Foto: MarkusMark, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Teatro storico
Teatro San Domenico
Teatro all'interno dell'antica chiesa di San Domenico a Crema, Italia
In breve
- Tipo
- Teatro storico
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°21′43″ N, 9°41′16″ E
- Indirizzo
- Piazza Trento e Trieste, 6
Storia e descrizione
Il Teatro San Domenico è il teatro cittadino di Crema.
Dal XIV secolo al 1798: chiesa consacrata
Le prime informazioni sulla presenza domenicana a Crema risalgono al 1294, ma non si conosce né il luogo ove fossero insediati i frati né la loro consistenza numerica. È datata 1332, invece, una donazione effettuata dalla famiglia de Mandoli che cedette a padre Venturino da Bergamo una cappella dedicata a San Pietro Martire ed alcune abitazioni che si trovavano, probabilmente, già in questo luogo poiché l'atto rogato dal notaio Stefanino Poiani cita la Vicina dei Conti di Offanengo sotto cui ricadeva l'area.
Le informazioni nei secoli successivi, tuttavia, sono piuttosto frammentarie poiché quando il convento fu soppresso andò disperso l'archivio con l'impossibilità di ricostruire nel dettaglio le vicende religiose e costruttive del complesso.
Sappiamo di un passaggio di proprietà non databile con insediamento di frati conventuali e una successiva disputa intentata dai domenicani, con ricorsi al podestà e al pontefice, per rientrare di nuovo in possesso del convento nel 1457.
Successivamente vennero effettuati lavori di edificazione ed ampliamento tra il 1463 ed il 1471. Quindi, nel 1519 fu scavata una catacomba, poi riempita senza apparente motivo.
Altre notizie si ricavano dagli atti delle visite vescovili: dopo il 1579 furono sistemati gli altari a seguito della visita del vescovo di Rimini monsignor Giovanni Battista Castelli; ancora sistemazioni di altari furono eseguite dopo la visita di monsignor Gerolamo Regazzoni nel 1583.
Parecchie famiglie vi avevano dei monumenti, come Alessandro Amanio, senatore a Milano nel 1525; oppure alcuni membri De' Guoghi, militari distintisi per i veneziani e qui sepolti nel 1527. È noto, invece, un epitaffio dedicato a Prospero Frecavalli collocato dopo il 1545; inoltre, erano presenti molti sepolcri gentilizi: Albergoni, Alessandri, Barbetta, Bassi, Benzoni, Bondenti, Bonsignori, Castagna, Conti di Camisano, Dolci, Frecavalli, Frugoni, Gambazocca, Gennari, Griffoni Sant'Angelo, Lucini, Marinoni, Monti, Mori, Noce, Oldi, Patrini, Scotti, Secchi, Tadini, Tergnani, Vimercati, Zucchi.
Nel 1614 vi fu insediato il tribunale dell'Inquisizione (primo inquisitore fu fra Giovanni Maria Florano o Florenza da Bologna) da cui l'usanza nel giorno di santa Croce (fino al XVIII secolo) di bruciare libri proibiti sulla piazza antistante il convento. L'ultimo inquisitore, padre Placido Novelli, fu arrestato nel 1797 su ordine dell'avvocato Oliva, commissario del potere esecutivo della giunta giacobina.
Dal 1798 al 1899: caserma, cavallerizza e scuole
Il 22 giugno 1798 il convento venne soppresso e requisito, cui seguirono le aste per vendere i beni e i terreni di proprietà del convento stesso. Successivamente vi si insediarono le truppe francesi che iniziarono ad operare una serie di cambiamenti al fine di trasformare il complesso in caserma, mentre la ormai ex chiesa fu trasformata in cavallerizza, con rifacimento del pavimento “a rizzata" e imbiancatura delle pareti
Nel 1802 furono operati interventi di ripristino per rimediare ai danni del terremoto di Soncino.
Risalgono al 1809 i lavori per portare ad una larghezza uniforme l'interno: vennero innalzati muri agli altari laterali mentre le finestre della fronte settentrionale furono ampliate, quindi venne abbattuto il campanile.
Il convento fu adibito casa di ricovero per colerosi nel 1836.
Negli anni quaranta fu abbattuto il terzo chiostro, che occupava gran parte dell'attuale piazza Trento e Trieste, per far posto, a partire dal 1842 alla costruzione del Mercato dei Grani e dei Lini.
Grazie ad offerte di privati, nel 1856 il Comune poté aprire nel convento un ricovero diurno per minori indigenti, per un massimo di 23 accoglienze.
Nel 1865 il piano terreno del secondo chiostro fu adibito all'asilo infantile dedicato al Principe Umberto; pochi anni dopo, nel 1875 si aggiunsero le scuole elementari maschili. Ulteriori aule vennero aggiunte nel 1888 e nel 1897; in quell'anno il secondo chiostro venne tamponato.
Risale all'anno 1876 l'insediamento della Società operaia generale cremasca di mutuo soccorso tra operai ed artisti, popolarmente abbreviata in Società operaia.
Memorabile dovette essere la prima proiezione cinematografica avvenuta nell'anno 1897.
Nel 1899 lo Stato italiano, subentrato come proprietario dopo l'Unità d'Italia, cedette l'intero complesso al comune di Crema.
Descrizione architettonica
L'ex chiesa è visibile esternamente solo per due lati. La facciata è a capanna divisa in tre parti da due lesene. La parte inferiore è intonacata e contiene i tre portali (quello centrale di dimensioni maggiori) contornati da una cornice ad arco in mattone a vista. I portali oggi hanno la funzione di uscite di sicurezza.
Una cornice con archetti lobati divide la zona inferiore da quella superiore interamente in mattone a vista. Sulla cornice si appoggia centralmente una galleria cieca sopravanzata dal rosone, affiancato da due coppie di gallerie che richiamano quella inferiore. Sopra il rosone è posta una monofora cieca. Le zone laterali sono simmetriche e presentano ciascuna una bifora. Nella zona superiore corrono due loggette che seguono i salienti, interrotte dalla citata monofora. Il coronamento finale è composto da una fila di archetti intrecciati.
Il lato sinistro, quello visibile, è diviso in sette contrafforti con al centro le finestre secondo la forma data agli inizi del '900, di forma rettangolare sostenute da cornici in cotto con motivo ad arco in mattoni a vista. In corrispondenza della quarta campata si apre la porta laterale che assolve anch'essa alla funzione di uscita di sicurezza.
L'interno della chiesa è ad aula unica e caratterizzato da grandi archi gotici che sorreggono il tetto a vista, sul quale si aprono due lucernari eseguiti al tempo in cui la chiesa era adibita a mercato. Gli arconi gotici sono sostenuti da semipilastri con capitello cubico.
Le cappelle laterali, oggi del tutto spoglie, hanno volte a botte con ballatoio non praticabile.
Non si conosce al momento quale è stata la sorte degli arredi liturgici della chiesa in seguito alla sua soppressione.
Il presbiterio presenta resti di antiche aperture. La profonda abside poligonale è affiancata da due cappelle laterali delle quali quella di destra permette di accedere alla parte di convento ora adibita a spogliatoi e camerini. …
Opere perdute
Circoncisione, di Giovanni Battista Lucini, probabilmente collocata al quinto altare di destra.
San Vincenzo Ferrari, pala di Felice Torelli che si trovava al secondo altare sinistro dotata di cornice dorata e qui collocata nel 1739 in sostituzione di una statua dopo un rinnovamento finanziato dalla famiglia Griffoni Sant’Angelo. Non se ne conosce la destinazione.
San Domenico, altra pala di Felice Torelli che trovava posto alla seconda cappella destra e dotata di cornice dorata. Non se ne conosce la destinazione.
Misteri del Rosario, sedici quadri di Gian Giacomo Barbelli e posti sulle colonne tra le cappelle, ma se ne perdono le notizie dopo la soppressione.
San Tommaso, citato in un inventario del 1798 senza ulteriori dettagli noti e, probabilmente, collocato nell’altare che si trovava a destra di quello maggiore.
La battaglia di Lepanto, forse posto presso l’altare della Beata Vergine del Rosario, è un quadro citato in un inventario del 1798 senza ulteriori dettagli noti e di cui si ignora la destinazione.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Teatro San Domenico».
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Domande frequenti
Dove si trova Teatro San Domenico?
Teatro San Domenico si trova nel comune di Crema, in provincia di Cremona (Lombardia), all'indirizzo Piazza Trento e Trieste, 6. Coordinate: 45.36201, 9.68768.
Cosa vedere vicino a Teatro San Domenico?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Marazzi (a 100 m), Palazzo Donati (a 100 m), Ex palazzo della Provincia (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 5 foto
- Crema - Teatro S. Domenico - panoramio — MarkusMark, CC BY-SA 3.0
- Teatro S.Domenico con Luna — Robertogramignoli, CC BY-SA 4.0
- Teatro San Domenico - Crema — GabrielePH, CC BY-SA 4.0
- Teatro San Domenico Cremia — Maurizio Moro5153, CC BY-SA 4.0
- Crema-piazza-trento-e-trieste-inizi-xx-secolo — Unknown, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

