Villa dei Vescovi
Foto originale1 di 4 foto

Foto: Marcok /it.wikipedia.org, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico, XV secolo

Villa dei Vescovi

Villa nel comune italiano di Torreglia (PD)

Torreglia (PD), Veneto

Indicazioni

In breve

Epoca
Medioevo, XV secolo
Stile
Architettura rinascimentale
Architetto
Andrea da Valle
Committente
Francesco Pisani
Tutela
Monumento Nazionale
Coordinate
45°20′36″ N, 11°42′42″ E
Indirizzo
Via dei Vescovi, 4, 35031 Torreglia

Storia e descrizione

Villa dei Vescovi è una villa veneta situata in località Luvigliano, frazione di Torreglia (Padova).

La costruzione risale al Rinascimento e si ispira ad una domus romana. Si può considerarla il primo esempio del nuovo gusto per la riscoperta classicità romana nell'entroterra della Serenissima. La villa custodisce uno straordinario esempio di decorazione ad affresco ispirata all'arte romana antica nel Veneto precedente all'innovazione imposta da Paolo Veronese.

È stata dichiarata monumento nazionale ed è di proprietà del FAI (Fondo Ambiente Italiano) dal 2005. La villa e il parco sottostante sono visitabili. Vi è un servizio di visite guidate, di caffetteria e, su richiesta, è possibile organizzarvi eventi. Grazie alla ristrutturazione dell'ultimo piano è possibile anche soggiornarvi, su prenotazione.

Storia

La prima costruzione che si ergeva sul colle, ove oggi è la villa, era probabilmente una chiesetta medievale, dedicata a san Martino. La chiesa fu poi spostata più in alto, per far posto a una casa per i prelati, presumibilmente sul finire del Quattrocento, per volere del vescovo Jacopo Zeno, su progetto di Bartolomeo Bon, presso il monte Solone, come luogo di riposo e soggiorno estivo per i vescovi padovani.

Il primo edificio venne in seguito ampliato nel 1501 per volontà del vescovo Pietro Barozzi e modificato tra il 1529 e il 1543 per volere del cardinale Francesco Pisani. Un imponente progetto di domus alla romana a forma quadrata con impluvium centrale.

La direzione dei lavori e la riorganizzazione dell'intero fondo agricolo furono affidate dal cardinale all'amministratore della mensa vescovile Alvise Cornaro, il quale si servì dell'aiuto dell'architetto veronese Giovanni Maria Falconetto.

Alla morte di quest'ultimo, avvenuta nel 1535, i lavori furono condotti da Andrea da Valle, suo allievo; è quindi ipotizzabile che la villa sia stata ideata dal primo ma materialmente realizzata dal secondo architetto.

È quasi certo un intervento di Giulio Romano, cui Pisani scrive in due occasioni nell'estate del 1542: è opinione del Beltramini che a lui si deva l'ideazione del bugnato che caratterizza il piano terreno della villa. Giulio Romano decise anche di coprire il lato sud della loggia superiore, per rendere più grande e fresco l'ambiente interno al piano nobile.

La realizzazione degli stucchi, sempre su disegno di Andrea da Valle, fu intrapresa nel 1542, mentre gli affreschi vennero affidati, sul finire del 1543, al pittore fiammingo Lambert Sustris. Il Sustris si occupò dell'ideazione complessiva dell'impianto decorativo e dell'esecuzione della maggior parte delle pitture; in base ad evidenze documentali vi furono contributi anche da parte di Gualtiero Dall'Arzere detto "Il Padovano". …

Architettura

La villa poggia su un terrazzamento in sommità del colle, con scalinate sostenute da arcate inserite nel declivio. Fanno parte del complesso un parco recintato con uliveto e vigneto, edifici rustici e quella che, un tempo, era l'abitazione del gastaldo con le scuderie. Quattro portali monumentali interrompono il perimetro del parco. Nei locali delle ex scuderie è oggi aperta un'enoteca; di fianco vi è il book shop e la biglietteria, da cui si accede alla villa. Nell'edificio centrale, tra le decorazioni esterne (mascheroni, rosette, bucrani), spicca lo stemma con leone rampante del committente cardinale Francesco Pisani.

Decorazione

Le stanze del piano terreno sono prive di decorazioni. Al centro è esposto un pozzo in pietra, ricordo dell'antico impluvium.

Le stanze del piano nobile hanno pavimenti alla veneziana ed erano un tempo interamente affrescate con paesaggi, scene e figure mitologiche. Nelle logge, invece, finti archi, adornati di pergole e tralci di vite, si aprivano su paesaggi immaginari. Tutto è opera di un fiammingo, Lambert Sustris, rinomato pittore di paesaggi, nato ad Amsterdam tra il 1510 e il 1515, ma attivo fin da giovanissimo a Roma, da dove giunge nel 1541 a Padova da Venezia, dove aveva probabilmente frequentato la bottega di Tiziano.

Il ciclo risente evidentemente delle teorie di Alvise Cornaro, legate a miti e modelli del mondo classico, già applicate in altre opere da lui sponsorizzate, come l'Odeo padovano. Nessuna delle opere conservatesi pare però riferibile a Gualtiero Padovano.

Questa sala, rivolta verso sud e con accesso diretto dal cortile, ha mantenuto la cubatura originaria e gli affreschi del Sustris.

Essendo l'ambiente più ampio del piano nobile, doveva avere una funzione di sala di rappresentanza, cui ben si addice la decorazione, ricca di suggestioni romane e antichizzanti.

Le pareti sono scandite da lesene corinzie di finto marmo che, erette su un basso zoccolo, inquadrano alternativamente edicole e nicchie. Le prime, adornate da tendaggi di colore verde e purpureo, ospitano figure maschili e femminili abbigliate all'antica (forse eroi ed eroine o imperatrici e imperatori) colte sedute in vari atteggiamenti. Le seconde custodiscono finte statue marmoree (forse di divinità).

Nel registro superiore, in corrispondenza delle lesene, finte erme monocrome (tra le quali si riconoscono Nettuno, Plutone e Bacco) incorniciano trofei di armi e di vasi (sopra le nicchie) e paesaggi con figure mitologiche (sopra le figure).

Oltre ad episodi del mito come il Ratto di Proserpina e Arianna abbandonata nell'isola di Nasso, compare una scena di naumachia e alcune divinità (Cerere, Diana cacciatrice, Bacco fanciullo sull'asino) inserite in paesaggi, campestri o marini, con rovine e piccole figure. …

Continua a leggere su Wikipedia

Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa dei Vescovi».

Linea del tempo

  1. XV secoloCostruzione

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

Foto

Come arrivare

Terme Euganee - Abano - MontegrottoTreno, la più vicina
6,9 km in linea d’aria
Villa dei VescoviVia dei Vescovi, 4, 35031 Torreglia

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

Mappa in caricamento…

Nei dintorni

Vedi sulla mappa

Altri ville e palazzi storici in Veneto

Villa / Palazzo storico, 1340

Palazzo Ducale

Venezia (VE)

Orari disponibili
  • Gratis 1ª domenica
Villa / Palazzo storico, 1424

Ca' d'Oro

Venezia (VE)

Orari disponibili
Villa / Palazzo storico, 1667

Ca' Rezzonico

Venezia (VE)

Orari disponibili
  • UNESCO
  • Gratis 1ª domenica
Villa / Palazzo storico

Villa Badoer

Fratta Polesine (RO)

Orari disponibili
  • UNESCO
Villa / Palazzo storico, anni 1550

Villa Barbaro

Maser (TV)

Tutti: ville e palazzi storici in Veneto

Cosa vedere a Torreglia: 6 luoghi storici

Domande frequenti

Dove si trova Villa dei Vescovi?

Villa dei Vescovi si trova nel comune di Torreglia, in provincia di Padova (Veneto), all'indirizzo Via dei Vescovi, 4, 35031 Torreglia. Coordinate: 45.34338, 11.71154.

A quando risale Villa dei Vescovi?

La datazione indicata da Wikidata è: XV secolo.

Cosa vedere vicino a Villa dei Vescovi?

Nei dintorni si trovano: Abbazia di Praglia (a 2,9 km), Abbazia di Santa Maria Assunta (a 2,9 km), Monastero di San Teonisto (a 2,9 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. Villa vescovi ingresso lato sx — Marcok /it.wikipedia.org, CC BY-SA 3.0
  2. Luvigliano Villa Vescovi 03 — Laurom, CC BY-SA 4.0
  3. Villa dei Vescovi (Luvigliano, Torreglia) 07 — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
  4. Villa Vescovi Luvigliano Torreglia 23 — Marcok di it.wikipedia.org, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

Hai visto un dato sbagliato? Correggilo su OpenStreetMap