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Foto: PaestumPaestum, CC BY 4.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Saepinum
Antica città in Molise e sito archeologico nel comune italiano di Sepino (CB)
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 41°26′02″ N, 14°37′06″ E
- Indirizzo
- Strada Provinciale 82, 86017 Sepino
Storia e descrizione
Saepinum è un'area archeologica di epoca romana ubicata nella regione Molise, in provincia di Campobasso, e situata nella piana alle falde del Matese aperta sulla valle del fiume Tammaro. Il sito, localizzato lungo l'antichissimo tratturo Pescasseroli-Candela, sorge 3 km a nord dell'attuale borgo di Sepino, cinto da mura di età augustea e posto a circa 500 m s.l.m.. Una collocazione geografica certamente favorevole e strategica, perché posizionata in un'area di cruciale importanza economica, la piana di Boiano, su un nodo stradale che collegava già tra il IV e il III secolo a.C. il Sannio Pentro con il territorio dei Peligni a nord e l’Irpinia a sud, con un agevole accesso sia in Campania sia in direzione della costa adriatica della Daunia, secondo importanti direttrici economiche, come risulta documentato dalla presenza consistente non solo di monete campane, ma anche epirote ed illiriche, che testimoniano i contatti tra il Sannio interno e le aree commerciali dell’Egeo. Tale vantaggiosa condizione favorirà un precoce sviluppo economico del centro sannitico, legato strettamente al sistema viario, e ne garantirà il benessere economico per lungo tempo.
Il territorio
Per quello che le fonti storiche offrono e per quello che gli scarsi reperti archeologici testimoniano, il territorio di Saepinum sembra presentare forme di insediamenti stabili già in epoca preistorica o comunque assai antica. Del resto, la conformazione pianeggiante del territorio ha sempre favorito naturalmente incontri, aggregazioni e scambi commerciali tra le diverse comunità residenti. La presenza di un corso d’acqua, il Tammaro, che nasce alle falde del Matese per poi versarsi nel Tirreno, ha potuto di sicuro incentivare la nascita di agglomerati abitativi, sia pure di dimensioni modeste. Ma soprattutto i tratturi, con le piste erbose percorse periodicamente dalle greggi e dagli armenti, hanno costituito da sempre una via di scambio e di collegamento, un luogo di incontro e di mercato.
I Pentri occupavano buona parte del Molise, con esclusione della fascia costiera, che, per un’ampiezza verso l’interno di circa 30 chilometri, costituiva la Frentania; il Sannio Pentro si estendeva anche in Abruzzo, su un ampio tratto della valle del fiume Sangro e lungo la riva sinistra del fiume Trigno (a nord di Trivento) ed inoltre occupava, verso sud, anche il versante campano del Matese, fino al fiume Volturno. Tutta quest’area all'epoca di Augusto sarà inclusa nella regione IV, secondo quanto tramanda Plinio il Vecchio, principale fonte di informazione circa l’assetto amministrativo ricevuto da questa popolazione nell'ambito dello stato romano. …
Storia
Si sa che in epoca preromana nelle zone appenniniche la struttura insediativa più ampiamente diffusa come unità produttiva è rappresentata dal vicus, un sito abitativo aperto, ubicato solitamente in una zona valliva o collinare, facilmente accessibile, ove si concentrano funzioni produttive diverse (agricole, artigianali, commerciali, di allevamento e di scambio). Le fonti storiche (Livio e Strabone soprattutto) testimoniano che la popolazione sannitica viveva vicatim, cioè sparsa sul territorio, in nuclei abitativi di dimensioni ridotte, attorniati da pascoli, boschi e vaste aree destinate alla coltivazione, spesso situati in prossimità delle vie di comunicazione ed in condizioni di accentuato frazionamento.
La documentazione archeologica in nostro possesso, infatti, sembra escludere decisamente la presenza di strutture insediative di tipo urbano nelle aree più interne del Sannio, almeno fino alla guerra sociale: solo con la progressiva romanizzazione numerosi insediamenti vicani subiscono un processo di graduale urbanizzazione e soprattutto tra questi insediamenti i Romani decideranno a chi attribuire il ruolo giuridico di municipio. Si può ritenere che anche Saepinum sia nato come vicus nel corso del IV secolo, all'incrocio di due importanti percorsi viari, come luogo di mercato e di sosta, in connessione con le migrazioni stagionali di greggi, ed è evidente la connessione a livello toponomastico tra l’osco Saipins e Saipinaz ed il latino Saepinum, sicuramente collegabile al verbo latino saepire = recintare. …
Scavi archeologici
L’antica Sepino ha attirato l’attenzione degli studiosi di archeologia già a partire dal Rinascimento. L’attenzione si è accresciuta nei secoli successivi, fino al 1845 con la prima pubblicazione di notevole rilievo scientifico dovuta a Theodor Mommsen, che visitò di persona il sito archeologico. Proprio l’interesse del grande studioso tedesco per le antichità di Sepino determinò, qualche decennio più tardi, l’inizio dei primi scavi archeologici ad opera di Ludovico Mucci, nel 1876. La prima testimonianza documentaria dell'esplorazione archeologica di Saepinum è costituita dalla “Topografia dell’Altilia” redatta nel maggio 1877 da Francesco Di Iorio. La pianta, naturalmente incompleta, è costruita con notevole esattezza e ben definita anche nei dettagli. Testimonia, tra l’altro, che già all'epoca della sua redazione esistevano nell'area strutture scavate e successivamente in tutto o in parte rinterrate. Maggiori informazioni forniscono tre relazioni, redatte negli ultimi mesi del 1878, contenenti un dettagliato resoconto dello scavo condotto nell'area della basilica ed inviate al Direttore Generale dei Musei e degli Scavi di Antichità del Regno, due a firma di L. Mucci, ispettore onorario, e una compilata dall’ingegnere L. Fulvio, inviato da Roma per sovrintendere agli scavi per conto del Ministero. Essendo redatte da tecnici, le relazioni forniscono una gran quantità di dati scientifici e di annotazioni descrittive, senza avere la pretesa di offrire una lettura articolata e un'analisi puntuale della situazione. …
L'area archeologica
L’area archeologica di Saepinum, ampia circa 12 ettari, è circondata da una cinta muraria nella quale si aprono quattro porte monumentali, disposte all'ingresso delle due arterie stradali principali, ciascuna fiancheggiata da due torri circolari. L’assetto delle mura e l’orientamento delle porte sono dettati dalla disposizione della preesistente viabilità principale del sito, che ha poi costituito il cardo e il decumano.
Il perimetro delle mura è costituito da una sequenza di cortine, sempre rigidamente rettilinee e di lunghezza variabile, interrotta da torri circolari disposte a distanza di 80 – 120 piedi l’una dall'altra.
Attualmente solo una parte del tracciato delle mura è allo scoperto. Nel corso degli anni si è provveduto a restaurare e consolidare le strutture rimesse in luce, ripristinando alcuni tratti di alzato mediante il reimpiego di materiale antico di crollo. Nei tratti non interessati dallo scavo il tracciato è segnalato da nuclei sparsi di cementizio e brevi spezzoni di muratura. Nel complesso la cinta muraria si presenta come un’opera accurata, di buona ingegneria militare. Il materiale utilizzato è il calcare del Matese, tagliato in blocchetti minuti e sagomati a forma di piccole piramidi, a base indifferenziata, quadrata o rettangolare. Il paramento delle cortine presenta uno spessore uniforme (circa m. 1,80), è tessuto con la tecnica del reticolato, con una malta cementizia omogenea. La muratura è piena, di un’altezza di circa m. 4,80 e presenta sulla sommità un cammino di ronda. La qualità della tessitura appare uniforme e costante, e lascia supporre un'unica fase di costruzione. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Saepinum».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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Domande frequenti
Dove si trova Saepinum?
Saepinum si trova nel comune di Sepino, in provincia di Campobasso (Molise), all'indirizzo Strada Provinciale 82, 86017 Sepino. Coordinate: 41.43376, 14.61844.
Cosa vedere vicino a Saepinum?
Nei dintorni si trovano: Museo della città e del territorio di Sepino (a 100 m), Teatro romano di Sepino (a 100 m), Sepino (a 3,8 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 8 foto
- Aerial view of Saepinum (2024) — PaestumPaestum, CC BY 4.0
- Areal view Porta Boiano Saepinum-Altilia — Stapinium, CC BY 4.0
- House and ruins at Saepinum — PaestumPaestum, CC BY 4.0
- House at Saepinum — PaestumPaestum, CC BY 4.0
- Remains of a Roman house at Saepinum — PaestumPaestum, CC BY 4.0
- Remains of a Roman wall at Saepinum — PaestumPaestum, CC BY 4.0
- Saepinum (26 agosto 2025) 01 — Accurimbono, CC BY-SA 4.0
- Altilia - verde attorno alle mura — Giulio Lastoria, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze