Santuario di Hera Lacinia
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Foto: Benjamin Smith, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Santuario di Hera Lacinia

Antico santuario greco di Hera a Capo Colonna, presso Crotone

Crotone (KR), Calabria

Indicazioni

In breve

Dedicato a
Era
Coordinate
39°01′35″ N, 17°12′17″ E

Storia e descrizione

Il tempio di Hera Lacinia, convenzionalmente indicato come Tempio A, era il principale edificio di culto del santuario dedicato a Hera Lacinia sul promontorio di Capo Colonna, presso l'antica Kroton. Eretto presso il ciglio della falesia intorno al 480-470 a.C., era un grande tempio dorico orientato in senso est-ovest, del quale rimangono le tracce delle fondazioni, parte dello stilobate orientale e una sola colonna.

Il santuario sorgeva sull'antico promontorio Lakinion, in posizione dominante lungo le rotte dello mar Ionio, e costituiva uno dei maggiori luoghi di culto della Magna Grecia, richiamando fedeli di diversa provenienza e assumendo al tempo stesso un'importante funzione di riferimento per la navigazione; la frequentazione dell'area proseguì anche in età romana.

Storia

Le più antiche strutture monumentali finora individuate nell'area sacra risalgono agli inizi del VI secolo a.C., quando fu costruito il cosiddetto Edificio B, uno dei primi edifici di culto del santuario; nella seconda metà dello stesso secolo sorse nelle sue vicinanze un grande tempio dedicato a Hera, del quale rimangono soltanto limitate tracce archeologiche.

Tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C. l'intero complesso fu interessato da una profonda riorganizzazione monumentale: tra il 500 e il 475 a.C. circa venne realizzata la grande Via Sacra, mentre il precedente tempio arcaico fu smantellato e sostituito dal monumentale Tempio A, costruito intorno al 480-470 a.C..

Il santuario assunse progressivamente un'importanza che superava l'ambito della sola Kroton, come testimoniano l'afflusso di fedeli e la presenza di offerte provenienti da differenti aree del mondo greco e italiota.

Alla fine del V secolo a.C. Zeusi fu legato dalla tradizione antica alla decorazione del santuario: secondo una versione, i Crotoniati lo incaricarono di arricchire il tempio con dipinti e, per realizzare una celebre immagine di Elena, l'artista scelse cinque giovani della città come modelli di bellezza ideale, mentre una diversa tradizione colloca l'episodio ad Agrigento.

Durante le fasi finali della seconda guerra punica il promontorio fu strettamente legato alla presenza di Annibale nel Bruzio, dove il comandante cartaginese fece incidere una tavola di bronzo contenente dati sulla propria spedizione in Italia; nel 203 a.C., richiamato in Africa per fronteggiare Publio Cornelio Scipione, lasciò definitivamente l'Italia.

Un celebre episodio di spoliazione del tempio avvenne nel 173 a.C., quando il censore Quinto Fulvio Flacco fece rimuovere parte delle tegole marmoree del tetto per utilizzarle nel Tempio della Fortuna equestre a Roma; il Senato romano condannò l'atto e ordinò che fossero riportate al santuario.

La continuità del culto in epoca imperiale è attestata da un altare marmoreo rinvenuto nel 1843 e datato tra il 98 e il 105 d.C. circa, la cui iscrizione ricorda la dedica a Hera Lacinia compiuta da Oecius, liberto e procuratore imperiale, per la salute di Ulpia Marciana, sorella dell'imperatore Traiano.

Il complesso del santuario

Il grande Tempio A era un edificio dorico periptero, costruito prevalentemente in pietra calcarea locale e orientato astronomicamente in senso est-ovest; il basamento misurava circa 22 × 55 metri e il colonnato comprendeva sei colonne sui lati brevi e quattordici su quelli lunghi.

La copertura era particolarmente ricca, con tegole e coppi realizzati in marmo bianco proveniente dall'area egea ed elementi scultorei, anch'essi in marmo greco, raffiguranti figure umane e cavalli; tra i materiali conservati figurano inoltre gocciolatoi a testa leonina, ornamenti vegetali e frammenti della decorazione plastica. La colonna oggi superstite apparteneva al lato breve orientale, rivolto verso il mare.

Il santuario era associato a un lucus, il bosco sacro della dea, all'interno del quale pascolavano liberamente animali consacrati a Hera, e costituiva al tempo stesso un importante punto di riferimento per la navigazione lungo la costa ionica.

L'Edificio B fu scoperto tra il 1987 e il 1989 a nord del Tempio A e consiste in una costruzione rettangolare di circa 22 × 9 metri, orientata in senso est-ovest e realizzata agli inizi del VI secolo a.C.; subì numerosi rifacimenti durante il V secolo a.C. e fu probabilmente abbandonata intorno alla metà dello stesso secolo.

Un cippo di confine, o horos, posto sul lato meridionale ne delimitava lo spazio sacro, mentre tra il 500 e il 475 a.C. furono reimpiegati nell'edificio materiali provenienti da una precedente costruzione monumentale, probabilmente il tempio arcaico smantellato per far posto al nuovo Tempio A.

Almeno in una fase della sua vita, forse quella finale, l'edificio fu probabilmente utilizzato come thesauros, destinato cioè alla conservazione delle offerte votive; gli scavi hanno restituito il cosiddetto Tesoro di Hera, comprendente oggetti in oro, argento e bronzo, fra i quali una celebre corona d'oro.

La Via Sacra era la grande arteria processionale attraverso la quale i fedeli raggiungevano il settore monumentale del santuario; la parte individuata archeologicamente è larga circa 8,50 metri, orientata in senso est-ovest e conservata per un tratto di circa 58 metri. …

Storia delle ricerche archeologiche

Le prime indagini archeologiche organizzate sul promontorio furono condotte alla fine degli anni 1880 dagli archeologi statunitensi Joseph T. Clarke e Alfred Emerson, in una breve campagna effettuata senza autorizzazione delle autorità centrali italiane.

Alla fine del XIX secolo Friedrich von Duhn studiò numerosi reperti provenienti da Crotone e dal Lacinio, mentre pochi anni dopo Robert Koldewey e Otto Puchstein inserirono il tempio nella loro documentazione sistematica dell'architettura templare della Magna Grecia e della Sicilia.

La prima campagna ufficiale dello Stato fu condotta nella primavera del 1910 sotto la direzione di Paolo Orsi, con le operazioni sul campo seguite in particolare dal suo assistente Claudio Ricca; già nel 1911 furono documentati le strutture del tempio, il peribolo, la porta monumentale, le numerose trincee aperte intorno all'edificio e i materiali rinvenuti.

Nuove indagini furono effettuate nel 1955 sotto la direzione di Alfonso De Franciscis, mentre negli anni 1980 operarono nell'area anche studiosi dell'Istituto archeologico germanico e, tra il 1987 e il 1989, la Soprintendenza archeologica condusse le campagne che portarono, fra l'altro, alla scoperta dell'Edificio B.

Tra il 1999 e il 2004 ulteriori campagne interessarono l'area archeologica e precedettero la realizzazione del parco e del museo, contribuendo al progressivo chiarimento delle fasi di frequentazione del promontorio in epoca greca e romana; i risultati delle ricerche sul santuario furono successivamente raccolti e discussi in una sintesi pubblicata nel 2006.

Le indagini sono proseguite anche nel XXI secolo e una campagna condotta nel 2024 nel settore meridionale del Tempio A ha interessato la fascia compresa tra il grande edificio templare e il muro di cinta del santuario; i risultati preliminari sono stati pubblicati nel 2025.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Santuario di Hera Lacinia».

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Domande frequenti

Dove si trova Santuario di Hera Lacinia?

Santuario di Hera Lacinia si trova nel comune di Crotone, in provincia di Crotone (Calabria). Coordinate: 39.02649, 17.20475.

Cosa vedere vicino a Santuario di Hera Lacinia?

Nei dintorni si trovano: Area archeologica di Capo Colonna (a 0 m), Faro di Capo Colonna (a 100 m), Torre di Capo Nao (a 200 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Capo Colonna - Colonna — Benjamin Smith, CC BY-SA 4.0
  2. Crotone, parco archeologico di capo colonna, tempio di hera lacinia, 01 — Sailko, CC BY-SA 4.0
  3. Crotone, parco archeologico di capo colonna, tempio di hera lacinia, 02 colonna dorica — Sailko, CC BY-SA 4.0
  4. Crotone, parco archeologico di capo colonna, tempio di hera lacinia, 02 e faro — Sailko, CC BY-SA 4.0
  5. Crotone, parco archeologico di capo colonna, tempio di hera lacinia, 03 capitello dorico — Sailko, CC BY-SA 4.0
  6. Crotone-Hera-Tempel-1986-gje — Gerd Eichmann, CC BY-SA 4.0
  7. Crotone, parco archeologico di capo colonna, mura del santuario 01 — Sailko, CC BY-SA 4.0
  8. Area archeologica di Capo Colonna — Revolweb, CC BY-SA 2.0
  9. Capo Colonna - Colonna & Faro — Benjamin Smith, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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