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Foto: Thilo Parg, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Isernia La Pineta
Sito archeologico paleolitico italiano
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Epoca
- Preistoria e protostoria
- Coordinate
- 41°35′30″ N, 14°14′29″ E
Storia e descrizione
Isernia La Pineta è un sito archeologico del Paleolitico risalente a circa 700 000 anni fa, scoperto casualmente e quindi indagato a partire dal 1979 presso la località La Pineta nei pressi di Isernia in Molise.
Descrizione
Il sito archeologico conserva un luogo risalente al Paleolitico, che ha restituito abbondante materiale sia archeologico che paleontologico, considerato di grande importanza per la ricostruzione dei primi popolamenti dell'uomo in Europa.
Il giacimento comprende quattro fasi di occupazione, sigillate da depositi alluvionali o depositi di cenere vulcanica, relative ad accampamenti umani dotati a circa 700.000 anni fa. I rilevamenti occupano un'area di circa 30.000 m² e comprendono numerosi manufatti in selce, spessi e di piccole dimensioni.
I resti faunistici sono molto abbondanti e appartengono a più specie. Il bisonte, l'elefante e il rinoceronte sono gli animali più frequenti, mentre meno frequenti sono l'orso, l'ippopotamo, il cinghiale, il daino e il megalocero. Nel sito sono stati trovati i resti di Panthera leo fossilis più antichi d'Europa, datati a più di 700.000 anni fa.
La setacciatura dei sedimenti ha permesso di raccogliere resti di microvertebrati, fra i quali, oltre a pochi resti di pesci, anfibi, rettili, fra cui tartarughe, e uccelli, vi sono i seguenti roditori: Clethrionomys, Pliomys episcopalis, Pliomys lenki, Microtus gruppo arvalis-agrestis, Microtus brecciensis, Pitymys, Arvicola mosbachensis
Il giacimento è ritenuto un caposaldo della cronostratigrafia a causa della presenza di micromammiferi e dei mezzi necessari per datare l'associazione faunistica.
Inoltre i ritrovamenti permettono di ipotizzare l'ambiente in cui venivano costituiti gli accampamenti e gli spostamenti degli stessi nelle varie stagioni.
Le aree si dividevano in zone ampie caratterizzate da pochi alberi e diverse zone umide con vegetazione più fitta e aree di foresta rada o più fitta in cui venivano accolte varie specie di alberi: la quercia (Quercus), il pino (Pinus), la betulla (Betula), il faggio (Fagus), il carpino (Carpinus betulus), il frassino (Fraxinus), il noce (Juglans), il castagno (Castanea). …
Ambiente e società
Il clima caratteristico si divideva in due stagioni: una lunga e secca ed un'altra più breve con abbondanti precipitazioni. L'area era sottoposta alle piene del fiume Carpino le cui acque crescevano durante la stagione umida, inondando le zone limitrofe e ricoprendole di sabbia e fango.
I ritrovamenti archeologici informano sulle modalità di produzione degli strumenti litici, sulle attività di caccia e macellazione degli animali. L'organizzazione degli spazi abitativi rivela una società con una precisa divisione dei compiti su basi sessuali: le donne e i bambini si occupavano della raccolta di erbe, radici e frutti selvatici, mentre gli uomini si occupavano della caccia.
In base al ritrovamento di chiazze di argilla rossastra e di ossa che, a seguito di analisi, sono risultate essere state esposte a fonti di calore, si ipotizza che fosse conosciuto l'uso del fuoco.
Accampamento
Le conche in roccia calcarea, all'interno degli spazi paludosi, erano utilizzate come rifugi dai cacciatori dopo le battute di caccia.
Essi vi trasportavano le carcasse degli animali, le cui ossa venivano in parte gettate nell'acqua, in parte utilizzate per la fabbricazione di strumenti, impiegati per tagliare ed asportare pezzi di carne e in parte per la costruzione delle capanne.
Gli accampamenti erano temporanei, in quanto dipendevano dagli spostamenti stagionali degli animali. Venivano resi più accoglienti possibile attraverso il consolidamento del suolo paludoso e attraverso la realizzazione di pavimenti costituiti da ossa di animali e pietre.
Inizialmente le abitazioni erano semplicemente ripari naturali, a cui si aggiunsero capanne costruite con ossa di bisonte e di rinoceronte, zanne di elefante e fogliame. Le zanne di elefante erano impiegate in funzione di pilastri ed il fogliame per la costruzione del tetto.
Museo nazionale del Paleolitico
Presso il museo nazionale del paleolitico di Isernia (sito nel complesso di Santa Maria delle Monache) è presente una mostra permanente dell'antica archeosuperficie contenente molti reperti provenienti dal sito. Inoltre sono presenti ricostruzioni del paesaggio preistorico della zona e delle postazioni interattive contenenti tutte le informazioni sul sito stesso.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Isernia La Pineta».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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Domande frequenti
Dove si trova Isernia La Pineta?
Isernia La Pineta si trova nel comune di Isernia, in provincia di Isernia (Molise). Coordinate: 41.59154, 14.24126.
Cosa vedere vicino a Isernia La Pineta?
Nei dintorni si trovano: Museo nazionale del paleolitico di Isernia (a 100 m), Museo Maci (a 1,1 km), Museo nazionale di Santa Maria delle Monache (a 1,4 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 4 foto
- Isernia La Pineta Museum — Thilo Parg, CC BY-SA 4.0
- Isernia La Pineta 1 — Thilo Parg, CC BY-SA 4.0
- Isernia La Pineta Gebäude Sektor I — Thilo Parg, CC BY-SA 4.0
- Isernia La Pineta Werkzeuge — Thilo Parg, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze