuovo, avuti dal marito morganatico Adam Albert von Neipperg; l'antico Casinetto Fedolfi fu completamente ricostruito tra il 1828 e il 1831 e trasformato in una grande villa neoclassica, conservando solo l'oratorio, ricostruito nel 1783 da Antonio Fedolfi e reintitolato a santa Maria delle Grazie. …
Descrizione
L'ampio parco si sviluppa in posizione pressoché pianeggiante ai piedi delle colline, all'interno del parco naturale regionale dei Boschi di Carrega e contemporaneamente ai margini dell'abitato di Sala Baganza; nel mezzo è collocata la villa, che si allunga in direzione est-ovest parallelamente ai due viali di accesso, tra cui quello monumentale a occidente, affiancato da cedri, che raggiunge il Casino.
La villa si sviluppa su un corpo principale a pianta rettangolare, da cui si allunga verso ovest una più bassa ala porticata, che si conclude nella cappella.
L'edificio padronale, interamente intonacato, è caratterizzato dalla presenza di due facciate d'ingresso, differenti fra loro, ma entrambe suddivise simmetricamente in tre parti, con una porzione centrale disposta su tre livelli fuori terra e due ali sviluppate su due piani.
Il prospetto principale a sud presenta al centro l'ampio portale d'ingresso, delimitato da una cornice e chiuso da un portone a due ante realizzato nel 1830 dal falegname Giuseppe Baistrocchi su disegno del Gazola, mentre ai lati si trovano due finestre; al livello superiore è collocato nel mezzo un balcone in aggetto, su cui si affaccia una portafinestra, sormontata da un timpano triangolare, mentre ai lati, oltre due coppie di lesene con capitelli ionici, sono poste due più piccole portefinestre analoghe; all'ultimo piano si aprono tre ampie finestre a lunetta ad arco a tutto sesto incorniciate, mentre a coronamento si eleva oltre il cornicione il frontone a gradoni. Le due ali presentano due ordini di finestre delimitate da cornice e sormontate da architrave in aggetto, divise da una sottile fascia marcapiano.
La facciata nord è caratterizzata dalla presenza, al livello terreno della porzione centrale, di un porticato retto da colonne con capitelli dorici, provenienti dal parco del palazzo Ducale di Colorno; al primo piano si trova un ampio balcone balaustrato, su cui si aprono tre portefinestre; all'ultimo livello sono collocate tre finestre a lunetta, delimitate da cornici modanate; le due ali, in aggetto, si elevano su due ordini di aperture incorniciate. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa del Ferlaro».
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- XIX secoloCostruzione
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Domande frequenti
Dove si trova Villa del Ferlaro?
Villa del Ferlaro si trova nel comune di Collecchio, in provincia di Parma (Emilia-Romagna), all'indirizzo via Montecoppe 21 ‒ Collecchio (PR). Coordinate: 44.72712, 10.22453.
A quando risale Villa del Ferlaro?
La datazione indicata da Wikidata è: XIX secolo.
Cosa vedere vicino a Villa del Ferlaro?
Nei dintorni si trovano: Casino dei Boschi (a 1,4 km), Museo del vino (a 1,6 km), Rocca Sanvitale (a 1,6 km).
Fonti e licenze
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Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
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Crediti delle 1 foto
- Villa del Ferlaro del principe Carrega — Unknown author Unknown author, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
