- UNESCO
Foto: Daniela Serra (Cagliari), CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Santuario nuragico di Santa Vittoria
Sito nuragico nel comune italiano di Serri (SU)
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Superficie
- 40.000 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 39°42′47″ N, 9°06′25″ E
- Indirizzo
- Strada Comunale Localita' Santa Vittoria, Serri
Storia e descrizione
Il santuario nuragico di Santa Vittoria è un sito archeologico che si trova nel comune di Serri, in Sardegna. Il nome si riferisce alla chiesetta in stile romanico che sorge a pochi metri dal pozzo nuragico, costruita sopra un luogo di culto romano.
Il sito di Santa Vittoria è stato frequentato a partire dalla prima fase della civiltà nuragica corrispondente al Bronzo Medio (1600-1300 a.C.) Successivamente, dalla tarda età del Bronzo alla prima età del Ferro (1100-900/800 a. C.), il luogo è divenuto una delle più importanti espressioni della civiltà nuragica e costituisce oggi il complesso nuragico più importante finora messo in luce.
La presenza di un significativo strato di cenere, riscontrato negli scavi, ha fatto dedurre che in epoca romana il sito abbia subito un grave incendio che lo devastò completamente.
Descrizione
L'area scavata del sito si estende per circa tre ettari ma, nel suo complesso, si estendeva in origine per circa venti ettari.
il nuraghe a tholos che ha inglobato il preesistente protonuraghe risalente al Bronzo Recente (1300-1100 a.C.);
il tempio a pozzo, il vicino tempio ipetrale, la via sacra; i due templi in antis, il primo detto capanna del sacerdote e l'altro, posto più a nord, noto come capanna del capo, tutti edificati nel periodo compreso tra il Bronzo finale e la prima Età del ferro (1100 - 900/800 a.C.);
la chiesetta di Santa Maria della Vittoria edificata in epoca bizantina;
il recinto delle feste (o delle riunioni) coevo del tempio a pozzo sul cui perimetro sono posti, rivolti verso l'ampia area interna, un lungo porticato, vani con banchi e sedili, la capanna dei fonditori, il mercato, le tre capanne tra cui quella dell'ascia bipenne, la cucina;
un gruppo di edifici costituito da abitazioni, tra cui quella del doppio betilo – dal nome del manufatto sacro trovatovi – appartenenti al periodo compreso tra il Bronzo finale e la prima età del Ferro (1100 - 900/800 a.C.);
un quarto gruppo di edifici, spostato verso oriente, dove si trovano il recinto dei supplizi e la curia, edificati nel periodo compreso tra il Bronzo finale e la prima età del Ferro (1100 - 900/800 a.C.)
Gli edifici, a seconda della pubblicazione, possono assumere nomi diversi che possono trarre in inganno, per esempio il recinto delle feste è chiamato anche recinto delle riunioni e la curia capanna delle riunioni. Pertanto, per indicare in modo univoco gli edifici, si usa il numero che fu loro attribuito dal Taramelli nella sua rappresentazione generale del sito. Tuttavia quando tale pianta fu pubblicata nel 1931, per motivi di formato grafico del volume, venne eliminata un'ampia porzione vuota tra il recinto delle feste ed il gruppo delle abitazioni e la curia. Anche la pianta pubblicata successivamente e quella esposta ai visitatori nel sito archeologico mantengono lo stesso errore. Solo le foto aeree ne danno invece la reale dimensione.
Il sito
(Taramelli numero 2 – 4)In prossimità del margine occidentale del sito, vicino alla chiesetta di Santa Vittoria, si ergono i resti di una torre nuragica costruita con filari di blocchi in basalto, dal diametro esterno di circa 7,5 m e dalle feritoie strombate verso l'interno, databile al Bronzo recente (1300- 1220 a.C.) Da essa parte un corridoio lungo circa 18 m ed alto 1 sostenuto da due ali di blocchi di basalto aggettanti che in origine formavano una copertura. Il corridoio raggiunge il muraglione di margine della giara. Le strutture megalitiche tra corridoio e muraglione sono state attribuite ad un protonuraghe (o pseudo nuraghe) databile al Bronzo medio (1500 – 1330 a.C.). Sulle rovine di questo complesso venne eretta in epoca romana una scalinata di lastre di calcare bianco che conduceva ad un piccolo edificio di forma rettangolare all'esterno e quasi circolare all'interno, costruito in muratura, con pavimento in cocciopesto e copertura in tegole. Taramelli individuò in questo edificio la aedes victoriae o tempio della vittoria in ricordo della vittoria romana sui sardi e della distruzione del santuario nuragico. Sempre secondo Taramelli questa titolazione diede il nome alla chiesetta e poi all'intero sito.
(Taramelli numero 13)
Il tempio a pozzo è il luogo più importante di tutto il santuario, tale da essere riconosciuto per primo e subito oggetto di scavi. Datato al IX Sec. a.C. dall'archeologo Anati nel 1985, il tempio fu eretto con muratura isodoma, a filari regolari, di blocchi ben squadrati di basalto e calcare che danno un effetto bicolore che colpì anche Taramelli per la sua precisione costruttiva priva di malta. Ha un'altezza residua di circa 3 m sotto il piano di campagna e di circa 1,2 m al di sopra ed è costituito da un pozzo circolare di circa 2 m di diametro. L'acqua sacra si raccoglie in un bacino con fondo arrotondato alla base del pozzo stesso, attraverso appositi fori nel paramento murario che lasciano filtrare l'acqua piovana. Il muro è realizzato con grande regolarità ed è composto da venti filari di pietre di basalto nero molto ben lavorati nella parte a vista e sagomati a cuneo nella parte a contatto con il foro praticato nella roccia per ricavare il pozzo. …
Scavi
Il sito di Santa Vittoria fu sconosciuto fino all'inizio del ventesimo secolo quando il medico condotto di Gergei, il dott. Marogna, amico dell'archeologo Antonio Taramelli, direttore del museo di Cagliari e degli scavi di antichità della Sardegna, gli indicò il sito di Santa Vittoria come degno di interesse.
La prima campagna di scavi fu condotta nel 1909-1910 dallo stesso Taramelli con la collaborazione dell'archeologo cagliaritano Filippo Nissardi e dell'ispettore del Museo preistorico ed etnografico di Roma Raffaele Pettazzoni. I primi edifici messi in luce furono la cinta muraria, il tempio a pozzo e la capanna delle riunioni (o curia). La campagna del 1919 – 1921 recuperò significativi bronzi votivi. Nelle campagne tra il 1922 ed il 1929 furono scoperti il tempio in antis detto capanna del capo ed il recinto delle feste, oltre ad altri edifici.
Taramelli iniziò le pubblicazioni di Santa Vittoria nel 1914 e le concluse con i due tomi del 1931 pubblicati dall’Accademia dei Lincei.
Fu durante la sua prima campagna di scavi che Taramelli individuò l'edificio romano che denominò aedes victoriae da cui prese il nome la chiesetta e da essa il sito. Tale cella fu tuttavia demolita dal Taramelli stesso come da questi documentato nel 1931 per completare l'esposizione del sottostante strato nuragico.
Nel 1963 Ercole Contu della Soprintendenza alle Antichità di Sassari e Nuoro restaurò il recinto delle feste ed il tempio ipetrale. In tale occasione vennero recuperati importanti reperti ceramici nuragici e di resti dei pasti consumati nel recinto stesso (cinghiale).
Scavi recenti sono stati condotti nel 1990, nel 2002 e 2006 a cura della Sovrintendenza, nel 2011 e nel 2015 da Maria Gabriella Puddu. Dal 1º ottobre 2019 la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Cagliari ha iniziato una nuova campagna di scavi con lavori di consolidamento e restauro. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Santuario nuragico di Santa Vittoria».
Foto
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Domande frequenti
Dove si trova Santuario nuragico di Santa Vittoria?
Santuario nuragico di Santa Vittoria si trova nel comune di Serri, in provincia di Sud Sardegna (Sardegna), all'indirizzo Strada Comunale Localita' Santa Vittoria, Serri. Coordinate: 39.71313, 9.10689.
Quali sono gli orari di Santuario nuragico di Santa Vittoria?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Tutti i giorni: 9:00–tramonto. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Cosa vedere vicino a Santuario nuragico di Santa Vittoria?
Nei dintorni si trovano: Nuraghe Is Paras (a 3,9 km), Palazzo Zapata (a 9,2 km), Area archeologica di Su Nuraxi (a 9,2 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Serri , Santuario Nuragico Santa Vittoria. 3 — Daniela Serra (Cagliari), CC BY-SA 3.0
- Serri , Santuario Nuragico Santa Vittoria. 1 — Daniela Serra (Cagliari), CC BY-SA 3.0
- Bronzi nuragici, dolio con ansa a x, da serri, santuario di s. vittoria — Sailko, CC BY 3.0
- Area archeologica Santa Vittoria, Serri - Sardegna 4 gennaio 2015 — Maurizio Aresu 2, CC BY-SA 4.0
- Santa Vittoria di Serri Capanna dell'ascia bipenne DSC 7847 — Aga Khan (IT), CC BY-SA 4.0
- Santa Vittoria di Serri capanna delle riunioni federali — Aga Khan (IT), CC BY-SA 4.0
- Santa Vittoria di Serri Capanna delle riunioni(curia) mensola DSC 8033 — Aga Khan (IT), CC BY-SA 4.0
- Santa Vittoria di Serri Capanna delle riunioni(curia) vaschetta di pietra DSC 8038 — Aga Khan (IT), CC BY-SA 4.0
- Santa Vittoria di Serri Corridoio del protonuraghe DSC 7939 — Aga Khan (IT), CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze