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Museo, 1456
Raccolte d'arte dell'Ospedale Maggiore di Milano
Museo in Italia
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Medioevo, 1456
- Superficie
- 600 m²
- Coordinate
- 45°27′36″ N, 9°11′43″ E
- Indirizzo
- Via Francesco Sforza 28, 20122 Milano
Storia e descrizione
Le Raccolte d'arte dell'ospedale Maggiore sono una collezione artistica di proprietà dell'ospedale Maggiore di Milano, costituita da una serie di ritratti dei benefattori dell'ente ospedaliero, considerata il nucleo principale e di maggior valore, e da altre raccolte di varia natura, attualmente collocate nella sede storica dell'Ospedale, la Ca' Granda, oggi sede centrale dell'Università statale di Milano.
I ritratti dei benefattori
La collezione di ritratti prese avvio nel XV secolo, subito dopo la costituzione dell'ospedale da parte di Francesco Sforza (1456). L'intenzione era omaggiare gli illustri personaggi autori di significativi atti di liberalità verso il nosocomio. La frequenza di tali gesti di gratitudine era tuttavia limitata a coloro che si distinguessero sia per prestigio personale che per l'eccezionalità dei benefici elargiti, economicamente oppure sotto forma di concessioni di ordine politico o religioso.
Diversamente, a partire dal '600 quella del ritratto divenne un'abitudine più diffusa fra le classi sociali più abbienti, e questo si riflesse sulla frequenza con cui l'ospedale concesse questo onore ai suoi benefattori. Non solo, in quegli anni cadde il requisito del prestigio sociale: ad essere ritratti poterono essere tutti coloro, illustri o meno, che avessero reso particolari benefici al nosocomio.
La tendenza continuò nei secoli, tanto che nel 1810 si stabilì che a seconda dell'entità della donazione o dei lascito, si aveva diritto ad un ritratto di diverso prestigio: con 40.000 lire si acquisiva il diritto ad un mezzo ritratto, con 80.000 lire si poteva avere il ritratto a figura intera. Questa venalità da un lato fece prevalere fra i benefattori le intenzioni dettate da convenienza su quelle a scopo di pura liberalità (e lo dimostra la grande quantità di donazioni alla cifra minima necessaria per l'onoranza), ma nello stesso tempo generò un notevole incremento dei lasciti e un conseguente drastico arricchimento della collezione artistica. Un altro effetto di questa politica fu la consuetudine di lasciare somme che consentissero più ritratti, per il benefattore e per i suoi congiunti.
A seguito della prima guerra mondiale, una forte svalutazione e il mancato adeguamento delle cifre previste generarono un ulteriore aumento delle liberalità e quindi dei ritratti eseguiti. Da allora sono stati comunque innalzati e periodicamente aggiornati i requisiti economici per aver diritto al ritratto. …
Le altre raccolte
La raccolta di opere d'arte cominciò con le prime fasi della storia dell'ospedale nel XVI secolo e durò ininterrottamente fino ai giorni d'oggi. Le modalità di arricchimento della collezione furono principalmente tre.
In primo luogo, le «sollecitudini dei saggi amministratori» generarono col tempo un certo accumulo di beni di valore artistico, come le antiche suppellettili della farmacia ospedaliera (la cosiddetta «spezieria»), un celebre papiro egizio, il gonfalone dell'ente e numerose pergamene miniate.
Altre occasioni di arricchimento del patrimonio artistico si presentarono con le annessioni all'ente di altri ospedali milanesi, come quella voluta dal cardinale Enrico Rampini ed attuata da Francesco Sforza alla metà del XV secolo. Ognuno di questi ospedali aveva una chiesa o una cappella, con il necessario corredo di arredi e mobili sacri, i quali finivano di volta in volta ad arricchire la collezione dell'ospedale.
Il principale strumento di arricchimento patrimoniale fu tuttavia costituito dalle donazioni e dai lasciti testamentari dei numerosissimi benefattori. Il primo fra quelli di una certa importanza fu quello del cardinale Carlo Borromeo, comprendente tra l'altro la Adorazione dei Magi di Tiziano, in seguito acquistata dal nipote Federico e donata alla Pinacoteca Ambrosiana.
Il lascito considerato di maggior importanza è considerato quello ricevuto nel 1804 dal conte Giacomo Sannazzari della Ripa, che lasciò per successione all'ente la sua importante raccolta di dipinti, comprendente tra l'altro il celebre Sposalizio della Vergine di Raffaello, acquistato due anni prima da Giuseppe Lechi, generale napoleonico che aveva liberato dal dominio pontificio Città di Castello, ricevendo l'opera in segno di riconoscenza. Lo sposalizio fu tuttavia venduto solo due anni più tardi al demanio, a causa di difficoltà economiche e in compensazione di alcuni debiti fiscali, e quindi collocato alla Pinacoteca di Brera. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Raccolte d'arte dell'Ospedale Maggiore di Milano».
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Domande frequenti
Dove si trova Raccolte d'arte dell'Ospedale Maggiore di Milano?
Raccolte d'arte dell'Ospedale Maggiore di Milano si trova nel comune di Milano, in provincia di Milano (Lombardia), all'indirizzo Via Francesco Sforza 28, 20122 Milano. Coordinate: 45.46001, 9.19532.
A quando risale Raccolte d'arte dell'Ospedale Maggiore di Milano?
La datazione indicata da Wikidata è: 1456.
Cosa vedere vicino a Raccolte d'arte dell'Ospedale Maggiore di Milano?
Nei dintorni si trovano: Pusterla del Bottonuto (a 0 m), Ca' Granda (a 100 m), Palazzo Greppi (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 4 foto
- 7158MilanoSsAnnunciata — Geobia, CC BY-SA 3.0
- Ingresso mostra permanente I tesori della Ca' Granda, Milano. Foto di Giovanni Dall'Orto, 11 Ott 2023 — Giovanni Dall'Orto, CC BY-SA 2.5 it
- Milano - Cà Granda 0351 — Phyrexian, CC BY-SA 4.0
- Ca' Granda cassaforti e serrature dettagli (36937) — Bramfab, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze